‘la Repubblica’ in sciopero dopo la sostituzione del direttore Verdelli

Il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari non è in edicola il 24 aprile, sito fermo fino alla mezzanotte
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ROMA – I giornalisti del quotidiano ‘la Repubblica’ hanno approvato “a larghissima maggioranza” una giornata di sciopero, oggi, 24 aprile, dopo la decisione del gruppo editoriale Gedi di sostituire il direttore Carlo Verdelli- in carica da febbraio 2019- con Maurizio Molinari. Il quotidiano oggi non è in edicola, il sito repubblica.it resterà fermo fino alla mezzanotte. 

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L’iniziativa dei giornalisti “non vuol essere un atto ostile nei confronti del nuovo direttore Maurizio Molinari, al quale sin da ora la redazione offre la propria collaborazione con lo stesso impegno, la dedizione e lo spirito di sacrificio che hanno accompagnato tutte le precedenti direzioni di questo giornale- scrive il comitato di redazione, in una nota-. Ciò nonostante, la Redazione non può non rilevare come la scelta dell’editore cada in un momento mai visto prima per il Paese e per tutto il pianeta, aggrediti da una pandemia che sta seminando dolore e morte e sta chiamando tutti noi a uno sforzo straordinario. E proprio nel giorno indicato come data della morte del direttore Verdelli dagli anonimi che ormai da mesi lo minacciano, tanto da spingere il Viminale ad assegnargli una scorta. Una tempistica quanto meno imbarazzante“.

Repubblica “non è e non è mai stato un giornale come tutti gli altri. Ha sempre avuto una identità forte espressa in una linea chiara- prosegue la nota-. “E’ un giornale d’informazione il quale anziché ostentare una illusoria neutralità politica, dichiara esplicitamente di aver fatto una scelta di campo”. Sono le parole usate dal fondatore Eugenio Scalfari nel suo primo editoriale del 1976. Parole che valevano allora. E valgono a maggior ragione oggi”. 

Il direttore uscente Carlo Verdelli si è congedato dai lettori con una lettera pubblicata sul sito del giornale.

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24 Aprile 2020
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