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Di Maio vuole la testa di Siri? Salvini fa ‘saltare’ Roma

Ormai è lotta continua tra M5S e Lega
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ROMA – Ormai è lotta continua tra M5S e Lega. Salvini e Di Maio staranno pure facendo il gioco delle parti per conquistare voti e galvanizzare i militanti, ma la tensione è salita a livello di guardia. E manca ancora un mese alle elezioni europee, che se anche metteranno fine alle polemiche quotidiane, subito dopo costringeranno a un nuovo accordo a livello di governo – con rimpasto- e a un aggiornamento del contratto. Al momento la partita tra i due si gioca, da un alto, sulla testa di Siri, il sottosegretario leghista indagato per corruzione e collegato ad ambienti di mafia; dall’altro, su quella di Virginia Raggi, sindaca di Roma in difficoltà, che ha bisogno di una mano dal Governo per andare avanti. Su Roma si sta discutendo dell’enorme debito, pari a 12 miliardi, accumulato dalle amministrazioni precedenti, con interessi stratosferici. Il M5S sta cercando di passare la palla al ministro dell’Economia per ricontrattare con le banche il debito e risparmiare. Salvini si oppone, non vuole che il debito dei romani si trasferisca allo Stato e su questo ha impostato una velenosa polemica che ha tutti i segni di una campagna elettorale per la conquista della Capitale: «Come Lega stiamo ragionando su un piano d’azione per Roma», ha detto Capitan Salvini, che negli ultimi tempi ha più volte attaccato la sindaca Raggi accusandola di incapacità e di non saper amministrare la città. Attacchi per convincere Di Maio a mollare su Siri? «Non è possibile – risponde una fonte del M5S- perché in questo caso si parla di mafia, e su questo noi non possiamo arretrare. Siri si dovrà dimettere, stare lontano dal Governo fino a quando si chiarirà la sua posizione». Volano i coltelli, ma per il momento la mira difetta.

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