Report del Consiglio Grande e Generale del 23 aprile – mattina

I lavori del Consiglio Grande e Generale
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I lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono dal Comma 20, il dibattito sul riferimento del Congresso di Stato sulla visita del FMI: sotto i riflettori il tema della crisi economica legata al Covid-19 e delle azioni da mettere in campo per fronteggiare la ripartenza. Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi) pone l’accento sull’importanza del comparto turistico, che dovrà “diventare una importante leva di bilancio per il rilancio economico del Paese. Le linee di credito ne tengano conto”. Marco Nicolini (Rete) cita la Grecia: “esempio di come le ricette del Fmi possano essere dannose se applicate ciecamente”. Iro Belluzzi (Npr) chiede di evitare interventi che vadano “a comprimere Pil e spesa interna”. “Indebitamento e riforme non sono due punti divisi, ma la stessa cosa” avverte Luca Boschi (Libera) per il quale la parola chiave nei prossimi mesi sarà “credibilità: dobbiamo diventare un Paese in grado di onorare gli impegni presi”. Oggi, ricorda, serve “una iniezione di liquidità: tanti soldi e subito”. “I crediti di compensazione fiscale”, sottolinea Daniela Giannoni (Rete), sono una delle soluzioni prospettate dall’esecutivo “già prima della pandemia”. Gian Nicola Berti (Npr) porta sul tavolo alcune proposte. A cominciare dal settore bancario. “Perché non inseriamo in ogni banca un soggetto di vigilanza di Banca Centrale con incarichi di controllo attraverso il collegio sindacale?”. E ancora: “Il Cinque Ter può essere affrontato attraverso una patrimonializzazione della Banca”. Inoltre: “Dobbiamo ragionare sulla ristrutturazione del debito pubblico”. “Sono ottimista per natura e credo che troveremo un nuovo modo di reinventare e organizzare il turismo” al di là di “assembramenti e grandi flussi” dice il Segretario di Stato Federico Pedini Amati che indica non in una pianificazione autonoma ma nelle sinergia con i territori vicini la strada da seguire. “Non è più il tempo di tergiversare” aggiunge. “Non possiamo guardare solamente il lato dei tagli. Le aziende sono come le piante: se muoiono, non rifioriranno mai più” è l’appello di Vladimiro Selva (Libera). “La nostra sfida è cercare di sanare questi aspetti e di capire quali sono le prospettive in termini di ripresa del Pil. Dobbiamo scommettere sul dopo Covid” è il pensiero del Segretario di Stato Luca Beccari.

Di seguito una sintesi degli interventi

Comma 20 – Dibattito sul riferimento del Congresso di Stato sulla recente visita del Fondo Monetario Internazionale

Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi): Sono sicuro che la maggioranza cercherà anche nella difficoltà di rilanciare il Paese. Nel rispetto della normativa antiriciclaggio, gli stessi professionisti si ritrovano ad avere incombenze molto gravose nello svolgimento del loro lavoro. Non bisogna sottovalutare l’interesse delle categorie. Si parla di attuazione dell’Iva, ma è anche vero che saranno necessari approfondimenti per verificare che la riforma non vada ad impattare su piccola, media e grande impresa. Il FMI presenta anche alcune riflessioni sul lavoro svolto dal Governo nei primi mesi. Indica che le autorità si sono mosse con misure di prevenzione del Covid-19. Dice che gli sforzi sono volti a contenere le ricadute sociali ed economiche. Indica che il Governo è sulla retta via. Dice che il settore alberghiero e del turismo ha grosse perdite, ma iil numero di imprese diminuisce meno rispetto ad altri settori. Questo settore deve essere una importante leva di bilancio di questo Paese. Le attività sono state le prime chiudere e saranno le ultime a riaprire. Le linee di credito dovranno tenere conto di questo settore che troppo spesso la politica ha sottovalutato.

 

Denise Bronzetti (Npr): Inutile negare una crisi che da qualche anno a questa parte investe il settore bancario e finanziario della Repubblica. Innegabili errori fatti all’interno di questo settore. Ci sono riforme non più procastinabili: pensioni, pubblica amministrazione, integrazione a livello internazionale. Che strada ha scelto il Governo? La strada è quella dei confronti a livello istituzionale ed internazionale. Ha scelto di muoversi a livello istituzionale e non a livello personale e di amicizie. Questo ci mette al riparo da falchi e avvoltoi che possono vedere nella nostra Repubblica un soggetto da aggredire. Ben vengano le richieste di aiuto rivolte dal Governo alla Banca del Consiglio d’Europa e alla Banca del FMI. In precedenza si era chiesto sostegno al FMI ma con una ricaduta che difficilmente San Marino potrebbe sopportare. Noi anche su questo abbiamo fatto una scelta chiara: lavorare sotto traccia e senza clamori. Non tutto deve essere gettato in pasto alla stampa. Dobbiamo dimostrare che è importante essere concreti e trovare delle soluzioni.

Segretario di Stato Andrea Belluzzi: Ci sarà un mondo pre-Covid e post-Covid. Io sono d’accordo. Non sono rimasto sorpreso dalla valutazione che ha fatto Fitch con un Paese che affronta un lockdown di questo tipo. Io però mi aspetto che Fitch applichi a livello globale questo atteggiamento. Diversamente mi auguro si faccia qualche riflessione. Il Covid per certi versi ha avvicinato gli Stati nell’emergenza. La cooperazione tra Stati è cresciuta. Adesso sta a noi guadagnarci passo dopo passo la disponibilità al confronto che l’Italia ci ha dato. La rotta è sempre quella. Io sono completamente d’accordo sul richiamo che il capogruppo del Pdcs ha fatto ieri. Ci sono interventi strutturali che questa situazione ci chiama a fare con rapidità. Attuare rapidamente i processi di cambiamenti richiesti dal periodo storico. Dobbiamo presentare un Paese con le credenziali in ordine per avviare progetti di natura privata: invito la politica a fare una valutazione di laicità nella loro assoluta bontà a prescindere dal fatto che provengano da una legislatura passata. Serve un grande senso di responsabilità. La nostra capacità di andare avanti in questa legislatura è nell’integrare la rotta che conoscevamo.

Marco Nicolini (Rete): La Grecia rimane un esempio di come le ricette del Fmi possano essere dannose se applicate ciecamente. Questo per dire che una compagnia di teorici economisti non è il Padreterno. Risanare il comparto bancario è impellenza indispensabile. Negli anni ho visto passare nelle stanze dei bottoni ladri patentati. La relazione del Segretario parla di Npl e veicolo di sistema. Discorso sentito molte volte che mai ha portato a nulla. Mentre il Segretario parla della mission di Bns, l’amministratore delegato Bonfatti annuncia la mobilità dei dipendenti. San Marino ha bisogno di ripartire da un cospicuo fondo prestatole al netto dei 20 milioni che riscatteremo dal FMI. La strada tracciata porta ai fondi destinati all’Italia dall’Europa Unita. Una strada difficile perché ogni città italiana chiederà la propria parte. Suggerisco di tenere aperte anche altre strade. Sarà una trattativa molto dura ma abbiamo gli uomini giusto.

Daniela Giannoni (Rete): Accolgo con favore la scelta di intraprendere la strada dei crediti di compensazione fiscale. Giusto cercare aiuti fuori dal territorio. Importante cercare collaborazioni internazionali, che però possono avere tempistiche più lunghe, ma noi abbiamo bisogno oggi. Possiamo aiutarci da soli con politiche fiscali mirate. Con i crediti di compensazione fiscale potremo dare immediata liquidità al sistema, andando a sostenere allo stesso tempo la capacità di spesa delle famiglie.

Iro Belluzzi (Npr): Negli ultimi anni si è sempre parlato di un sistema che va a comprimere i consumi interni. Si parla di finanziamenti e riforme che vanno a contrarre Pil e spesa interna. Ho apprezzato l’intervento del consigliere Nicolini che mette in discussione le ricette del FMI che non sono mai foriere di prosperità per i Paesi. Io vorrei considerare un elemento. Una norma scritta e pensata nel momento pre-Covid non è la norma per gestire gli Npl attualmente. In funzione del credito che verrà erogato e garantito dallo Stato, potranno aumentare gli Npl stessi. Sotto gli Npl c’è il patrimonio immobiliare. Patrimonio immobiliare che perderà ulteriormente valore. Bene la gestione pubblica degli Npl, riparametrandoli con lo scenario futuro. Occorre creare le condizioni perché si possa onorare quanto ci verrà dato senza deprimere la ricchezza e il benessere della cittadinanza, prospettando vie di uscite e ipotesi B. E’ questo che la politica dovrà fare. Sono fiducioso nella misura in cui tutti noi riusciremo a cambiare approccio abbandonando un elemento che sicuramente ha creato il preconcetto di chiudere la porta a qualcosa che viene portato da altri e che magari non rientrano nella cerchi degli amici.

Manuel Ciavatta (Pdcs): Se ci sono stati errori in passato, dobbiamo cercare di non rifarli. La relazione del FMI di quest’anno ribadisce che serve un piano serio e credibile, non promesse vuote. Una cosa che mi ha colpito profondamente e che rientra in qualche modo nella relazione di Fitch è questa: si insiste sul fatto che il nostro Paese garantisce una stabilità dei diritti. Ovvero si ribadisce che siamo un Paese buono dal punto di vista sociale ed umano. Il FMI in questa relazione del 2020 insiste anche nel dire che uno degli elementi positivi è di avere un Governo rappresentativo di quattro forze politiche che garantisce a tutti gli effetti la possibilità di fare scelte sistemiche per certi versi difficili.

Sandra Giardi (Rete): Il FMI non ha avuto tempo di affrontare in maniera incisiva un ventaglio di soluzioni. Il nostro sistema bancario ha dimostrato di essere debole e di non riuscire a sostenere la crisi economica. Le banche sono il canale principale a cui si appoggiano le imprese. Mancando quste cose, difficilmente possiamo aspettarci nuove prospettive di investimento. Questa urgenza è stata rallentata da un’emergenza sanitaria che ci ha portato a mettere in primo piano le esigenze sanitarie della cittadinanza. La ristrutturazione del Paese a livello economico non è più rinviabile senza però dover schiacciare cittadinanza e imprese. Attenzione ai ragionamenti che il FMI chiede di mettere in campo. E’ necessario verificare sempre le contropartite che ci vengono richieste. Tutta la vicenda che ha orbitato attorno a Cassa di Risparmio e Asset deve essere di monito e mai dimenticata.

Luca Boschi (Libera): Nei prossimi mesi e nei prossimi anni a causa del declassamento sarà più difficile accedere a finanziamenti esteri. Il Governo ha la responsabilità di compiere delle scelte. Responsabilità suffragata dai numeri. La liquidità che serve reperire all’indomani dell’era Covid ha due finalità. La prima è sostenere l’emergenza, la seconda è più strutturale e riguarda la situazione pre-Covid. Vi è necessità assoluta di fare riforme, come ricordato da Mussoni. Indebitamento e riforme non sono due punti divisi, ma la stessa cosa. Non possiamo accedere a finanziamenti se non garantiamo di fare quelle riforme strutturali che servono proprio ad accedere ai finanziamenti. La parola chiave deve diventare: credibilità. Dobbiamo diventare un Paese credibile in grado di onorare gli impegni presi. Per fare ciò serve un progetto Paese diverso da quello pensato prima dell’emergenza Covid. Va risolto il problema dell’eccessivo costo del denaro: attivare i memorandum di intesa con l’Italia e l’Unione Europea che porteranno ad avere una vigilanza condivisa con strutture nazionali e sovranazionali. L’altro grande problema è che ci sono tantissime aziende che negli ultimi due mesi stanno vivendo una crisi veramente importante. Qualche mese fa parlavamo di politiche espansive, oggi parliamo di sostegno. Il sostegno principale che oggi serve è l’iniezione di liquidità. Tutte le banche centrali di tutti i Paesi del mondo stanno pompando liquidità nel mercato: soldi, tanti e subito. Cassa di Risparmio potrebbe diventare il primo banco di prova di una nuova modalità di confronto tra maggioranza e opposizione. Se noi approcceremo alle varie fasi con il solito atteggiamento – con lo scambio di accuse tra maggioranza e opposizione – avremo qualche vantaggio di bottega ma non faremo un servizio utile al Paese. Mi auguro che saremo tutti in grado di inaugurare una nuova stagione in cui maggioranza e opposizione svolgono i loro compiti senza arroccarsi su posizioni storiche e annose.

Gian Nicola Berti (Npr): Il progetto di legge di riforma dell’Iva, lasciato a se stesso, è un regalo agli evasori fiscali. Dobbiamo anche ragionare sulla nostra capacità di far rispettare quella legge. Sugli Npl abbiamo anche noi ravvisato la necessità di fare interventi anche perché queste immobilizzazione di crediti sta apppesantendo in maniera eccessivo il sistema, privandoci della liquidità di cui abbiamo bisogno. Abbiamo una Banca Centrale strutturata quando avevamo 12 banche. Io non credo si debba chiudere e buttare via tutto. La vigilenza finanziaria è fondamentale. Avere una struttura sovradimensionata come abbiamo noi è una garanzia ulteriore. C’è qualcosa di più nell’essere piccoli. Le banche hanno un sistema di controllo interno che è il collegio sindacale. Perché non inseriamo in ogni banca un soggetto di vigilanza di Banca Centrale con incarichi di controllo attraverso il collegio sindacale? Perchè non siamo rivoluzionari attraverso l’essere smart? Siamo in un momento terrificante dell’economia pubblica accentuato da qualche piccolo Napoleone che ha deciso di distruggere una banca a discapito di un’altra. Dobbiamo ragionare sulla ristrutturazione del debito pubblico. Il Cinque Ter può essere affrontato attraverso una patrimonializzazione della Banca. Facciamo delle riflessioni. La nostra capacità di restituzione di un prestito l’abbiamo fatta prima di chiedere il prestito? C’è un miliardo di euro di sammarinesi fuori dal nostro sistema: perché non ragionare sul rientro di questi capitali, ben pagato, che tornerebbero nelle tasche dei cittadini? Altro tema importante è quello delle privatizzazioni. Perché non tenerne conto? Segretario Gatti, la invito ad avere il coraggio delle scelte: non avrà più l’occasione di avere insieme a lei tutto il Paese che ritiene improcastinabile una rivoluzione economica.

Segretario di Stato Federico Pedini Amati: Sono ottimista per natura e credo che troveremo un nuovo modo di reinventare e organizzare il turismo. Stiamo studiando nuovi meccanismi, ma non ci saranno più flussi turistici che si recheranno con forme di assembramento che si recheranno ad assistere ad un concerto o ad un evento sportivo. Servirà una nuova rappresentazione turistica del nostro Paese e non solo. Non appena ci siamo insediati, è iniziato il confronto con il FMI anche sull’ambito turistico. Le previsioni pre-Covid erano tutt’altre. San Marino non può più proporre una programmazione turistica autonoma, ma occorre farla con i territori limitrofi per offrire un qualcosa in più con benefici per entrambi. Negli anni passati è stato provato questo tipo di percorso, ma forse è rimasta la volontà di procedere in maniera autonoma. Ci si è inventati di spalmare il rientro del Cinque Ter nei prossimi vent’anni. Il FMI ci ha detto che questo non può essere fatto. Il Cinque Ter, com’è nato, non è un meccanismo finanziario che può essere avvallato da organismi internazionali. Ci hanno detto: dovete portare a perdita i i 540 milioni. Ci siamo trovati con un miliardo di euro di debito pubblico. Berti ha ragione: non si può più tergiversare. Se pensate che il Governo è qua per tergiversare, questa cosa non si può più fare. Sarà responsabilità del Governo intervenire con norme che non saranno popolari? Probabilmente sì, perché non c’è più tempo. E’ una grande responsabilità quella che tutti abbiamo. C’è da rimettere mano a Cassa di Risparmio, al patrimonio immobiliare dello Stato. Va messo a bilancio in maniera attiva e non passiva. Va utilizzato questo patrimonio.

Vladimiro Selva (Libera): Negli anni abbiamo attivato mutui e debiti per 309 milioni. A questi cosa si aggiunge in maniera pesante? Quello che il Cinque Ter ha spalmato su più anni. A questo si aggiunge anche tutta la questione Cis che potrebbe voler dire altri 70 o 80 milioni. Tirando le somme, arriviamo quasi a un miliardo. Andare a fare del debito pubblico è pericoloso. Avere poca affidabilità da un punto di vista creditizio vuol dire tassi maggiori e quindi rate maggiori. Le riforme strutturali sono scomparse dal programma di Governo e chi ci osserva se n’è accorto. Io non credo che il nostro Paese sia da BBB-. Abbiamo avuto 30mila persone chiuse in casa che hanno fatto questo sacrificio per tutti. Non possiamo guardare solamente il lato dei tagli. Le aziende sono come le piante: se muoiono, non rifioriranno mai più. C’è bisogno di iniettare liquidità nel sistema economico. Lo strumento del credito di compensazione fiscale ci può dare una mano in questa fase particolarmente delicata. Però nel programma di Governo non c’è traccia del progetto Paese. Vogliamo una San Marino green, che si qualifica nel settore dei rifiuti, del risparmio energetico, degli edifici. Potremmo essere i primi al mondo nell’agricoltura biologica. Qualcuno ha detto che l’opposizione ha bisogno del nemico da abbattere. La differenza non lo fa tagliare lo stipendio ai propri dipendenti. La differenza la fa la capacità di innovare il metodo di lavoro e le idee che possono cambiare la stagnazione che c’è stata prima.

Emanuele Santi (Rete): I cittadini sammarinesi hanno portato via quasi un miliardo di deposito: bisogna garantire le condizioni di fiducia nel sistema bancario per far sì che il sistema venga riportato ad una normalità. Non possiamo mettere l’accento su altri due problemi. Il credito di imposta che ha sempre puntellato i bilanci delle banche per oltre 300 milioni di euro. Oltretutto c’è la garanzia formulata sulla risoluzione bancarie e riferita alla Banca Cis. Su queste due voci credo vada fatta piena chiarezza. Quando i crediti di imposta e la risoluzione delle banche – quando lo Stato mette dei soldi per garantire i depositi dei correntisti – vanno ricercate le responsabilità di chi ha concesso crediti allegramente e chi non li ha pagati. In questo momento non possiamo tentennare rispetto alle problematiche che già c’erano prima dell’emergenza. Vanno definiti costi e benefici di una possibile associazione con la Ue. Lo Stato di San Marino deve cercare di coinvolgere nella risoluzione di questi problemi tutti gli Stati amici. La necessità di un finanziamento è impellente. C’è da affrontare il discorso di quello che rimane di Delta. Va fatto un intervento perché non possiamo più permetterci di continuare a perdere milioni di euro tutti gli anni. Il nostro Paese ha bisogno di risposte sicure, ha bisogno di fiducia.

Segretario di Stato Luca Beccari: Abbiamo due strade davanti a noi. Possiamo ragionare con l’ottica della torta: se la torta si stringe, facciamo fette più piccole. Oppure troviamo una soluzione per ingrandire la torta. Il vero cambio di paradigma è questo. Dobbiamo passare dal mettere i soldi in un buco a quello di chiudere il buco. La vera sfida di San Marino è quella del Pil. Non quella dei disavanzi. Dobbiamo concentrarci su quelle politiche che aumentano la ricchezza e la produttività. Nei programmi delle singole forze di maggioranza e nei programmi di Governo abbiamo voluto dare un metodo e da qui siamo partiti anche nel corso dell’emergenza. Sul tema dei finanziamenti: è un tema fondamentale. Il Fondo ci dice una cosa: il finanziamento deve essere sostenibile. Se ragioniamo nell’ottica di dire che esiste solo il finanziamento, sbagliamo. Ci collochiamo in un problema che domani diventerà ancora più grande. Se non avremo la struttura per ripagare il finanziamento, non solo non risolveremo i problemi, ma caricheremo le generazioni di un fardello che non si potrà alleggerire. Che tipo di debito vogliamo fare? Finora abbiamo sempre ragionato su soluzioni interne. Un sistema di incastri tra banche-Stato-fondi pensione. Occorre anche riconvertire una parte del debito nazionale: se non facciamo questo esercizio, continueremo ad avere passività. Si parlava dell’aiuto di Stati amici, ma a disposizione c’è anche il mercato, sempre ragionando in un’ottica di sostenibilità del debito. Non mi si venga a dire che la mission del Governo è trovare finanziamenti a tasso perduto. Dobbiamo trovare finanziamenti a tassi sostenibili per il bilancio dello Stato, ma non possiamo subentrare la nostra ripresa solo a questo, altrimenti continueremo a scalare una montagna ripidissima. La nostra sfida è cercare di sanare questi aspetti e di capire quali sono le prospettive in termini di ripresa del Pil. Dobbiamo scommettere sul dopo Covid.

Michela Pelliccioni (Domani – Motus Liberi): L’emergenza Covid ha cambiato la priorità delle politiche attuate. Il Fondo ci ha detto che sta monitorando la situazione. Sappiamo che il virus non è un nemico vinto: sarà necessario organizzarsi per essere già pronti. Dobbiamo favorire una economia più umana. Occorre pensare ad un nuovo sistema di welfare ed assistenza sanitaria. Pensare al dopo senza pensare al durante significa fuggire dalla responsabilità. Occorre pensare un sistema anticiclico, a cominciare dalla pubblica amministrazione. Favorire assolutamente lo smart working. Necessario pensare ad un sistema di aiuti che vengano dalle imprese più solide. Non incassare subito dai clienti e pagare subito i fornitori. Dare continuità alle azioni utili. Investire nel capitale sociale dei fornitori ritenuti strategici. Questa emergenza potrebbe essere una grande opportunità per ripensare l’economia che verrà.

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24 Aprile 2020
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