Giorgetti pensa all’Europa, Di Battista rompe in Italia e a Salvini e Di Maio restano i cocci

Ogni giorno ha la sua pena, ora anche i guai in casa sono usciti allo scoperto
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In attesa del verdetto europeo, se aprire o no la procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, nella maggioranza di Governo c’è tempo per litigare, ancora. Ha cominciato il sottosegretario della Lega, Giancarlo Giorgetti, che con una battuta (dal sen fuggita?) ha liquidato i minibot del suo collega di partito, Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio della Camera. Per Giorgetti sono una cavolata, una presa in giro che non vale nemmeno prendere in considerazione. Vero che Giorgetti da sempre spinge per rompere l’alleanza con il M5S, ma la cosa ha preso alla sprovvista tutti. Forse, questa la chiave per capire, Giorgetti aveva bisogno di mandare un messaggio alla Commissione europea sul suo grado di affidabilità visto che è in corsa per un posto di Commissario in quota Italia. Fatto è che la bocciatura è stata presa al volo dal M5S, che ha innescato una polemica sulla contraddizione in casa Lega e sulla marcia indietro. Per quanto riguarda il leader, Matteo Salvini, continua a lasciarsi aperta la strada del voto anticipato a settembre. Nel caso la Commissione, il 9 luglio, decida di metter il cappio al collo dell’Italia per i conti sballati, Salvini potrebbe riaprire la campagna elettorale accusando i ‘finanzieri’ e burocrati di Bruxelles. Anche in casa del M5S il capo Luigi Di Maio non sta passando un momento tranquillo. Oltre a dover tener d’occhio il collega Salvini, ora se la deve vedere con il ‘comandante’ Di Battista. Saltati i viaggi in India e Medio Oriente, sbagliati i conti sulla durata del Governo, il nostro guerrigliero ha deciso di scatenare il panico in casa, accusando di fatto Di Maio e company di aver tradito la causa e di essersi comodamente sdraiati sulle poltrone ministeriali. «Di Battista di politica non ha mai capito niente», tagliano corto dal Movimento. Ma si teme possa raccogliere consensi, soprattutto tra la numerosa pattuglia parlamentare, con la sua proposta di superare la soglia del doppio mandato. Ogni giorno ha la sua pena, per Salvini e Di Maio ora anche i guai in casa sono usciti allo scoperto. A chi toccherà rimettere a posto i cocci?

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 24 GIUGNO 2019

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24 Giugno 2019
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