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Russiagate, Conte: “Savoini a Mosca con Salvini, non è consulente di Palazzo Chigi”. M5S diserta l’aula per la Tav

Il premier Conte lasciato solo a riferire in Senato sullo scandalo 'Russiagate': il gruppo dei 5 stelle diserta "in dissenso per la Tav"
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ROMA – Momenti difficili per Giuseppe Conte nell’aula di palazzo Madama. Il premier, lasciato solo dai senatori del Movimento, usciti in aperto “dissenso” alla sua linea sulla tav, si ritrova ad affrontare le opposizioni che lo fischiano e lo contestano. Davide Faraone del Pd è tra i più rumorosi.

“Ho detto che nutro rispetto per quest’aula- osserva Conte- certo capisco che il rispetto possa non essere reciproco…”. La presidente del Senato Elisabetta Casellati prova a riportare la calma, ma le proteste continuano. ”

Volete che riferisca o interrompo qui?”, insiste Conte infastidito. Un altro intervento di Casellati riesce a calmare l’aula e il premier può finire la sua informativa.

LEGA. CONTE: NON CI SONO ELEMENTI CHE INCRINANO FIDUCIA IN MEMBRI GOVERNO

“Sulla base delle informazioni disponibili alla presidenza del consiglio posso precisare che il signor Savoini non riveste e non ha rivestito incarichi formali di consulente esperto di questo governo. Era presente a Mosca il 15 e 16 luglio 2018 a seguito del ministro Salvini”. Lo dice il presidente del consiglio Giuseppe Conte riferendo al Senato sul Russiagate.

“Tra gli indagati- aggiunge Conte- c’è Savoini, ma non avendo incarichi ufficiali o rapporti di collaborazione formale con membri di governo non ci sono le premesse per interrompere alcun rapporto”.

“Allo stato attuale- continua il premier- non ci sono elementi che possano incrinare la fiducia che nutro in tutti i componenti del Governo”.

Sui viaggi di Matteo Salvini in Russia, precisa Conte, “queste sono le informazioni acquisite dalla presidenza del Consiglio e che sono in grado di riferirvi, non ho ricevuto informazioni dal ministro competente”.

Il premier ribadisce inoltre che nessun membro del governo si e’ discostato dalla linea di adesione alla Nato. Considerate queste premesse “nessuna forza politica avrebbe potuto imprimere rapporti internazionali in forza dei rapporti intrattenuti con altre forze politiche di altri paesi”.

M5S: ASSENTI IN AULA PER DIMOSTRARE DISSENSO DA LINEA CONTE SU TAV

I senatori del Movimento 5 Stelle non sono in Aula mentre il presidente del Consiglio Conte riferisce sul ‘Russiagate’. La protesta, spiega il senatore Michele Giarrusso, “per via di quanto accaduto alla Camera e sicuramente per le dichiarazioni di Conte sulla Tav”. Nello specifico Giarrusso cita “le offese al ministro Fraccaro”.

Uno sgarbo piuttosto rilevante al presidente del Consiglio che sta riferendo in Aula, fanno notare i cronisti. “Nessuno sgarbo, è politica”, chiarisce Giarrusso, “tutto tranne uno sgarbo, è politica”, prosegue, tenendo a precisare il rispetto per Giuseppe Conte. “Vogliamo solo sottolineare alcune differenze”, aggiunge il senatore, “noi siamo il M5S”.

Finirà qui? La tensione si stempererà? “Non lo so”, dice Giarrusso, “non credo sarà l’unica” dimostrazione di dissenso, conclude.

M5S: FIDUCIA NEL PREMIER, MA NON DOVEVA RISPONDERE LUI

“Ribadiamo il nostro rispetto per il Presidente Conte ma oggi non era lui a doversi presentare nell’Aula del Senato per rispondere all’informativa sul caso Russia-Lega”. È quanto si legge in una nota del M5S che spiega le ragioni per cui i senatori del Movimento non sono in Aula.

SALVINI: NON VADO IN SENATO, TUTTE FANTASIE DA B MOVIE

Matteo Salvini non è nell’aula del Senato per ascoltare l’informativa del premier Giuseppe Conte sui presunti fondi russi. Lo conferma il ministro dell’Interno, parlando fuori Palazzo Chigi. “Sarò al ministero, ho il comitato sull’ordine pubblico e la sicurezza, ascolterò il presidente Conte quando avrò finito”, sottolinea.

“A me interessa che siamo persone libere, non abbiamo chiesto soldi e tutto il resto è fantasia. Se uno si diverte con film di spionaggio di serie b ognuno occupa il suo tempo come vuole. Io mi occupo di problemi veri, sicurezza, migranti e mafia. Di questo di occupo, non di spionaggio”, conclude.

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