Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Tav, in Parlamento ipotesi di una crisi pilotata. Un Conte bis per uscire dal tunnel?

Tra i partiti di maggioranza circola l'idea che, in caso di crisi formale sulla Tav, Conte potrebbe chiedere e ricevere una nuova fiducia alle Camere
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Il Tav potrebbe collegare due governi con la stessa guida – quella di Giuseppe Conte – ma con differenti equilibri interni. Dopo il discorso del presidente del consiglio Giuseppe Conte, questa è una delle ipotesi che circolano tra i partiti di maggioranza. A quanto si apprende, Palazzo Chigi non assumerà l’iniziativa di portare in Parlamento un testo sul Treno alta velocità. Dal punto di vista dei passaggi richiesti dalla procedura internazionale (Italia-Francia-Ue), il governo può andare avanti indipendentemente da ciò che deciderà il Parlamento. E deve farlo in tempi rapidisssimi, entro venerdì. Saranno i partiti a decidere se formalizzare la crisi latente sulla Tav in una seduta parlamentare, assumendo anche il rischio di una crisi di maggioranza. Questa sera il tema sarà l’argomento centrale nell’ordine del giorno dell’assemblea M5s alla Camera.

Tav, sui social rabbia e ‘vaffa’ contro Di Maio: “Traditore, Ponzio Pilato”

Se per volontà del M5s o della Lega, sul Tav si andasse al voto del Parlamento si aprirebbe uno scenario ancora non del tutto delineato anche per l’esecutivo. Se verrà confermato nel voto d’aula, il ‘no’ del M5s alla Tav potrebbe innescare una divaricazione esplicita tra i due rami della maggioranza che a cascata ricadrebbe sulla necessità di ricontrattare l’accordo di governo. Non a caso ieri, nel suo primo commento alle parole di Conte, Salvini ha richiamato “la necessità di sbloccare anche tutti gli altri cantieri“.

Conte dice sì alla Tav. Salvini esulta, Di Maio incassa: “Deciderà il Parlamento”

Si tratta peraltro di una richiesta esplicita della Lega dopo il voto del 26 maggio. La materia è affidata ai gruppi parlamentari di Lega e M5s, ma non si esclude che nel caso di una divaricazione sul tema Tav, Conte possa successivamente chiedere e ricevere una nuova fiducia alle Camere. In quel contesto- questo lo scenario disegnato da fonti di maggioranza- potrebbe variare anche la composizione del governo, in alcune caselle chiave. Per il momento si tratta solo di ipotesi. Il treno del rimpasto è solo alla prima stazione.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»