Ue, comunismo come il nazismo? Bartolo: “Cambio il mio voto”

Fa discutere la risoluzione votata giovedì scorso in cui, per istituire una giornata delle vittime dei totalitarismi, si equiparano nazismo e comunismo
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ROMA – Giovedì scorso il Parlamento europeo si è pronunciato a favore di una risoluzione dedicata all’importanza “della memoria per il futuro dell’Europa”. Il testo della risoluzione, votato in larga parte anche dai democratici, è stato però presentato da destre e popolari e, al suo, interno, contiene una sostanziale equiparazione di comunismo e nazismo. Il testo votato, in realtà, era già stato modificato e sfumato rispetto a quello iniziale, ma contiene comunque pesanti rimandi anticomunisti, mettendo dallo stesso lato della Storia oppressi e oppressori.  Non solo. Nel testo viene indicato anche il patto Molotov-Ribbentropp come causa della Seconda Guerra mondiale, in maniera molto riduttiva della complessità storica degli anni seguenti alla fine della Grande Guerra che determinarono il clima degli anni Trenta e poi, appunto, lo scoppio del nuovo conflitto. 

LEGGI IL TESTO DELLA RISOLUZIONE

A rifiutare la risoluzione sono stati inizialmente solamente due eurodeputati dem, Massimiliano Smeriglio (“Non l’ho votato perché le democrazie occidentali, le nostre, quelle nate nel ’45 devono ringraziare per la vittoria finale gli anglo americani, le formazioni partigiane, e l’Armata Rossa. Questa la verità storica”) e Pierfrancesco Majorino (“Un testo brutto, scritto male, che tiene insieme concetti condivisibili e banalizzazioni pericolose”), poi la fronda dei no si è allargata. 

Ho deciso di cambiare il mio voto da positivo a contrario alla risoluzione sulla memoria europea. Inutile girarci attorno: ho sbagliato, non avrei dovuto votare favorevolmente. Mi scuso con i miei elettori e ringrazio i tanti che mi hanno scritto in questi giorni. Il confronto serve anche a questo: a riconoscere quando si è commesso un errore e fare un passo indietro”, ha scritto l’eurodeputato Pd Pietro Bartolo sui social network, annunciando il cambio del suo voto. 

Di altro parere è invece l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che parla, sì, di “frasi sbagliate” e “altre poco chiare”, ma rivendica il voto a favore perché “pensare, a 30 anni dalla Caduta del Muro di Berlino e a 80 anni dall’inizio del Secondo Conflitto Mondiale, di dire no all’istituzione di una giornata della memoria delle vittime dei regimi totalitari mi pare a dir poco emblematico del tempo che stiamo vivendo. Un tempo che richiederebbe forza e coraggio nell’affrontare le grandi sfide che ci attendono per il futuro del nostro Continente (ambiente, diseguaglianze sociali, etc) e che invece fanno perdere a molti di vista gli obiettivi di fondo”. Insomma, “andiamo oltre”, chiosa. 

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24 Settembre 2019
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