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Giustizia, Taradash: “Svolta giustizialista dipende da M5s-Lega”

"Unica risposta è aumento delle pene, ma reati da anni in calo"
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FIRENZE – In Italia è in corso una svolta giustizialista. E secondo il presidente dell’associazione italiana giovani avvocati, Alberto Vermiglio, la spinta arriverebbe proprio dalla piazza. Una tesi che, tuttavia, non persuade il giornalista ed esponente di +Europa, Marco Taradash, fra i relatori del dibattito dedicato al carcere della IV conferenza nazionale di Aiga sul tema della ‘Difesa dei non difesi’. “Non credo che dipenda dalla popolazione e dal suo modo di pensare- spiega alla ‘Dire’ l’ex parlamentare-. In realtà nel corso di questi anni, in particolare nell’ultimo anno, è stato esaltato talmente tanto il pericolo dell’insicurezza e il ruolo del carcere che è naturale vedere un riflesso sull’opinione pubblica, anche perché sono queste le uniche informazioni di cui dispone facilmente attraverso la tv di Stato completamente occupata dai contratti e dai contrasti di Salvini e Di Maio”.

“PUNTARE SU PENE ALTERNATIVE E RIEDUCAZIONE DEL CONDANNATO”

 Questo rende complicato spiegare razionalmente, ad avviso di Taradash, che i dati suggeriscono di puntare sulle pene alternative e sulla rieducazione del condannato per evitare episodi di recidiva. “Col ministro Bonafede, però- aggiunge-, abbiamo avuto la teorizzazione dell’opposto: al carcere si risponde soltanto col carcere. Quindi con condizioni di vita migliori, ma si resta in carcere sino alla fine della pena. Per il governo l’unica soluzione è questo tipo di pena”. D’altronde, sottolinea, “in ogni legge che fanno 5 Stelle e Lega la prima cosa a cui pensano è ottenere pene più gravi in modo tale che anche per reati non gravissimi si finisca direttamente” dietro le sbarre. È un disegno che si adatta a un modello di “democrazia illiberale” che ha i propri punti di riferimento in Orban, Putin nel caso leghista e in Maduro o nella Cina per i pentastellati.

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