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Comunali Palermo, Lagalla: “Contro di me gioco al massacro”

"Dire che Cuffaro è il king maker della mia candidatura è una bugia strumentale"

Roberto Lagalla

PALERMO – “C’è imbarazzo a prendere voti da chi ritiene di ottenere un tornaconto. Questi voti li rifiuto fin da adesso”. Così il candidato sindaco di Palermo del centrodestra Roberto Lagalla, intervistato dal ‘Giornale di Sicilia’.

“La mia storia personale – ha aggiunto – parla per me. Nei numerosi incarichi che ho ricoperto non c’è nessuno che possa indicare una mia azione men che legittima. Si sta consumando un gioco al massacro che sta facendo penare me e la mia famiglia”. E ancora: “Non credo di dover prendere lezioni di etica pubblica”.

“CUFFARO NON È IL KING MAKER DELLA MIA CANDIDATURA”

“Quando si è deciso se sostenere me o Francesco Cascio, Cuffaro tentennò fino alla fine. E a decidere è stato un voto, che non fu per altro unanime, fra tutti i candidati della Dc nuova al consiglio comunale e nelle circoscrizioni”. Così il candidato sindaco di Palermo del centrodestra a Palermo, Roberto Lagalla, intervistato dal ‘Giornale di Sicilia’.
“Dire che Cuffaro è il king maker della mia candidatura – ha concluso – è una bugia strumentale”.

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MARIA FALCONE CONTRO UN POST DI LAGALLA: “FRASE ESTRAPOLATA DA UN DISCORSO È DIVENTATA ENDORSEMENT

All’indomani delle polemiche sulla mancata partecipazione del candidato a sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, alle commemorazioni per il trentennale della strage di Capaci, scoppia un nuovo caso che vede al centro l’uomo scelto dal centrodestra per la corsa a Palazzo delle Aquile. Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso a Capaci e presidente dell’omonima Fondazione, non ha gradito un post Facebook di Lagalla in cui vengono estrapolate alcune sue dichiarazioni: “Lagalla è stato un ottimo amministratore”. A corredo del post una dichiarazione dello stesso Lagalla: “Ringrazio la signora Falcone per questo sincero riconoscimento”.

Maria Falcone, però, in una nota afferma: “Trovo poco gradevole il post pubblicato dal candidato sindaco di Palermo in cui una frase estrapolata da un discorso ben più ampio è diventata un mio endorsement alla sua campagna elettorale, cosa che non era affatto. Ribadisco quanto detto nei giorni scorsi. Al di là delle qualità personali dei singoli candidati, qui si pone una questione di principio. La politica non deve dare il minimo sospetto di relazioni con la mafia”.

Secondo la Fondazione Falcone, infatti, il post pubblicato sulla pagina Facebook di Lagalla “riporta solo una frase di una dichiarazione della professoressa nella quale si lanciava l’allarme sui rischi di inquinamento mafioso della politica”.

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2022-05-24T12:19:52+02:00