Venditore a domicilio? Un lavoro sicuro e per tutte le età

Sei su 10 lo fanno da più di sei anni. E solo tre erano senza lavoro prima di iniziare. Una professione che piace a molti, in primis per la flessibilità che garantisce
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BOLOGNA – La vendita a domicilio come “ultima spiaggia” alla quale guardare in attesa di trovare un’occupazione diversa? Tutt’altro. A rivelarlo è un sondaggio condotto da Univendita, una delle associazioni di categoria del settore, dal quale emerge prima di tutto che la vendita a domicilio offre un’occupazione sicura: il 59,2% degli incaricati dichiara di svolgere questo lavoro da più di 6 anni. Non solo, “la maggioranza degli incaricati delle aziende di Univendita arriva a intraprendere questa strada per una scelta consapevole”, fa notare il presidente di Univendita Ciro Sinatra. In pratica, infatti, solo una persona su tre era senza occupazione prima di diventare venditore, e addirittura il 44,5% aveva un contratto da dipendente. Pochi poi sono color che si pentono di questa scelta: l’indice di soddisfazione degli incaricati supera infatti il 91%.

Solitamente ci si avvicina alla vendita a domicilio perché in precedenza c’è stato un contatto positivo con questo mondo: un suggerimento di un amico o familiare che fa questo lavoro (35,5% delle risposte), la proposta di un incaricato conosciuto durante un appuntamento di vendita (26,7%), la voglia di trasformarsi da clienti a venditori (10.3%).

Ma non sempre è così: “Il 39% dei giovani under 25 ha scelto questo lavoro senza averne avuto prima una conoscenza diretta”, spiega ancora Sinatra. Se si guarda invece agli over 55, c’è un dato che spicca: il 25% svolge questo lavoro da meno di 10 anni, prova evidente del ruolo anticiclico che la vendita a domicilio ha avuto, negli anni della crisi, per i cosiddetti “esodati”.

La flessibilità come punto di forza

Fra le motivazioni che spingono a entrare nel mondo della vendita a domicilio, quelle economiche (disoccupazione o necessità di guadagnare di più) sono agli ultimi posti. Molto più forti sono invece la voglia di collaborare con un’azienda che si apprezza (20% delle risposte), la ricerca di autonomia (18,2%) e conciliazione famiglia-lavoro (17,5%) e la propensione ai rapporti umani (16,2%). “La flessibilità è uno dei punti di forza del nostro settore – commenta il presidente di Univendita –. Se pensiamo che in Italia, secondo l’Ispettorato nazionale del Lavoro, oltre 30mila madri lavoratrici nell’ultimo anno hanno lasciato la propria occupazione, principalmente per ragioni riconducibili all’incompatibilità tra lavoro e cura dei figli, la vendita a domicilio rappresenta una valida alternativa, perché dà la possibilità di organizzare orari e impegni di lavoro in base alle proprie esigenze familiari».

Per molti diventa il lavoro della vita

E le aspettative risultano centrate: infatti, se si chiede agli incaricati cosa apprezzano di più della professione, al primo posto fra le risposte troviamo proprio contatto umano e autonomia, seguite dalle opportunità di crescita professionale. “Quest’ultimo è un dato molto significativo– conclude Sinatra–. Non è raro avvicinarsi alla vendita a domicilio con l’idea di fare una prova, magari nel tempo libero o part-time. Sono molti però i casi in cui diventa un’occupazione a tempo pieno, con la possibilità di ricoprire anche ruoli di coordinamento di altri incaricati. Le aziende di Univendita seguono i venditori con grande attenzione, offrendo formazione gratuita e qualificata e strumenti sempre in linea con l’evoluzione del mercato: e così, per molti, la vendita a domicilio diventa il lavoro della vita“.

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24 Luglio 2019
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