Oliver Stone: “In Usa cinema e tv sono sotto controllo del governo, c’è forte ingerenza”

La denuncia del regista americano che si trova a Roma per la presentazione della ‘TimVision Floating Theatre’
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ROMA – “Non credo che vincerà Donald Trump, sarà il suo oppositore a vincere. Ma non è questo il problema. Sia il partito repubblicano sia quello democratico promuovono la spesa militare. Negli Stati Uniti viene speso ogni anno circa un trillione di dollari per la guerra. Non si pensa alle necessità degli americani, e quindi destinare il denaro per sistemare le infrastrutture, per la ricerca dei vaccini o per la cultura, ma si spendono soldi per gli americani all’estero che fanno la guerra o che preparano colpi di stato. Anche in Italia dovreste far sentire la vostra voce perché anche qui ci sono molte basi militari”. Questa la riflessione di Oliver Stone sul cambiamento del suo Paese, in occasione della conferenza stampa di presentazione della ‘TimVision Floating Theatre’: la prima esperienza galleggiante ecocompatibile di Roma realizzata da Alice nella città, in collaborazione con Eur Spa, con il Cinema Caravaggio e con il supporto di TimVision (che ha titolato la rassegna), in programma da questa sera -con la presentazione della prima autobiografia di Stone ‘Cercando la luce’ e del suo film del 1987 ‘Wall Street’- fino al 24 settembre al laghetto dell’Eur.

Dopo il 2001 è impossibile criticare la politica estera americana -ha continuato il regista – il mio film ‘Snowden’ è stato finanziato dalla Francia e verso la fine della produzione dagli Stati Uniti e per me è deprimente visto che il protagonista è un cittadino americano. Anche con ‘Platoon’ ho avuto problemi. La sceneggiatura di questo mio film (che parla della permanenza in Vietnam del regista come volontario, ndr) è stata prima letta dal dipartimento della Difesa, che ha fatto delle correzioni perché per il governo americano non esiste il ‘fuoco amico’come non esiste l’uccisione di donne e bambini durante la guerra in Vietnam. Hanno detto tante bugie. Sia nel cinema che nella tv c’è una vera e propria ingerenza da parte del governo americano”.

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