Report del Consiglio grande e generale del 24 aprile – mattina

I lavori del Consiglio Grande e Generale
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SAN MARINO – L’emergenza Covid-19 infiamma la seduta mattutina del Consiglio Grande e Generale con prese di posizione forti da parte di maggioranza e opposizione, concordi però nel tributare un plauso a tutti coloro che si sono prodigati per limitare il contagio. “Non avete avuto il coraggio di chiudere le fabbriche nelle quali scorazzavano gli asintomatici” attacca Michele Muratori (Libera), che rimarca: “Il mancato permesso del delivery è un errore grossolano che ha causato danni alle imprese”.

Gian Nicola Berti (Npr) non nasconde che “ci sono stati alcuni punti dolenti” anche se “abbiamo dato risposte eccellenti sul fronte della sanità pubblica”. Durissime le parole di Miriam Farinelli (Rf): “Oggi i medici sono considerati alla stregua di eroi, ma solo fino a due mesi fa questo amore verso i sanitari era davvero tale? Ogni risultato imperfetto o complicanza veniva classificato come malasanità”. Non si può, secondo la Farinelli, non pensare al futuro dell’ospedale.

“Oggi assistiamo alle dimissioni di un direttore di reparto senza che nessuno abbia avuto la cortesia di informarsi sui motivi delle dimissioni. Sto parlando del dottor Nicola Romeo, direttore della Pediatria”. Infine un appello: “vi sono studi legali che promuovono azioni risarcitorie contro medici e infermieri. Per favore, impediamo che ciò avvenga anche nel nostro Paese”. “Siamo nella fase in cui vediamo le prime luci e dobbiamo difendere i risultati raggiunti. Tutto giustificherebbe la voglia di uscire, eppure tutti teniamo duro perché i numeri ci dicono che siamo dentro l’emergenza” avverte Mariella Mularoni (Pdcs).

Mirko Dolcini (Domani Motus Liberi) chiede di trovare “insieme una soluzione per far tornare alla normalità anche i nostri bambini”.

Pasquale Valentini (Pdcs) si sofferma sulla necessità “di avere a disposizione dati” per capire e giustificare le azioni da mettere in campo. Poi un invito: “Non pensate di riaprire le aziende e tenere chiusi gli uffic della pubblica amministrazione”.

Significativi i dati elencati dal Segretario di Stato Federico Pedini Amati: “nel marzo 2019 l’incasso legato alla Smac era di 59 milioni di euro, nel marzo 2020 è sceso a 39 milioni, con una perdita secca del 34%. Solo nel centro storico la perdita è stata del 62%”. Ecco perché “dobbiamo prevedere un prossimo decreto imminente di aiuti economici verso il reparto commerciale. Non basta andare incontro alle imprese con sgravi, ma bisogna accellerare nelle risposte”.

“L’opposizione è stata relegata ad un ruolo di osservatore” è la critica di Marika Montemaggi (Libera). Su alcuni aspetti della gestione sanitaria punta invece il dito Iro Belluzzi (Npr): “Vi sono stati purtroppo casi di soggetti colpiti al 90 per cento da Covid che sono rientrati normalmente al lavoro all’interno dell’Iss senza poter essere sottoposti a tampone”. Belluzzi parla di “visione ospedale-centrica della sanità” e di “discrasie in funzione della dirigenza dell’Iss”.

Di seguito una sintesi degli interventi

Comma 21 – b) Ratifica Decreti-Legge relativi a Covid-19

Michele Muratori (Libera): Chiedo alle loro Eccellenze se sia possibile trovare un momento di raccoglimento o comunque una giornata celebrativa per ricordare le vittime di questa pandemia. Finalmente si riunisce il CGG ristabilendo un bel momento di democrazia. Il Congresso di Stato ha giocoforza ridimensionato l’organo legislativo attraverso decreti ignoti fino al momento dell’emanazione. Il problema evidente agli occhi dei più attenti è che il Governo non sia riuscito a trovare una amalgama sulle linee guida da seguire nell’emergenza. Il risultato è stato un messaggio distorto e una evidente incrinatura nei rapporti interni all’ospedale. La consegna del Decreto all’ultimo secondo, aggravata dal mancato confronto con l’opposizione, impedisce un esercizio democratico fondamentale. Libera ha da subito invocato una chiusura di un paio di settimane dei settori non fondamentali. Chiusura che avrebbe comunque previsto la possibilità per l’asporto. Non avete avuto il coraggio di chiudere le fabbriche nelle quali scorazzavano gli asintomatici. Ci avete dato degli irresponsabili quando abbiamo chiesto di chiuderle. Mentre Ciavatta stipulava accordi, non avevamo né tamponi né presidi sanitari sufficienti. A dire la verità mi spaventa anche l’impostazione neoliberista di Ciavatta dove afferma che a dirigere l’ospedale debba esserci un manager. Parlare di sperpero nella sanità è molto delicato. Crisi economia. La missione di trovare finanziamenti è diventata complicata in quanto i rapporti che dicevate di avere non erano poi così blindati. Le promesse non mantenute nel settembre 2019 hanno lasciato strascichi devastanti. Che sia già iniziata la fase dello scaricabarile è lampante. Nel frattempo arrivano le richieste di aiuto delle categorie dopo i primi decreti che innalzavano la burocrazia a livelli intollerabili. Oserei definirei l’ultimo decreto palliativo. Mentre tutto il mondo si prepara alla fase 2, noi siamo ancora indietro. Il mancato permesso del delivery è un errore grossolano che ha causato danni alle imprese.

Gian Nicola Berti (Npr): Dobbiamo essere orgogliosi del nostro ISS. Questo non significa che tutto è stato fatto alla perfezione, ma credo che abbiamo dato delle risposte eccellenti sul fronte della sanità pubblica. Nessuno ha avuto modo di prepararsi precedentemente ad una emergenza del genere. Tutto il mondo era in linea con noi e necessariamente ha dovuto improvvisare di fronte a qualcosa di inimmaginabile. Ci sono stati punti dolenti? Sì. Diciamo con serenità che prendiamo atto dei problemi e cerchiamo di correggere. Chiederei a tutti i cittadini se negli ultimi anni abbiano percepito un miglioramento della sanità pubblica così elevato da giustificare l’incremento del bilancio dell’ISS. Il Segretario alla Sanità fa il suo dovere quando vuole verificare le modalità di gestione delle spese. Dobbiamo iniziare a fare delle riflessioni sulla fase 2. La possibilità di far ripartire l’economia non dipende dal far ripartire le aziende produttive: quindi è probabile che ci siano magazzini pieni, forse a mancare è la domanda. Prima ancora dobbiamo far ripartire l’attività che gira attorno alla fase di consumo. Altrimenti non avremo modo di far circolare denaro verso la fase produttiva.

Miriam Farinelli (Rf): Oggi i medici sono considerati alla stregua di eroi ed angeli. Solo fino a due mesi fa questo amore verso i sanitari era davvero tale? Purtroppo l’atteggiamento di molti era critico. Ogni risultato imperfetto o complicanza veniva classificato come malasanità. Le denunce per presunti errori erano all’ordine del giorno. Che fine hanno fatto i giudizi sui medici accusati di scarsa professionalità? Oggi i medici sono applauditi, persino coccolati dai media. Sembrano lontani i tempi del mostro in prima pagina. Quando tutto sarà finito ci si ricorderà del tempo presente o si tornera alle accuse e alle polemiche? Siamo sicuri che l’attenzione riservata oggi ai medici in generale continuerà anche dopo l’emergenza pandemica o tutto finirà nel dimenticatoio? Qualche riflessione va fatta per rendere il rapporto futuro tra classe medica, cittadinanza e classe politica più sereno e collaborativo. Abbiamo compreso che ci sono pochi medici e infermieri? Non possiamo permetterci di perdere professionisti. Oggi assistiamo alle dimissioni di un direttore di reparto senza che nessuno abbia avuto la cortesia di informarsi sui motivi delle dimissioni. Sto parlando del dottor Nicola Romeo, direttore della Pediatria, dimissionario dal 28 febbraio. Saggio sarebbe stabilizzare tutti i precari che prestano servizi nei ruoli di medico, tecnico, infermiere. Va incentivato il personale sanitario a rimanere presso la nostra struttura. Snellire le pratiche di acquisto della tecnologia. Dobbiamo ripensare un modello organizzativo che ha presentato qualche falla. Non bisogna dimenticare che esistono anche altre malattie che vanno curate. Occorre migliorare l’assistenza domiciliare per gli ammalati e ai soggetti ancora sottoposti a quarantena. Qualunque altro Governo si sarebbe trovato in difficoltà. Non siamo stati i migliori del mondo e nemmeno tra i primi. Prendiamo atto che tutti ci siamo dati da fare. Questo è sufficiente per dormire la notte. Vi sono studi legali che promuovono azioni risarcitorie contro medici e infermieri. Per favore, impediamo che ciò avvenga anche nel nostro Paese.

Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi): Fa sempre male sentirsi dire che non si sta facendo abbastanza. Credo che considerato il punto di partenza e la già denunciata scarsità di risorse, credo che meglio di così non si potesse fare. E’ necessario il confronto con chiunque. C’è chi dice che il Covid 19 è solo una banale influenza oppure chi dice che i dati sono sottodimensionati. Vengono chiesti provvedimenti che necessitano di risorse economiche che al momento sono scarse. La ragionevole richiesta di sospensione della tassa di licenza tanto semplice invero non è. La liquidità che arriva nelle tasse erariali arriva anche da quella tassa. Oggi le normali spese sono diventate emergenziali. L’eliminazione di qualsiasi introito esistente diventa un grave problema. Serve rilancio economico. Quel rilancio economico che il Paese attende da anni. E’ facile ora dire cosa era meglio fare fin dall’inizio dell’emergenza. Noi di Domani Motus Liberi auspichiamo una riapertura di tutte le attività economiche nel rispetto di tutte le misure di sicurezza necessarie. Voglio fare un appello al Segretario di Stato all’istruzione: troviamo insieme una soluzione per far tornare alla normalità anche i nostri bambini riportandoli a scuola quanto prima per evitare traumi alle nuove ge nerazioni. Lavoriamo per l’economia e per la salute ma anche per i bambini.

Francesca Civerchia (Pdcs): I cittadini hanno rispettato le regole contenute nei decreti del Governo. Vi sono stati contagi anche a San Marino tra il personale sanitario e va riconosciuta la malattia professionale a chi ha contratto il Covid nell’esercizio del lavoro. L’ospedale è rimasto operativo nei reparti no Covid. Ora va riprogrammata la piena operatività. Dare seguito alla stabilizzazione degli operatori della sanità. Non parlo di nuove assunzioni, ma è giusto regolarizzare il personale in forza da anni nell’ospedale. Il lockdown è servito solo ad alleggerire il carico dell”ospedale ma dovremo imparare a convivere con il virus. Quando un Paese è alle prese con un problema di questa portata non si può governare ma solo gestire l’emergenza. Durante una emergenza non esistono opposizione e maggioranza ma una serie di persone che hanno bisogno di essere compatte ed unite. Tutto questo sta lasciando nelle menti dei sammarinesi delle violenze psicologiche a cui dovremo essere in grado di porre rimedio e offrire assistenza.

Mariella Mularoni (Pdcs): San Marino sta affrontando una prova difficilissima, i cittadini hanno saputo fare grandi sacrifici. Ora però la vita deve tornare alla normalità se di normalità possiamo parlare. Compito della politica è programmare il mondo dopo il Covid-19. La politica dovrà ridisegnare il proprio ruolo. Serviranno nuove forme di Governo che esaltino la partecipazione dei cittadini. Stiamo pagando un prezzo alto per la pandemia, ma siamo consapevoli che i divieti sono davvero indispensabili. Siamo nella fase in cui vediamo le prime luci e dobbiamo difendere i risultati raggiunti. Tutto giustificherebbe la voglia di uscire, eppure tutti teniamo duro perché i numeri ci dicono che siamo dentro l’emergenza. Questa la cornice in cui San Marino sta applicando le regole restrittive e mettendo a punto quelle per ripartire. Si parla tanto di riaprire le scuole di ogni ordine e grado: facciamolo se ci sono le condizioni di sicurezza. Il vero problema è che al momento l’organizzazione non è in grado di garantire il rispetto delle misure precauzionali. Oggi c’è in gioco il nostro futuro e quello dei nostri figli. Necessario dare immediata risposta per la ripresa del lavoro. Il nemico che abbiamo sempre dietro l’angolo è la disoccupazione. Guardiamo avanti per non perdere competitività in una economia globalizzata.

Alessandro Bevitori (Libera): E’ stata riattivata la registrazione al registro e-commerce. Decisione presa in maniera collegiale. Se questa decisione fosse stata condivisa anche con fette più ampie della cittadinanza, probabilmente avremmo dato un contributo importante. La chiusura dei ristoranti alle 18 senza la possibilità di fare consegne a domicilio era un errore, poi si è rimediato. E’ l’esempio lampante di come una maggiore condivisione – sentito anche il parere di altre persone – può portare a rimediare ad eventuali situazioni. Oggi dobbiamo fronteggiare una riapertura e anche qui ci sono pareri diversi. La cittadinanza ha sensibilità diverse. Libera è pronta a fare la sua parte se ci sarà seguito all’impegno che ci siamo presi ieri.

Pasquale Valentini (Pdcs): La cosa che ci anima tutti in questo momento è la voglia di guardare al futuro. Per dare sostanza a questo desiderio condiviso non basta un generico ‘andrà tutto bene’. Vorrei fare una riflessione su quanto è stato decisivo il fattore umano nell’ultima fase. Mai sentito così urgente il problema dell’altro. Nessuno ad oggi ha gli elementi per dire quale sarà l’evoluzione e quali cambiamenti dovrà comportare. Diventa indispensabile conoscere il nemico e quindi la conoscenza e la circolazione dei dati. Oggi ho il dovere di creare delle condizioni con gli elementi che ho. I decreti che stiamo ratificando adesso non hanno relazioni. E’ importantissimo adesso capire perché scegliamo una cosa piuttosto che l’altra. Adesso non dobbiamo cercare dei colpevoli, ma capire quali elementi ci hanno portato a dare una certa risposta e come correggerli. Penso che sulla gestione della struttura sanitaria qualche problema ci sia soprattutto adesso che dobbiamo pensare a una riapertura alle altre patologie. Non possiamo pensare che l’unica soluzione sia ospedalizzare persone di una certa età. E’ importante che le strutture di accoglienza, che sono le più vulnerabili, abbiano alte garanzie di sicurezza. Superare alcune forme di precariato perché non possiamo pretendere di avere certe competenze e poi non dare stabilità a quelle persone nel loro lavoro. Sono preoccupato di vedere nei decreti che tutte le aziende che possono consegnare a domicilio possono riaprire. Preoccupato perché non ho gli elementi. Vorrei capire quante aziende sono in grado di fare questa cosa e come abbiamo verificato che questa modalità è possibile. Io credo che il gruppo sull’emergenza abbia bisogno di aggiungere esperti di economia e ripresa. Ci limitiamo a dare delle regole: bisogna studiare quello che avviene altrove e poi adattarlo alla nostra realtà. Molte realtà senza contributi a fondo perduto non avranno la forza di ripartire. Dunque coinvolgiamo la pubblica amministrazione: non pensate di riaprire le aziende e tenere chiusi gli uffici della Pa. La Pa deve essere la prima ad essere attiva.

Matteo Rossi (Npr): Ci sono fasce più deboli e fasce più forti. Mi stringo alle quattro famiglie del Colore del Grano che hanno visto perdere i loro cari. Un appello affinché da questa Aula parta lo spunto affinché dentro le istituzioni sanitarie si riesca a impostare una road map per tornare alla normalità. Credo serva più un approccio manageriale diffuso, ma non credo il manager possa risolvere tutti i nostri problemi. Nonostante il quadro economico del nostro Paese sia drammatico, questo Governo è riuscito a fare un qualcosa di importante. Gli eserciti in guerra imparano in fretta. Colgo l’appello che mi hanno fatto molti genitori; ragioniamo in che modo far ripartire la scuola e le attività. Appello ai datori di lavoro: che si comportino con la stessa responsabilità che hanno sempre dimostrato di avere nei confronti dei lavoratori.

Segretario di Stato Federico Pedini Amati: Questa pandemia ha colpito le persone a livello fisico ma poi c’è anche un danno economico. Il danno è importantissimo. E’ stato fatto il massimo in una condizione di bilancio drammaticamente in rosso. All’inizio abbiamo lasciato aperte molte attività al 50 per cento, ma abbiamo chiuso le attività commerciali come in tutto il mondo, a Rimini e nel resto d’Italia. Dunque il danno economico maggiore lo hanno avuto le attività commerciali. Irrimandabile l’intervento da fare verso quelle categorie. Non basta intervenire sulla Cig e sullo spostamento del pagamento della monofase. E’ ora di intervenire nel merito della perdita del comparto commerciale. Il dato economico riferito al mese di marzo legato alla Smac del 2019 portava ad un incasso pari a 59 milioni di euro, mentre il dato economico di marzo 2020 è di 39 milioni di euro, con una perdita secca del 34% di incassi non fatti nel mese di marzo. Solo nel centro storico la perdita è stata del 62%. Dobbiamo intervenire e il Governo sta ragionando su come intervenire. Dobbiamo prevedere un prossimo decreto imminente di aiuti economici verso il reparto commerciale. La Segreteria di Stato per il Turismo ha fatto proposte che sono sul tavolo della maggioranza e del Governo. Se la licenza viene chiusa, c’è un impatto sui dipendenti che rimangono a casa. Dobbiamo intervenire. Non possiamo far finta che il Covid sia solo sanitario: c’è un Covid economico che ha colpito le imprese, il mondo del commercio e tutte le attività in generale. Non basta andare incontro alle imprese con sgravi, ma bisogna accellerare nelle risposte.

Alice Mina (Pdcs): Sono stati giorni difficili e di riflessione. Ci siamo ritrovati a pensare quello che sarebbe stato il dopo pandemia. Il nostro Paese chiede lucidità ed impegno, l’arte di saperci muovere nelle situazioni di difficoltà. Proprio oggi è il momento di pianificare concretamente la ripartenza. Ripartire non vuol dire improvvisazione ma massima cautela con allentamento delle restrizioni in maniera struttura ma consapevoli che l’emergenza potrebbe ripresentarsi. Quanto al turismo, dovremo sapere cogliere i cambiamenti ed essere capaci di guidarli. Tante iniziative non avverranno e tante spese non ci saranno. Vorrei venissero valutate la possibilità di usare parte degli stanziamenti non utilizzati per interventi significativi a sostegno del settore. Dobbiamo introdurre interventi mirati per stimolare i consumi interni. Sono convinta che ce la faremo, ma solo se saremo in grado di lavorare insieme. Ieri è stata data prova di riuscire a trovare unità e coesione. Concludo rivolge il mio ringraziamento a tutti coloro che in questo periodo si sono trovati ad operare in prima linea. Tutta la mia vicinanza alle famiglie colpite dal Coronavirus.

Sandra Giardi (Rete): Oggi possiamo dire dove avremmo potuto fare meglio, ma anche che siamo ormai in fase 2 a soli due mesi dall’inizio dell’emergenza. Stiamo parlando lentamente di ripresa della vita quotidiana e del sostegno economico alle imprese. Ora stiamo ragionando per un futuro prossimo. Tante cose nella vita sono venute a mancare ma altre sono tornate come priorità. La tecnologia sarà un volano di un modo di lavorare diverso. Lo smart working, impensabile nella nostra Repubblica fino a qualche tempo fa, ha dato la possibilità a tante persone di rimanere a casa e prendersi cura dei propri cari. Importante riappropiarsi del nostro patrimonio agroalimentare.

Marika Montemaggi (Libera): L’opposizione è stata relegata ad un ruolo di osservatore. Avevamo chiesto degli incontri, ma ci è stato detto che non era possibile. Una critica sul metodo dobbiamo assolutamente portarla. Mi sono chiesta se i colleghi di maggioranza avesse avuto maggiori informazioni rispetto a noi. Alcuni colloqui ci sono stati, ma scarni rispetto ad una eventuale proposta congiunta. Anche qualcuno, nella maggioranza, ha rimarcato la difficoltà nell’avere informazioni. Ho sentito interventi di colleghi di maggioranza che hanno le mie stesse perplessità sulla scuola. Si stanno compiendo tutti gli sforzi possibili per cercare di riaprire. Chiedo al Segretario se sia possibile creare un momento di coinvolgimento per affrontare il tema. Ci sono alcune criticità. Bambini con disabilità hanno sofferto tantissimo questa chiusura. I test sierologici saranno garantiti a tutti i docenti e gli addetti? Tutti questi aspetti sono da considerare e da tenere presenti prima di aprire. Si possono trovare soluzioni in vista del periodo estivo.

Iro Belluzzi (Npr): Il consigliere Valentini ha messo in luce l’elemento su cui la politica deve agire. E’ qui che la sovranità può essere esplicata in senso positivo. Quella sovranità per cui ogni cittadino è parte integrante del territorio. Vorrei dire qualcosa anche su quanto vissuto all’interno della gestione dell’ISS. Negli ultimi anni c’è stata una visione della sanità erogata solo in base al centro più grosso, ovvero l’ospedale. Visione che purtroppo non potrà funzionare per garantire le migliori prestazioni anche in funzione della prevenzione. La prevenzione è l’elemento fondamentale per abbattere i costi della sanità. Prevenzione significa attenzione all’anziano e a tutte le fasce della popolazione collegate al territorio. Ne parleremo in tempi successivi quando l’Aula affronterà quella che dovrà essere l’impostazione della sanità nella Repubblica di domani. Alcuni elementi potevano funzionare meglio anche in funzione di quello che lei, Segretario, ci ha prodotto. Se fosse stato attuato quello che c’è scritto, e non appartiene alla sua responsabilità, si sarebbe potuto mettere San Marino all’avanguardia. Ci sono state delle discrasie anche in funzione della dirigenza dell’Iss. Ad alcune valutazioni non sono seguite protocolli comportamentali. Ci si ricorda del personale sanitario ma non ci si ricorda mai dei farmacisti. Questo è frutto della visione ospedalecentrica. La farmacia dell’ospedale è stata interdetta al pubblico ma le altre farmacie sono rimaste permanentemente aperte. Vi sono stati purtroppo casi di soggetti colpiti al 90 per cento da Covid che sono rientrati normalmente al lavoro all’interno dell’Iss senza poter essere sottoposti a tampone. Occorre lavorare pe ricostruire un ISS come era nell’intendimento dei nostri padri.

Maria Katia Savoretti (Rf): E’ da questa situazione che stiamo vivendo che dobbiamo trovare la forza e la spinta per ripartire e andare avanti più forti e uniti con il compito di ognuno di mettere in campo le proprie capacità e le proprie competenze per trovare soluzioni condivise al servizio del Paese. Non abbiamo potuto partecipare e condividere le scelte. Il Governo ha sostenuto l’impossibilità di incontrare le opposizioni a causa dell’emergenza, come se non fossero disponibili strumenti tecnologici. Economia ha subito un duro colpito: compito della politica capire come intervenire senza lasciare indietro nessuno. Soluzioni immediate per l’anno in corso ma anche per l’anno futuro. Dobbiamo tenere in considerazioni che così non risolviamo il problema, ma lo rimandiamo nel tempo. Se vogliamo ripartire uniti e lavorare insieme per sostenere il nostro Paese pensando alle generazioni future è necessario un atteggiamento diverso di dialogo e confron con tutte le forze politiche. Auspico che ciò si possa verificare, perché rimbalzare le colpe a questa o quella legislatura non aiuta San Marino.

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24 Aprile 2020
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