Di rinvio in rinvio si galleggia… ma in Italia comanda qualcuno?

L'editoriale di Nico Perrone per DireOggi
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ROMA – C’è qualcosa che stona con le immagini che, a ritmo continuo, tutti i tg mandano a rullo: si vede il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sempre vicino al tavolo di lavoro, che legge fogli importanti, che firma documenti. Poi arrivano le riunioni dei Consigli dei ministri, che non decidono e rinviano, i vertici di maggioranza, e pure loro non decidono e si aggiornano. Sorge un dubbio: ma c’è qualcuno che comanda, che può prendere decisioni in Italia? Abbiamo avuto gli Stati generali, dove sono sfilate tutte le associazioni e le categorie produttive del Paese. Hanno presentato le loro proposte al Governo, ma subito dopo le forze politiche che lo sostengono si sono divise: no al taglio dell’Iva, meglio dare risorse per abbattere il costo del lavoro, basta assistenza meglio incentivi alle imprese per creare occupazione. Per non parlare dei tanti provvedimenti e dossier strategici (Alitalia, Autostrade, ex Ilva ecc.) ancora fermi in attesa che… qualcuno decida. Galleggiamo, aspettiamo che qualcuno ci aiuti. Ora gli occhi sono puntati sulle decisioni che prenderà l’Europa a metà luglio, sempre che non si rinvii ad altra data. Intanto il leader della Lega, Matteo Salvini, ha ripreso la sua campagna elettorale in tutt’Italia, e tra poco anche le altre forze politiche si getteranno nell’arena per acchiappare più voti possibili alle Regionali d’autunno. Facile prevedere che anche per questo si rinvierà… al dopo voto. Ma in autunno, questo dicono tutti i dati, la crisi economica presenterà il conto, amaro, amarissimo. Rischiamo di avere tante imprese chiuse e milioni di disoccupati in più. Domani gli operai metalmeccanici torneranno in piazza a Roma, per protestare e chiedere al Governo misure precise contro il rischio di licenziamenti di massa, perché lo stop stabilito durante l’epidemia scadrà il 17 agosto e ad un certo punto anche le risorse per la cassa integrazione finiranno. Queste le vere emergenze, che aspettano di essere affrontate con un piano chiaro e preciso di rilancio accompagnato da un progetto sul futuro dell’Italia. Ecco, il timore, anzi il terrore, è che quando le tante risorse promesse si materializzeranno, diventeranno cosa concreta, non ci saranno idee, iniziative concrete e capacità di metterle a frutto.

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 24 GIUGNO 2020

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24 Giugno 2020
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