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Roma, tensione a piazza Indipendenza: sgomberati i giardini VIDEO

La Questura: "Sgombero urgente, gli occupanti avevano bombole di gas e bottiglie incendiarie"
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Foto @Medici Senza Frontiere

ROMA – Sono stati sgomberati alle prime ore del mattino i giardini di piazza Indipendenza, abusivamente occupati da circa 100 cittadini stranieri già occupanti di via Curtatone.

“ORA DOVE ANDRANNO?”

Centro Astalli, Esercito della salvezza, Unicef, Coordinamento delle periferie, Unione inquilini, Fabrizio Modoni di Sinistra italiana, Sibi Mani e Andrea Casu del PD Roma, Forum terzo settore e una rappresentanza degli eritrei sgomberati. Si sono tutti riuniti in un tavolo presso la sede del II municipio di Roma, per tentare di capire la sorte dei circa 700 rifugiati sgomberati questa mattina da Piazza Indipendenza.

La riunione è stata convocata dagli assessori municipali Anna Vincenzoni (mobilità I municipio) e Lucrezia Colmayer (politiche giovanili II municipio), che al termine della riunione hanno dichiarato: “Andiamo in Prefettura per trovare una soluzione per la notte per circa 700 persone”.

LO SGOMBERO

L’intervento si è reso “urgente e necessario dopo il rifiuto di ieri ad accettare una sistemazione alloggiativa offerta dal comune di Roma, ma soprattutto per le informazioni di alto rischio pervenute, inerenti il possesso da parte degli occupanti di bombole di gas e bottiglie incendiarie”, scrivono dalla Questura.


All’atto dell’intervento infatti, “le forze dell’ordine sono state aggredite con lancio di sassi e bottiglie. Utilizzate bombole di gas aperte messe in sicurezza grazie al repentino intervento dei poliziotti. Usato contro gli agenti anche peperoncino. L’uso dell’idrante ha evitato che venissero accesi fuochi e liquidi infiammabili. Due fermati al momento“, spiega sempre la Questura di Roma.

Sui social, intanto, monta la protesta. Le immagini diffuse mostrano migranti colpiti violentemente dagli idranti delle forze dell’ordine. Immediata la condanna dell’Unicef: “A Roma una crisi di gestione, non d’immigrazione”.

Indignazione anche da Medici senza frontiere: “Ennesimo sgombero senza alternativa. Le persone devono essere trattate in maniera dignitosa“. Proprio Medici senza frontiere ha denunciato i metodi violenti usati per attuare lo sgombero.


UNHCR: USO FORZA POTEVA ESSERE EVITATO

L’uso della forza poteva essere evitato. Lo sottolinea in una nota l’Alto commissariato Onu per i rifugiati.
Secondo l’Unhcr quanto successo questa mattina a piazza Indipendenza a Roma “poteva essere evitato se fossero state individuate tempestivamente – ed in consultazione con le persone e le famiglie interessate – soluzioni alternative”.

“In 4 anni di occupazione infatti e’ mancata una strategia concreta di intervento sociale ed abitativo, assente anche per le altre grandi occupazioni di rifugiati a Roma in cui vivono complessivamente circa 3mila persone – si legge nella nota -. Le alternative proposte durante il corso della giornata di ieri oltre ad essere state individuate tardivamente risultavano inadeguate poiche’ non avrebbero garantito una sistemazione a tutte le persone presenti e non erano accompagnate da garanzie per soluzioni credibili di lungo periodo”.

“All’interno del palazzo abitavano rifugiati che sono in italia da moltissimi anni, molti di loro residenti nel comune di Roma. Si tratta di persone in fuga da guerra e persecuzione, gia’ vittime di terribili traumi. Famiglie con bambini iscritti nelle scuole di quartiere” ha sottolineato Stephane Jaquemet, Delegato Unhcr per il Sud Europa.

“Persone che hanno diritto ad un sostegno per avviare il loro percorso di integrazione in modo da raggiungere l’autonomia”. L’Unhcr chiede al Comune di Roma che vengano individuate con urgenza delle soluzioni per tutti coloro che oggi sono stati allontanati da Piazza Indipendenza e che ancora non hanno un posto dove dormire e che venga istituito un tavolo di concertazione permanente, che prevede una sistematica consultazione con i rifugiati stessi.

Il problema dell’integrazione dei rifugiati e’ strutturale e presente in tutta Italia. Consapevole della complessita’ della questione, Unhcr chiede al governo che il piano nazionale per l’integrazione venga approvato immediatamente e che le autorita’ competenti lavorino in uno spirito di aperta collaborazione nell’attuazione dello stesso. L’Unhcr si rende disponibile a cooperare attivamente per sostenere il lavoro della autorita’.

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