ROMA – La Crimea si sta trasformando in una fortezza assediata dall’interno. Nelle ultime settimane, la campagna ucraina di attacchi con droni contro la penisola occupata ha prodotto un inedito: non solo danni militari, ma una progressiva paralisi della vita civile che le autorità filorusse faticano sempre più a nascondere.
Le misure adottate dall’amministrazione di occupazione russa disegnano il profilo di una regione sotto pressione costante: stop ai centri estivi per i bambini, vendita di carburante limitata ai soli funzionari dell’amministrazione, blackout programmati e cancellazione di tutti gli eventi pubblici. A Sebastopoli, il governatore nominato da Mosca Mikhail Razvozhaev ha imposto il coprifuoco ai trasporti pubblici dalle 22 e la chiusura di negozi e locali alle 20. L’illuminazione stradale è stata oscurata. I motorini non possono circolare di notte: troppo rumorosi, spiegano le autorità, per non disturbare i sistemi di difesa antidrone.
Gli attacchi hanno colpito depositi di carburante, impianti di compressione del gas, infrastrutture logistiche. Nella notte del 23 giugno è stato distrutto un ponte ferroviario sul Canale della Crimea settentrionale, con le forze speciali ucraine che sono tornate a colpire il sito una seconda volta quando è arrivato un treno per le riparazioni ferroviarie.
Il risultato più tangibile è la crisi del carburante. Associated Press descrive la situazione come la peggiore dall’annessione russa del 2014: distributori senza benzina, code agli impianti ancora funzionanti, razionamenti. Il governatore di Sebastopoli ha ammesso che la distribuzione razionata era stata ritardata perché i camion non riuscivano a raggiungere la città dopo gli attacchi alle rotte di rifornimento.
La Russia rifornisce le proprie forze in Crimea attraverso tre canali principali: autocisterne e treni cisterna dal ponte di Kerch, spedizioni via mare e rotte terrestri nei territori occupati dell’Ucraina meridionale. Kiev sta colpendo sistematicamente tutti e tre. Secondo il comandante delle Forze dei sistemi senza pilota ucraine, Robert “Madyar” Brovdi, gli attacchi con droni hanno già ridotto di oltre due terzi il traffico militare lungo la cosiddetta autostrada “Novorossiya”.
Putin ha definito gli attacchi un tentativo di “destabilizzare” la società interrompendo energia e turismo, scaricando la responsabilità sull'”intero Occidente”. Ma la retorica del Cremlino si scontra con le ordinanze che i suoi stessi governatori sono costretti a firmare ogni giorno. Una penisola che nel 2014 doveva essere la vetrina del potere russo sul Mar Nero si ritrova oggi con i campi estivi chiusi, le strade al buio e le stazioni di servizio che vendono benzina solo ai funzionari.



Aggiungi Dire.it alle tue fonti preferite su Google

