Ex Ilva, la protesta dei cittadini di Taranto: “Governo incapace”

Di Maio in città annuncia: "Risolto il problema dell'immunità penale, non c'è più"
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TARANTO – “Vigliacchi! I bambini di Taranto vogliono vivere”. È solo uno degli striscioni che questa mattina alcuni cittadini di Taranto hanno sistemato dinanzi all’ingresso del siderurgico per manifestare il disappunto e la delusione nei confronti del governo riunito in citta’.

Un sit in sotto il sole per dire che “M5S e Lega non siete collusi ma se non ordinate il rientro dei cento miliardi di bottino dei Riva, siete vili”. “Non è cambiato nulla perché il tempo è scaduto”, dice Luca Contrario di “Giustizia per Taranto”.

“Questo governo ha dimostrato di non avere una politica industriale sulla questione Ilva e in generale per l’Italia – aggiunge circondato da cittadini arrabbiati- il Governo naviga a vista, cambiano idea in base a tweet e post spesso dettati dalla Lega”.

“Sul contratto di governo c’è scritto: chiusura progressiva delle fonti inquinanti – prosegue – Noi, a oggi, non abbiamo capito qual è questa chiusura delle fonti inquinanti, qual è il cronoprogramma, quali sono le fasi e quali le responsabilità. A dimostrazione che questo governo non è credibile, parla per slogan e noi siamo stanchi”.

“Abbiamo già dato, abbiamo raccontato qual è il piano di riconversione per la città, quali i vantaggi e che la chiusura è fondamentale per sviluppare tutta una serie di attività su Taranto che sarebbe ricca”, conclude Contrario. A fargli eco è Giovanni Carbotti di “Taranto respira”: “Questa città è stanca di aspettare. È passato un anno, vogliamo risposte”.

DI MAIO: RISOLTO IL PROBLEMA DELL’IMMUNITA’ PENALE

“Il problema dell’immunita’ penale e’ risolto perche’ non c’e’ piu’ immunita’ penale. Questo era il nostro obiettivo e abbiamo detto che non e’ un atto assolutamente contro i lavoratori e ArcelorMittal”. Lo ha detto il vicepremier, Luigi Di Maio da Taranto dove partecipa alla riunione del tavolo permanente del Cis, il Contratto istituzionale di sviluppo per l’area ionica.

Il ministro per lo Sviluppo economico torna in Puglia a due mesi dalla prima riunione del Cis dello scorso 24 aprile. In quella occasione incontrò cittadini, rappresentanti degli Enti locali e associazioni e anticipò l’abrogazione della immunità penale per i gestori del siderurgico di Taranto. Inserita nel decreto crescita approvato venerdì scorso, la cancellazione della immunità ha creato polemiche da parte di Confindustria nonché preoccupazione tra i manager di ArceloMittal che non escludono di ricorrere a vie legali per violazione del contratto di acquisto.

Alcune delle associazioni ambientaliste non parteciperanno ai lavori e sono in sit in di protesta davanti al siderurgico.

Con Di Maio, partecipano al tavolo istituzionale permanente per l’area di Taranto il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, la responsabile del dicastero della Salute Giulia Grillo, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il titolare dei Beni culturali Alberto Bonisoli e il ministro della della Difesa Elisabetta Trenta. Sono presenti anche due dei 4 commissari. “Non e’ un atto contro i lavoratori o Arcelor Mittal. Semplicemente la Corte Costituzionale si sarebbe espressa sull’immunita’ penale probabilmente in autunno e siccome su quella norma noi abbiamo sempre avuto delle perplessita’ e’ giusto dire in questo momento che non debbano esistere immunita’ penali in una situazione cosi’ complicata come quella di Taranto“, aggiunge Di Maio.

MARESCOTTI: AUMENTO MORTI ANCHE CON GOVERNO DEL CAMBIAMENTO

“Abbiamo fatto uno studio che va dal 2010 fino al 31 dicembre 2018 da cui risulta che nei tre quartieri più vicini all’area industriale, c’è costantemente un eccesso di mortalità e lo abbiamo quantificato: nei rioni Tamburi, Paolo VI e Borgo c’è una media di decessi annui in eccesso rispetto ad altre zone di 70/75/82 morti. In particolare nel triennio dei Riva – che va dal 2010 al 2012 – ci sono stati 82 decessi in più all’anno; quando c’è stato l’intervento della magistratura e dei custodi giudiziari il dato è sceso da 82 a 74. Poi quando è scattata l’immunità penale e ci sono state tutte le deroghe e le proroghe di tutti i decreti “salva Ilva” purtroppo la quantità di morti è aumentata e abbiamo una media di 78 decessi in più dal 2016 al 2017 fino al 31 dicembre 2018. E questa cosa continua a verificarsi anche nel periodo in cui si è insediato il cosiddetto governo del cambiamento”. Lo ha detto Alessandro Marescotti, responsabile di Peacelink Taranto, all’agenzia Dire.

L’ambientalista non partecipa – come altri rappresentanti delle associazioni, alla riunione del Cis – il Contratto istituzionale di sviluppo per l’area ionica in prefettura.

Nessuno degli ambientalisti partecipa ai lavori. La mancata convocazione dipende dal battibecco che lei ha avuto con Di Maio due mesi fa? “Io non ho battibeccato con il ministro ho solo riportato dati in risposta alle sue dichiarazioni”, replica Marescotti e aggiunge rammaricato che avrebbe volentieri partecipato ai lavori odierni perché “attendevamo tutte le risposte alle domande poste un mese fa quando avevamo chiesto di sapere dal ministro Grillo quando ci sarebbe stato il picco dei tumori a Taranto, di che entità, avevamo posto delle domande ben precise sulla questione della bonifica dei terreni di Statte dove attualmente è bloccata ogni coltivazione per la presenza di inquinanti in modo particolare di diossina. E il ministro Di Maio aveva chiesto informazioni perché risulta proprio lo stesso Mise a opporsi alle bonifiche facendo opposizione allo stesso ministero dell’Ambiente. “Questo governo ha tirato a campare in attesa della sentenza della Cedu (Corte europea del diritto dell’uomo) che ha condannato lo Stato per non aver tutelato la popolazione e dice che lo Stato deve fare qualcosa a protezione della popolazione”.

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24 Giugno 2019
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