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Vertice a casa Toti, il governatore dai domiciliari conferma: “Non mi dimetto”

Nella sua casa di Ameglia dove si trova tuttora detenuto agli arresti domiciliari, Toti ha incontrato il presidente reggente e due assessori in rappresentanza della Giunta: la linea è quella dell'"avanti tutta"

Pubblicato:24-06-2024 17:46
Ultimo aggiornamento:24-06-2024 17:46

giovanni toti domiciliari bis
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GENOVA – Avanti con la legislatura, e niente dimissioni. Il presidente della Liguria, Giovanni Toti, tiene duro: oggi, informa una nota del suo legale Stefano Savi, nella sua casa di Ameglia ha incontrato il vice-presidente reggente Alessandro Piana insieme ai due assessori che rappresentano la delegazione di giunta della lista Toti, Giacomo Giampedrone e Marco Scajola. E, come riferisce il comunicato, “al netto degli specifici fatti oggetto di contestazione da parte della Procura di Genova, di cui ovviamente non si è fatta alcuna diretta menzione”, Toti ha dettato la linea dell”avanti tutta’. Infatti, “ha ribadito la assoluta necessità politica di rivendicare, da parte degli assessori, dei consiglieri, e di tutti i partiti di maggioranza, gli straordinari risultati di progresso economico e sociale frutto delle politiche attuate in questi nove anni, senza alcuna timidezza né incertezza, portando avanti, anche a livello di comunicazione e promozione del territorio, le scelte fatte dalla presidenza già programmate. Questo anche in forza di numeri, quelli della manovra finanziaria per la quale in questi giorni comincia l’iter di approvazione in Assemblea legislativa, che certificano un ulteriore aumento del Pil e della occupazione. Di pari passo, si evidenzia, la “sempre attenta gestione dei conti pubblici, fa di Regione Liguria un ente solido e virtuoso in grado di sostenere tutti gli impegni che ha davanti”. Dunque, la parola d’ordine è “prosecuzione degli impegni presi con gli elettori” per “la conclusione di questo programma di ambizioso cambiamento”. Ecco perché non è l’ora dei passi indietro. Queste condizioni, si legge nella nota, “sono alla base della decisione di non interrompere, al momento, il percorso della legislatura”. Decisione “ampiamente condivisa” dai presenti al vertice di oggi.

Piana e gli altri assessori “hanno assicurato al presidente Toti la capacità e la determinazione della Giunta ad andare avanti”. Bisogna serrare i ranghi in attesa che “la politica, terminata questa fase, con il ritorno alla agibilità politica del presidente eletto dai liguri, possa prendere liberamente tutte le determinazioni sul futuro dell’ente, occorre ovviamente un forte impegno della Giunta, dei gruppi consigliari e delle forze politiche nel portare avanti tutti i progetti in corso”.
In tal senso, la nota sottolinea che “occorre ribadire il totale e assoluto primato della politica nell’indicazione delle priorità strategiche e anche delle quotidiane scelte dell’Ente evitando l’idea di qualsiasi supplenza da parte della pubblica amministrazione e un conseguente commissariamento dei rappresentanti eletti, dei loro staff politici, della catena di comando scelta dai cittadini”. Toti si è detto “fiducioso che il percorso giudiziario farà chiarezza degli eventi oggetto dell’inchiesta e soprattutto che il prossimo giudizio del Riesame terrà conto del necessario equilibrio tra le ragioni di una inchiesta e quella del governo, soprattutto in una fase così delicata della vita politica del paese”. La decisione di non rassegnare le dimissioni “e consentire il proseguo della legislatura, non deve essere interpretata come conflitto tra le esigenze di inchiesta e politica, ma come rispetto di quest’ultima, che siamo certi, sta a cuore anche alla magistratura. In assenza di concrete esigenze cautelari infatti sarà comune interesse restituire alla politica lo spazio indispensabile ad aprire un dibattito sul futuro, con pari dignità istituzionale rispetto alle necessità di giustizia”, conclude la nota.


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