Da pneumatico a campo da calcio: ecco Cobat Tyre

Il nuovo consorzio è stato presentato alla fiera Autopromotec di Bologna dedicato al settore dell'automotive
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BOLOGNA – È nato a inizio dell’anno, ma ha già in programma di riciclare ben “30.000 tonnellate di pneumatici” nel solo 2019, per produrre materiali di tutti i tipi tra cui anche i campi da calcio. È il nuovo consorzio Cobat Tyre, facente parte della galassia di Cobat, che si occupa di smaltimento delle batterie esauste e dei rifiuti elettronici (Raee), presentato alla fiera Autopromotec di Bologna e dedicato al settore dell’automotive.

“Questa è la nostra ultima sfida che abbiamo portato in essere per la gestione per l’appunto degli pneumatici giunti a fine vita- spiega Luigi De Rocchi, presidente di Cobat tyre, per la prima volta presente con uno stand alla fiera bolognese delle attrezzature e del post-vendita Automobilistico- è la prima volta quindi che presentiamo questa importante fiera di settore con il primo stand di Cobat tyre che si affaccia per la prima volta pubblicamente sul mercato“.

Ma in sostanza di cosa si occupa il consorzio? L’obiettivo “è garantire la corretta raccolta, il trattamento e il recupero degli pneumatici giunti a fine vita e fuori uso per conto dei propri produttori aderenti- prosegue De Rocchi- il produttore quindi vede garantita la corretta raccolta e trattamento di questa specifica tipologia di rifiuto”.

Un rifiuto che se non smaltito correttamente diventa soprattutto un grave danno per l’ambiente: “Senza l’esistenza di una filiera ben organizzata… Se qualcuno ricorda qual era lo stato di abbandono in cui si rinvenivano pneumatici in giro per l’ambiente, nei fossi, negli specchi d’acqua o comunque abbandonati… era un problema realmente concreto”.

È con un decreto ad hoc del 2011 per la corretta gestione di questo rifiuto che è stata data vita alla filiera, assicurandolo quindi al riciclo e ottenendo un nuovo materiale “che può essere impiegato con destinazione d’uso anche molto diverse”, in un’ottica di economia circolare. Così “si riesce a ottenere nuovo materiale sotto forma di gomma in granuli e polverino” che può essere impiegato “negli asfalti, nei manufatti, nei campi da calcio”, ma anche nella realizzazione di “membrane fonoassorbenti”, senza contare l’acciaio presente comunque negli pneumatici e riutilizzabile all’infinito. Insomma, un vero e proprio “mercato del riutilizzo di questo materiale ricavabile dal trattamento in svariati campi”. 

Un mercato vivo, che il consorzio nato solo da pochi mesi (gennaio 2019) per l’anno corrente ha già in programma “30.000 tonnellate di pneumatici” da raccogliere e riciclare, una quota “sicuramente non marginale”. Anche se “da parte nostra come consorzio contiamo dal prossimo anno di crescere ulteriormente” conclude De Rocchi. Soddisfazione anche per il presidente di Cobat, Giancarlo Morandi, che racconta com’è nata la nuova realtà: “Cobat ha il vanto di avere avuto fin dalla sua nascita tra i propri soci, che oggi sono 1200, praticamente tutte le case automobilistiche che operano in Italia, salvo due- spiega Morandi- noi abbiamo sempre offerto a queste case una pluralità di servizi da poter garantire loro un servizio a 360 gradi per il fine vita delle automobili”. 

Per questo, con questo nuovo consorzio “siamo in grado di garantire la raccolta e il riciclo dello pneumatico comunque provenga e chiunque sia il suo venditore” conclude Morandi.

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24 Maggio 2019
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