venerdì 11 Settembre 2026

Romagna, rilasciati in mare polpi per combattere l’invasione del granchio blu

Alcuni esemplari del predatore naturale della specie invasiva sono stati liberati al largo di Cesenatico per verificare se possano contenere la diffusione

BOLOGNA – Sono stati rilaciati in mare questa mattina i polpi destinati a combattere l’invasione di granchi blu in Adriatico. Alcuni esemplari di pochi giorni di età e una femmina, allevati negli impianti dell’Alma Mater di Bologna, sono stati portati con una motovedetta al largo di Cesenatico e poi affidati al loro ambiente naturale. La sperimentazione si chiama Octo-Blu ed è finanziata dalla Regione in collaborazione con l’Alma Mater, con l’obiettivo appunto di studiare il controllo biologico del granchio blu. Nato nel 2024, il progetto vuole verificare se il polpo, predatore naturale del granchio blu, può contribuire a contenere la diffusione di questa specie invasiva, che negli ultimi anni ha messo in crisi l’ecosistema dell’Adriatico e provocato pesanti conseguenze economiche per la pesca e l’acquacoltura.

Il lavoro di studio è durato quasi due anni, tempo che è servito per raccogliere dati sulla relazione tra le due specie, affinare le metodologie di allevamento e arrivare alle prime schiuse. Dalle vasche di allevamento si è poi passati al mare. I primi rilasci sono stati effettuati l’11 e il 17 giugno scorsi e sono proseguiti nel mese di agosto. La sperimentazione andrà avanti anche nelle prossime settimane. All’uscita di oggi, guidata da Oliviero Mordenti, docente del Dipartimento di Scienze mediche veterinarie dell’Università di Bologna, insieme al ricercatore Antonio Casalini, era presente anche l’assessore regionale alla Pesca, Alessio Mammi. “Il granchio blu non è soltanto una specie invasiva- sottolinea l’assessore- è una delle emergenze più gravi che negli ultimi anni hanno colpito il nostro mare, mettendo in difficoltà un settore strategico per l’economia dell’Emilia-Romagna“.

Salvare la pesca, l’acquacoltura e in particolare gli allevamenti delle vongole “rappresenta per noi una priorità assoluta– continua Mammi- per questo abbiamo scelto di affiancare alla gestione dell’emergenza una strategia più ampia, fatta di interventi immediati e di una visione di lungo periodo”. A sostegno delle imprese la Regione ha destinato 3,5 milioni di euro dal 2023, a cui si aggiungono altri 1,5 milioni per quest’anno e il bando aperto per le calamità, in modo da compensare le perdite. A questi interventi, si affiancano poi gli investimenti in ricerca.

Dal progetto Octo-Blu, spiega Mammi, “auspichiamo possano arrivare risultati concreti per contribuire a ridurre la presenza del granchio blu nel nostro areale e, soprattutto, il suo impatto sull’ecosistema e sugli allevamenti”. La Regione è anche disponibile a “sostenere altri progetti” da parte di università e centri di ricerca, perché “di fronte a un fenomeno di questa portata dobbiamo mettere in campo il massimo impegno possibile e tutte le competenze disponibili- afferma l’assessore- è una sfida complessa e non esistono risposte semplici”.

Grazie al progetto Octo-Blu, conferma Mordenti, sono state raccolte “informazioni preziose sul comportamento e sulla biologia del granchio blu presente nel nostro areale, nonché di individuare una possibile strategia per contrastarne la diffusione”. Il polpo, infatti, “è un predatore in grado di contribuire al controllo delle specie più abbondanti e si configura come una specie di rilevante interesse ecologico, svolgendo un ruolo importante nella regolazione delle catene alimentari marine”.

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