Made in Italy, rubarono oltre 2.000 forme di Parmigiano: arrestati dalla Polizia di Modena

A fare le spese di questa organizzazione sono stati numerosi stabilimenti e depositi di stoccaggio di Parmigiano reggiano nella provincia di Modena ed in altre provincie del Nord Italia
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Erano una vera e propria banda organizzata, che rubava forme nelle aziende agricole dopo aver fatto meticolosi sopralluoghi e aver pianificato il ‘colpo’ nel dettaglio: nel giro di poco più di un anno, grazie a questa tecnica collaudata, si sono intascati ben 2.039 forme del prezioso formaggio, per un valore complessivo di 785.000 euro, senza tralasciare di portarsi via anche 15.000 chilogrammi di crostacei e pesce surgelato. Ma oggi la loro ‘fortuna’ è finita: gli investigatori della Squadra mobile di Modena li hanno individuati e arrestati, dopo mesi e mesi di indagini. Il reato ipotizzato dalla Polizia di Stato di Modena è associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato: a fare le spese di questa organizzazione sono stati numerosi stabilimenti e depositi di stoccaggio di Parmigiano reggiano nella provincia di Modena ed in altre provincie del Nord Italia.

Gli arresti sono avvenuti questa mattina tra Modena, Foggia e Cremona. I furti di cui sono accusati sono avvenuti tra novembre 2013 e gennaio 2015. L’organizzazione malavitosa poteva contare su mezzi di trasporto, attrezzi da scasso, ricetrasmittenti, marchingegni elettronici capaci di disattivare i sistemi di allarme, schede telefoniche registrate da intestatari fittizi e anche armi da fuoco. Negli ultimi mesi, ha scoperto la Polizia, la ‘banda’ aveva programmato ed eseguito in maniera capillare una serie continua di attività di esplorazione e sopralluogo in alcune zone del centro-nord, proprio allo scopo di individuare gli obiettivi da colpire. Per ogni ‘colpo’, poi, i componenti si suddividevano ruoli e compiti operativi.

Sull’operazione della Polizia di Modena arriva prontamente un commento di Coldiretti Emilia-Romagna. “Il Parmigiano è il formaggio piu’ rubato al mondo non solo perché viene sottratto da caseifici, magazzini e supermercati, ma anche per il furto di identità che subisce quotidianamente nei diversi continenti”. I ladri di Parmigiano che colpiscono i depositi, sottolinea Coldiretti, “lo rivendono poi al mercato nero senza adeguate garanzie qualitative” e così facendo provocano anche “un crollo dei prezzi sul mercato a danno dei produttori che stanno affrontando una situazione di grave crisi che mette a rischio il futuro del prestigioso formaggi”.

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