ROMA – Villa Certosa è stata venduta. E non è escluso che in futuro non diventi un resort di lusso. La notizia – anticipata da alcune voci e rumors e anche dal quotidiano La Nuova Sardegna – è stata confermata oggi. La residenza di lusso della famiglia Berlusconi in Costa Smeralda sarebbe stata venduta per 350 milioni di euro. la cifra, però, non è certa. La richiesta della famiglia Berlusconi, almeno in partenza, era stata più alta: si parlava di un prezzo richiesto di 500 milioni di euro. Ad acquistarla sarebbe stata la famiglia reale del Qatar ‘capitanata’ dallo sceicco Hamad bin Jassim Al Thani: la notizia è stata confermata da Immobiliare Idra, società del gruppo Fininvest, che in una nota “conferma di aver accettato una proposta vincolante formulata da un soggetto straniero per la cessione di Villa Certosa”.

La dimora tanto cara all’ex premier Silvio Berlusconi – che però la famiglia ha messo in vendita quasi subito dopo la sua scomparsa tre anni fa forse anche per liberarsi dei ricordi dei ‘festini’ e degli scandali finiti sui giornali in passato – è stata ceduta a Constellation hotels holding Ltd Sca, società di investimenti con sede in Lussemburgo di proprietà della famiglia qatariota dello sceicco Al Thani. La villa di Porto Rotondo si va ad aggiungere ad un lunga lista di altri immobili di pregio che la famiglia araba possiede (insieme al Mater Olbia Hospital). E gli interessi del Qatar in Italia sono in diversi settori, dal momento che la famiglia reale controlla anche il 70% della Maison Valentino.

La tenuta dove sorge Villa Certosa si estende su oltre 4.500 metri quadrati e vanta un giardino di 120 ettari. Dentro la villa ci sono 126 camere, sette ville per gli ospiti (e questo depone a favore dell’idea di trasformarla in un complesso turistico di extra lusso), sette piscine, spa, un teatro, una serra, una palestra, un’autorimessa, un eliporto e addirittura un vulcano artificiale e un bunker atomico. In questi tre anni non si era trovato un acquirente. Ora resta solo da capire se la residenza sarà effettivamente trasformata (e la holding che ha gestito la compravendita lo ha già fatto in passato con altre proprietà) oppure se la famiglia reale vorrà tenerla come propria casa di lusso estiva.




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