venerdì 11 Settembre 2026

Pamela Mastropietro, la mamma attacca la giustizia riparativa: “Vittime lasciate sole”

La donna propone il Garante nazionale delle vittime: "Nessun beneficio senza la piena collaborazione"

ROMA – “A voi presenti e relatori, vi parlo oggi con la voce di una madre che vive nell’ergastolo del dolore a vita. Mi chiamo Alessandra Verni e sono la mamma di Pamela Mastropietro, una ragazza di 18 anni strappata alla vita in una maniera terrificante”. Così Alessandra Verni, la mamma di Pamela Mastropietro, la ragazza romana di 18 anni barbaramente uccisa e fatta a pezzi il 30 gennaio 2018 in una mansarda di via Spalato, a Macerata, da Innocent Oseghale, condannato in via definitiva all’ergastolo, intervenendo al convegno ‘Giustizia riparativa e programmi di reinserimento comunitario: pratiche e scenari in dialogo’, in corso in questi giorni a Parma. L’evento è promosso dal Garante delle persone private della libertà personale della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con il Comune di Parma, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e il Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità.

Nel suo intervento, la madre di Pamela ha rivolto dure critiche al sistema della giustizia riparativa e, più in generale, al trattamento riservato ai detenuti rispetto alle vittime e ai loro familiari. Verni ha sostenuto che il sistema garantirebbe ampie tutele ai rei, lasciando invece sole le famiglie delle vittime sul piano economico, psicologico e legale. Ha inoltre ribadito la convinzione che l’assassino della figlia non abbia agito da solo e ha denunciato quelle che ritiene gravi carenze istituzionali nell’accertamento delle responsabilità e nell’esecuzione delle misure di espulsione. Ripercorrendo il colloquio avuto nel marzo 2025 con Innocent Oseghale nel carcere di Ferrara, Verni ha affermato di aver accettato l’incontro esclusivamente per ottenere la verità sui fatti e l’eventuale coinvolgimento di complici, sostenendo che il detenuto avrebbe mantenuto un atteggiamento omertoso. Per questo ha annunciato di aver chiesto un nuovo incontro diretto, al di fuori dei percorsi di giustizia riparativa. Nel corso dell’intervento ha inoltre sollecitato l’istituzione di un Garante nazionale delle vittime, una maggiore partecipazione delle parti offese nei procedimenti di sorveglianza e l’introduzione di norme che subordinino eventuali benefici penitenziari alla piena collaborazione con la giustizia. Tra le proposte avanzate anche la destinazione prioritaria dei compensi percepiti dai detenuti al risarcimento delle vittime e il rafforzamento del principio della certezza della pena. Secondo Verni, non può esistere un autentico percorso di rieducazione senza piena assunzione di responsabilità, collaborazione nell’accertamento della verità e confronto diretto con le conseguenze dei propri atti. La madre di Pamela ha infine consegnato al Garante regionale una lettera indirizzata a Oseghale, rendendo pubblica la richiesta di un nuovo incontro.

Leggi anche