Zaia brucia Conte e sabato il capo del Governo si gioca tutto

L'editoriale del direttore Nico Perrone per DireOggi
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Ancora poche ore. Tutto il Paese è in attesa del discorso che il presidente del Consiglio farà domani per comunicare tempi e modi della prossima ripartenza. Ieri il Consiglio europeo, con il via libera alle prime misure già concordate, con soldi che verranno distribuiti da qui alla fine dell’anno; e il timido avvio del processo che porterà – se va bene tra un anno – alla nascita del fondo da 1.500 miliardi chiesto dall’Italia e da altri otto Paesi, Francia in testa. Oggi il Consiglio dei ministri ha messo giù il Def, il documento economico e finanziario, con i drammatici dati e tabelle di quello che a livello economico sta accadendo e accadrà al nostro Paese. Nel suo discorso il presidente del Consiglio dovrà convincere tutti gli italiani, ora più che mai, che il Governo è saldo, che ha chiara la strada da percorrere e che quanto promesso sarà mantenuto. In temi rapidi e non ‘a babbo morto’ come si dice. Troppi i ritardi che si vanno registrando sul fronte degli ammortizzatori sociali, i vari sussidi, le risorse per mantenere in vita le piccole e medie imprese. E poi dovrà spiegare in che modo il Paese ripartirà, che la sicurezza nei luoghi di lavoro verrà garantita che il Governo è già pronto a gestire eventuali focolai, perché bisogna ricordare che il virus è in circolazione, infetta e ammazza ancora. Intanto il governatore del Veneto, Luca Zaia, della Lega, ha bruciato tutti, annunciando che il Veneto riaprirà subito tutto il riapribile, fregandosene del Governo che aveva invitato le Regioni a raccordarsi per non andare in ordine sparso. Ma nessuno dirà niente, perché Zaia sta crescendo nella Lega dove si stanno registrando sempre più voci critiche nei confronti della gestione di Matteo Salvini. Il leader della Lega è quello che più sconta, stando ai sondaggi, un drastico calo di consensi. Non può più girare e comiziare dappertutto in Italia, deve sempre commentare quello che fanno gli altri, sospettando di tutti e tutto. Perché nella partita sugli aiuti dell’Europa, ad esempio, Silvio Berlusconi, è già pronto a portare Forza Italia ad appoggiare il Governo se dovesse chiedere i 37 miliardi del Mes, il fondo salva stati odiato dal M5S. Conte si gioca tutto, forte del consenso personale che gli riconoscono i sondaggi, dovrà mostrarsi leader a tutto tondo, capace di battere la paura più grande degli italiani, che non è quella di diventare più poveri ma di ammalarsi.

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24 Aprile 2020
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