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A Napoli e Bologna manifestazioni a sostegno del popolo afghano: “Europa accolga”

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Oltre 100 persone in piazza del Nettuno. In piazza del Plebiscito il flash mob #iononmicoprogliocchi
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di Pietro Tabarroni e Carmen Credentino

BOLOGNA – L’Italia scende in piazza per puntare un puntare un faro su ciò che sta accadendo in Afghanistan. A Bologna ieri, a partire dalle 18, si sono riunite più di un centinaio di persone in piazza del Nettuno per chiedere corridoi umanitari per il popolo afghano. Davanti alla Salaborsa, ci sono gli attivisti di oltre 60 associazioni, tra le quali di Amnesty international (i cui attivisti indossano cartelli che denunciano le violenze dei talebani), il collettivo Labàs e alcuni militanti afghani, che si stringono nella bandiera del loro paese. Tra la folla spunta anche il candidato sindaco dem e assessore alla Cultura e allo Sport del Comune di Bologna, Matteo Lepore. “La situazione afghana è molto grave- commenta Lepore per la ‘Dire’- e come giunte dei Comuni italiani ci siamo messi a disposizione per accogliere le persone che arriveranno. Bologna ha già preso accordi con la Prefettura, ma non basta. L’Europa deve dare un segnale, parlando con una voce unica, dichiarandosi pronta ad accogliere. Basta col sovranismo che chiude le frontiere e alza muri“. E Bologna in questa apertura, può essere ‘capofila’ dei Comuni italiani? “Siamo sempre stati una città aperta e pronta ad accogliere. Siamo in grado di farlo e non ci saranno problemi. È importante essere in prima fila su questo”.

Intanto, la tragedia afghana la espongono al microfono, per la piazza gremita, gli attivisti e i profughi che il viaggio verso l’Europa l’hanno già dovuto affrontare, in passato. Persone come Enaiatollah Akbari, protagonista del libro di Fabio Geda, ‘Nel mare ci sono i coccodrilli’ (Baldini&Castoldi edizioni) che ha elencato davanti alle statue del Giambologna, le evenienze da scansare e gli errori da non commettere, nella trattativa talebani-comunità internazionale: “Bisogna salvare chi ha collaborato alla costruzione del governo democratico e creduto nella democrazia, aprendo corridoi umanitari subito”.

Il secondo errore indicato da Enaiatollah Akbari nella prima fase di rapporti fra comunità internazionale e i talebani ora al potere in Afghanistan sarebbe quello di seguire l’ipotesi avanzata “recentemente da qualche leader politico, che ha suggerito di pagare un miliardo di euro allo stato che accetterà di accogliere i profughi. Questa via sarebbe un errore, lo dimostra quel che è accaduto con il Pakistan dopo la guerra con la Russia, quando milioni di profughi afghani sono stati trattenuti nei campi pakistani, e separati dai figli che venivano indottrinati nelle scuole islamiche. Quei bambini, oggi sono i talebani che prendono Kabul”. Infine, non si può “iniziare la trattativa coi talebani- conclude Akbari- finchè nel loro governo non saranno rappresentate le minoranze. Finché non garantiranno una voce plurale e multiculturale, la comunità internazionale non deve riconoscere il governo talebano”. Intanto, in piazza i militanti scandiscono e ripetono i diritti da tutelare “ora e subito”, urlano dal microfono “tutele per i diritti delle donne, dei bambini, delle minoranze”, mentre risuonano i canti della Resistenza afghana.

A NAPOLI IN PIAZZA CON IL BURQA DONNE, UOMINI E BAMBINI

NAPOLI – E anche Napoli ieri è scesa in piazza con l’iniziativa #iononmicoprogliocchi promossa da Argia Di Donato e Valeria Montagna, per sensibilizzare sulle “dolorose vicende che vedono il popolo dell’Afghanistan vittima di immani barbarie”. Donne, uomini e bambini si sono presentati in piazza del Plebiscito con un velo, un pareo, una sciarpa o qualsiasi cosa che potesse riprodurre un burqa come simbolo di protesta per quanto sta accadendo alle donne in Afghanistan. Il tam tam è partito qualche giorno fa sui social e le adesioni sono cresciute di giorno in giorno. Tra i presenti anche la candidata sindaca di Napoli Alessandra Clemente che ha partecipato indossando un velo.

CLEMENTE: “IN PIAZZA ANCHE IL 30 AGOSTO”

“Ciò che sta accadendo in Afghanistan non è lontano da noi ma ci tocca molto da vicino, ci appartiene in quanto donne. È fondamentale, quindi, non soltanto essere qui oggi pomeriggio (ieri ndr) ma aderire alle mobilitazioni che si stanno mettendo in campo, in modo particolare il 30 agosto alle 17:30 con un presidio sotto la prefettura”, ha dichiarato Clemente durante il flash mob.

“La città di Napoli, in questo momento, grazie all’impegno delle sue istituzioni sta lanciando – ha ricordato Clemente – messaggi chiari e forti: siamo pronti infatti ad accogliere donne, bambini e rifugiati che ne avessero bisogno. Ma soprattutto siamo pronti e determinati a fare in modo che si possa consolidare un grande movimento e la grande necessità di tutelare la libertà di espressione delle donne, i diritti di vita delle donne e fare in modo – conclude – che questa pagina che va a raccontare il fallimento di anni di politiche dell’Occidente in Oriente possa essere una pagina di impegno collettivo e di tutela dei diritti nei confronti delle donne, soprattutto afgane”.

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