Vacanze addio, gli under 29 snobbano disco, falò e beach volley per studiare all’estero

L'81% del campione pensa che le esperienze estive all'estero siano importanti per il proprio futuro lavorativo
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ROMA- Discoteche, drink e falò, giornate in spiaggia tra un tuffo e una partita a beach volley. Per il 72% dei giovani italiani non sono più una priorità le vacanze da ‘viveur’, a cui sono disposti a rinunciare per dedicarsi ad esperienze formative in giro per il mondo. A rivelarlo è uno studio promosso dall’agenzia Espresso Communication per FourStars condotto su un campione di 1.400 giovani tra i 18 e i 29 anni attraverso un monitoraggio online dei principali social network, blog, forum specializzati e community.

Se l’81% del campione rivela che le esperienze estive all’estero sono importanti per il proprio futuro lavorativo, per il 76% sono fondamentali per sviluppare la conoscenza delle lingue straniere. Un trend che investe trasversalmente Nord (71%) e Sud (73%), con una differenza di genere che vede i ragazzi in leggera maggioranza (52%) rispetto alle ragazze (48%).

BOOM DEI VIAGGI FORMATIVI FUORI DALL’ITALIA

Sono gli esperti del settore a segnalare un vero e proprio boom di richieste di viaggi formativi lontano dall’Italia. Il 74% degli intervistati dichiara che questi viaggi consentono di coniugare il divertimento tipico delle vacanze in gioventù alla scoperta di nuove culture, mentre per il 69% favoriscono nuove amicizie. Il 67% del campione parte perchè ha un forte desiderio di mettersi in gioco e acquisire indipendenza, mentre il 55% vuole cambiare modo di vivere le proprie vacanze proprio a causa delle difficoltà occupazionali del Paese.

LA META PIU’ GETTONATA E’ LA CINA

“Studiando i nostri dati degli ultimi anni abbiamo rilevato che oltre il 60% delle richieste di esperienze all’estero riguardano stage con avvio durante il periodo estivo- dichiara Chiara Grosso, Presidente e Ceo di FourStars, società accreditata dal ministero del Lavoro e specializzata nei tirocini formativi-. Le mete più gettonate sono cinesi, con Shanghai e Hong Kong su tutte. Si tratta di un dato molto importante e rassicurante: da sempre promuoviamo gli stage all’estero come strumento di formazione in un contesto internazionale, per crescere personalmente e professionalmente ed essere più competitivi nel mondo del lavoro ormai globale”.

“La conoscenza delle lingue straniere e le esperienze all’estero- aggiunge- arricchiscono il profilo professionale dei candidati, divenendo elemento moltiplicatore di possibilità occupazionali. È quindi interessante constatare che molti giovani scelgono di ‘rinunciare’ alle vacanze per intraprendere un’esperienza formativa all’estero, addirittura in contesti molto diversi come la Cina. I giovani italiani- conclude-, forse grazie anche a una maggior apertura internazionale che li mette a confronto con coetanei di altri paesi (basti pensare all’esperienza Erasmus), stanno cogliendo e sfruttando l’importanza di lavorare durante gli studi, di costruirsi il loro futuro già durante l’università attraverso esperienze utili”.

 

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