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Unesco Giovani, Libonati: “Esporteremo il nostro modello basato su merito e partecipazione”

L' associazione lancia una call per 200 nuovi soci

Pubblicato:24-04-2018 15:39
Ultimo aggiornamento:17-12-2020 12:48

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ROMA – Amore per l’Italia, passione per i temi della conservazione e valorizzazione dei beni culturali, capacità di mettersi a disposizione per progetti comuni e di unire competenze professionali e abilità ludiche. Sono queste le caratteristiche che deve possedere un aspirante socio di Unesco Giovani secondo il suo segretario generale Antonio Libonati, 30 anni, avvocato, tra i fondatori del Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, che all’inizio del 2018 si è data un nuovo statuto trasformandosi in associazione giovanile e il 23 aprile ha lanciato una call per selezionare, attraverso una serie di bandi regionali, circa 200 nuovi soci tra i 20 e i 35 anni.

Unesco Giovani in questo momento è formata da 300 soci under 35, tutti professionisti del mondo della cultura- spiega all’agenzia Dire Libonati- A tre anni dalla sua fondazione, è arrivato il momento di allargare la nostra famiglia e lanciare una call nazionale, per avere nuove forze da coinvolgere nella realizzazione dei progetti in base all’ambito professionale di ciascun candidato”. Una selezione che, nonostante si tratti di una realtà associativa, non avviene per cooptazione o libero tesseramento, ma sulla base del merito: “Il criterio fondamentale di selezione sarà il curriculum, quindi è importante per i candidati avere esperienze professionali in ambito culturale- aggiunge Libonati- Dopo aver valutato il curriculum ci sarà un colloquio e ogni regione sceglierà le professionalità specifiche di cui ha bisogno tra comunicazione, fundraising, educazione, organizzazione eventi”.


Un modello di selezione che “responsabilizza i vecchi soci nella scelta dei nuovi” e permette di disporre di profili interni molto alti dal punto di vista delle competenze professionali. “Il modello Unesco Giovani Italia ha ottenuto a Parigi, davanti alle commissioni di tutto il mondo, il riconoscimento come buona pratica innovativa da esportare a livello internazionale– racconta il segretario generale Libonati- Il nostro obiettivo è portare quest’eccellenza italiana in Europa e nell’area del Mediterraneo: un coinvolgimento del mondo giovanile costruito in tre anni attraverso bandi pubblici per un accesso attraverso il merito alle nostre squadre regionali”.  Un traguardo su cui Unesco Giovani comincerà a lavorare a partire dal prossimo Italian Youth Forum che si terrà a Trieste nel 2019, dopo il successo della prima edizione del forum internazionale dei giovani italiani interamente dedicato ai grandi temi dell’Unesco, organizzato lo scorso febbraio a Matera. “Il nostro macro-obiettivo è riportare al centro del dibattito pubblico i temi della cultura, dell’istruzione e della scienza- sottolinea Libonati- Sono temi fondamentali su cui noi coinvolgiamo i giovani facendoli partecipare attivamente. Così potranno portare il loro bagaglio di esperienza nei rispettivi territori”. Un bagaglio acquisito attraverso il network di Unesco Giovani, che permette di “avere relazioni immediate con centinaia di giovani” – combattendo la solitudine che secondo Libonati è “uno degli aspetti più problematici dei ragazzi italiani” – e “di interfacciarsi con realtà di grande prestigio nazionale e internazionale”.
Come Google, partner del progetto Unesco Giovani ‘Grand tour d’Italia’, che permette di intraprendere un viaggio digitale da Venezia a Palermo, passando per Siena e Roma, grazie a Google Arts & Culture. O il Miur, principale partner del progetto Unesco Edu, giunto al suo secondo anno e svolto nelle scuole di tutta Italia in due fasi. Una prima fase di alfabetizzazione degli studenti al mondo di Unesco e delle Nazioni Unite, attraverso lezioni frontali; e una seconda fase, in cui i ragazzi in alternanza scuola-lavoro realizzano progetti sul proprio territorio. “Il focus della call- specifica Libonati- sarà quello Education, quindi cercheremo di selezionare giovani presidi e docenti, ma anche ricercatori nel settore dell’educazione. L’altro punto che abbiamo intenzione di sviluppare maggiormente- continua- è poi il rapporto tecnologia-cultura, con particolare riferimento alla fruibilità dei beni culturali, come nel caso del progetto ‘Grand tour d’Italia’”.

In cantiere anche un progetto con Flixibus che consentirà di recarsi fisicamente nei siti Unesco con la rete di trasporti dell’azienda da 200mila collegamenti giornalieri in 26 stati europei: “I soci e i giovani che parteciperanno alle nostre iniziative riceveranno una mappa del sito Unesco che andranno a visitare e potranno capire perché ha ottenuto un riconoscimento così prestigioso” spiega il segretario generale, che commenta così le politiche culturali rivolte ai giovani in Italia: “Bisogna fare di più e la parola d’ordine deve essere quella che ci siamo dati noi in questi anni: partecipazione. È finita l’era dei progetti calati dall’alto da ministeri, enti locali e soprintendenze- chiarisce- è arrivato il momento dei progetti che partono dal basso e coinvolgono le persone a cui sono rivolti in una rete positiva di collaborazione tra istituzioni, associazioni, terzo settore e imprese”. Un approccio nuovo che secondo Libonati è già trend: “Le istituzioni devono coglierlo- conclude- e creare un ecosistema per cui se io ho un progetto devo avere possibilità di esprimerlo”.

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