Che fare in caso di alluvione? Scopri se sei ‘pronto’ con il quiz online

Il progetto 'Life primes' per rendere diffuse le buone prassi. E per i Comuni ci sono in palio 4.000 euro
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BOLOGNA – In caso di alluvione, è una buona idea scendere in cantina? O precipitarsi a prendere l’automobile per spostarla? O, perchè no, stare sull’argine del fiume per seguire dettagliatamente l’evolversi della situazione? Sono alcune delle domande contenute in un quiz – questionario online che fa parte di un progetto Life Primes, approvato nell’ambito del programma Life 2014-2010 sulle strategie di adattamento ai cambiamenti del clima. Nell’intento di prevenire il rischio di alluvioni e promuovere le buone pratiche in caso di inondazioni e altre calamità idrogeologiche, il progetto vede coinvolte tre regioni: l’Emilia-Romagna, le Marche e l’Abruzzo.

Il questionario (a risposte multiple e destinato a tutti, si può compilare online quasi come un gioco) tecnicamente viene definito nel progetto ‘Caap’ (Piano civico di adattamento) e si propone di aumentare la capacità di adattamento di chi lo compila ma anche valutare la propria conoscenza sulle buone prassi da adottare in caso di inondazioni e mareggiate.

Gli obiettivi sono la formazione dei partecipanti con brevi tutorial sul tema (disponibili online) e il loro coinvolgimento nella definizione delle azioni di adattamento. Compilando il questionario, si potrà inoltre valutare le proprie conoscenze sul rischio inondazione e mareggiate attraverso un quiz che, al termine del percorso, restituisce il proprio “Profilo di resilienza”.

Nel questionario bisogna rispondere a domande sui fenomeni in sè,  ma anche sui comportamenti giusti (o sbagliati) da tenere e su alcune istituzioni coinvolte nella prevenzione (come Protezione civile e Comuni) spaziando dal ‘rischio’ ai piani di gestione. E poi molte domande sono relative al clima e ai cambiamenti climatici.

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La prima domanda è quella più diretta: cos’è un’alluvione o una mareggiata? Le risposte talvolta sono esilaranti (ad esempio in questa prima domanda tra le opzioni c’è anche “quando piove per molti giorni di fila“), ma ce ne sono alcune che potrebbero trarre in inganno, soprattutto se a compilare il questionario sono gli studenti della scuole (che sono i principali destinatari del progetto).

Non troppo scontate neanche le domande relative al capitolo ‘clima’ (cosa sono i gas serra ma anche cosa sono le ‘mitigazioni‘ e l’adattamento al cambiamento climatico), o quelle per capire il livello di conoscenza del profilo organizzativo in caso di emergenza: si chiede ad esempio che cos’è un piano di gestione del rischio e chi coinvolge. Ma anche cos’è un piano di protezione civile e quali sono i colori delle allerte della Protezione civile.

Le domande più buffe sono però certamente quelle che riguardano i comportamenti da tenere in caso di inondazione in atto o nei giorni successivi. Per ogni azione, va indicato se è ‘giusto’ o ‘sbagliato’. Che fare, dunque, durante un’alluvione? “Scendi subito in cantina o in garage per mettere al sicuro i beni“, oppure “Raggiungi l’area più elevata nei dintorni”, “Prendi l’ascensore“, “Usi il cellulare solo per emergenza”, o ancora “Bevi acqua del rubinetto“.

Nei giorni successivi all’emergenza alluvione, poi, bisogna decidere se è giusto “dormire nei seminterrati“, “Riallacciare luce e gas senza aver interpellato un tecnico”, “Evitare di passare nelle zone allagate”.

Il progetto, in Emilia-Romagna, ha coinvolto alcuni Comuni della Romagna, tra cui Lugo e Sant’Agata del Santerno. A Lugo, nei giorni scorsi, si è svolto un incontro organizzato dal Comune con gli studenti del Polo tecnico professionale di Lugo.

“Abbiamo voluto illustrare questo progetto, capitanato dalla Regione Emilia-Romagna, in una scuola perché pensiamo che possa essere una buona occasione per fare formazione su un argomento importante – ha dichiarato Paola Pula, la sindaca dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna con delega alla Protezione civile -. In questo modo, abbiamo colto l’opportunità di condividere con gli studenti i comportamenti da attuare in caso di emergenza, come alluvioni e/o esondazioni”.

Durante l’appuntamento il responsabile dei Servizi Ambiente e Protezione Civile dell‘Unione, Stefano Ravaioli, ha illustrato ai presenti la situazione del territorio, il sistema delle allerte meteo e il modello organizzativo per quanto riguarda la protezione civile. Inoltre, alcuni studenti hanno compilato il Piano civico di adattamento per verificare la loro conoscenza sull’argomento.

C’è anche una ‘gara’ tra i Comuni che fanno parte del progetto Life Primes: quelli da cui arriveranno più questionari entro il 30 aprile si aggiudicheranno il Premio comunità resiliente “Primes”. Il premio, del valore di circa 4.000 euro, consiste in materiale divulgativo sui rischi e sui corretti comportamenti da adottare e sarà attribuito a un Comune per ogni regione partecipante in base al valore percentuale di Caap compilati rispetto alla popolazione residente. Il Premio vuole incentivare la partecipazione e il dialogo con le comunità del territorio sui temi del cambiamento climatico e del rischio alluvioni.

 

 

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