Venezia – Questa mattina, per via della tanta pioggia caduta di notte, la Alemagna a San Vito di Cadore (la strada che porta a Cortina) non è stata riaperta alla viabilità: doccia gelata, “amara sorpresa” per i molti lavoratori che dalle prime ore del mattino cercavano di attraversare il tratto. Alle 10.45 è stata nuovamente aperta, ma con l’incertezza che il maltempo possa ritornare in serata e nei prossimi giorni. Lo stop è dovuto al fatto che più piove, più c’è il rischio che manchi la sicurezza per transitare. Ma a avanti così non si può andare, dicono gli albergatori di Cortina.
UNA EMERGENZA CHE DURA DA UN MESE
Consapevoli “della complessità legata agli eventi naturali che hanno colpito la zona” e riconoscenti per il lavoro fatto dopo le frane, gli albergatori dicono però che, “a più di un mese dall’inizio dell’emergenza, non possiamo tollerare che si sia ancora privi di un piano concreto, stabile e coerente per la gestione della viabilità”. La riapertura limitata della Strada statale 51 nelle sole ore diurne (6-21), e solo se non piove, “non risponde alle esigenze di un territorio che vive di turismo. I servizi al turista non si fermano alle 21. Le nostre strutture ricettive, i ristoranti, i bar, i panifici, i servizi notturni, così come l’intera catena del valore dell’ospitalità, operano ben oltre quella soglia oraria”, manda a dire l’associazione degli albergatori di Cortina in un comunicato.
OGNI MATTINA UN LAVORATORE SI ALZA E SA CHE DOVRÀ CONSULTARE IL METEO
Inoltre, “non è accettabile che centinaia di lavoratori -la maggior parte dei quali non residenti stabili ma trasferitisi stagionalmente- debbano affrontare situazioni di viaggio estenuanti, talvolta fino a quattro ore al giorno, o l’attraversamento dei passi montani in piena notte per rientrare a casa, solo perché il tratto critico resta chiuso anche in assenza di allerte meteo reali”. Insomma, avanti così non si può andare. “Un piano di emergenza deve esserci, e dev’essere all’altezza del nome della nostra destinazione”. E’ “impensabile pretendere che per sapere se si potrà raggiungere il posto di lavoro si debba controllare in tempo reale il meteo o affidarsi a notizie frammentarie online. Ricordiamo che molti pendolari usufruiscono dei mezzi pubblici, i cui orari e deviazioni diventano difficilmente consultabili, con ricadute pesanti sulla puntualità e sulla qualità del servizio stesso”, continua l’associazione degli albergatori di Cortina. E aggiungono che se si parla spesso e “giustamente” di voler “attrarre e trattenere talenti sulle Dolomiti, e in particolare a Cortina”, è difficile farlo a queste condizioni: con quali basi “possiamo chiedere a una persona di restare, se è costretta ogni giorno a subire gli effetti di una logistica impossibile solo per poter lavorare?”.
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ECCO LE SOLUZIONI DEGLI ALBERGATORI: IL TEMPO DELL’ATTESA È FINITO
l’Associazione Albergatori esprime dunque “profonda preoccupazione” per l'”emergenza e precarietà” della Alemagna che dura ormai da oltre un mese con “disagi crescenti”. E detta le soluzioni. Bisogna “estendere con urgenza la fascia oraria di apertura anche alle ore notturne, quando le condizioni meteo lo permettono ovviamente, perché siamo i primi ad avere a cuore la sicurezza dei nostri ospiti, delle nostre risorse e dei nostri concittadini”. Una “adeguata illuminazione e un presidio fisso in loco” devono “garantire sicurezza anche in orari serali e notturni”. Serve poi anche una “comunicazione unica, ufficiale e aggiornata in tempo reale, coordinata tra Anas, Prefettura e Comuni, per evitare confusione”. Ed infine va valutata una “viabilità alternativa emergenziale attraverso l’ausilio del nostro esercito, qualora si rendesse necessario”. Tutto questo perchè “il tempo dell’attesa è finito. Serve una visione strategica e una risposta decisa. E serve adesso. La montagna vive di persone, e senza mobilità non c’è lavoro, non c’è servizio, non c’è turismo”, concludono gli albergatori.




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