NAPOLI – Con l’avvio della realizzazione di un’opera site specific di Francisco Bosoletti, quest’oggi prende il via l’allestimento della mostra “Parthenope. La Sirena e la città”, visitabile dal 3 aprile al 6 luglio nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Bosoletti da questa mattina lavora su una tela bianca di 45 metri quadrati, dove prenderà vita la sua visione creativa della sirena, dedicata al tuffo suicida di Partenope: l’opera è realizzata in situ, alla presenza del pubblico, su alcuni tessuti che, calati dall’alto e disegnati con un carboncino, arricchiranno l’atrio del Mann, lo spazio che quotidianamente accoglie visitatori provenienti da tutto il mondo. Si tratta della terza opera che lo street artist argentino dona alla città di Napoli, dopo le prime due versioni di Parthenope dipinte nel quartiere Materdei.
“Un museo deve essere una fabbrica di cultura, una fabbrica anche di emozioni e di sogni. Il museo – ha raccontato alla Dire Francesco Sirano, direttore generale del Mann – ha proprio questa ambizione e anche un po’ questo dovere: una mostra come Parthenope, una mostra multidisciplinare, esito di una ricerca molto attenta che ha messo insieme esperti di varie materie, ci aiuta davvero ad assolvere questo compito. Ripercorriamo la storia delle sirene, ripercorriamo la storia in particolare di una sirena, Parthenope, e del suo legame con la città di Napoli, che dalla sirena ha preso nome nel primo insediamento, quello più antico, e poi ha conservato l’appellativo di partenopei a tutti i napoletani per tanti secoli. Lo facciamo in maniera originale, in particolare con questa installazione di arte contemporanea che l’artista Bosoletti ci sta regalando. Sarà una installazione partecipata nella sua realizzazione, coaperta anche ai visitatori. Questo evento sarà un bellissimo regalo del museo alla città di Napoli”.

LA MOSTRA
La mostra “Parthenope. La Sirena e la città“, curata da Raffaella Bosso, Massimo Osanna, Francesco Sirano e Laura Forte, propone più di 250 opere, datate dall’VIII secolo a.C. all’età contemporanea, con prestiti concessi da oltre quaranta musei nazionali e internazionali, dal Met al Louvre, dal British a musei di Berlino, Atene, e opere mai esposte, inclusa la Parthenope di Bosoletti, in fase di realizzazione.
L’idea dell’esposizione è quella di fare chiarezza sulla figura della sirena, sulla sua progressiva metamorfosi – da uccello con testa umana a donna con coda di pesce -, sul mito fondativo della città di Napoli, sulla trasformazione della sirena da essere ingannevole a figura buona, dando spazio anche alla storia dell’abitato di Partenope sul promontorio di Pizzofalcone.
“Parthenope. La Sirena e la città”, esposta nelle sale del terzo piano dell’edificio museale napoletano, sarà visitabile a partire dal 3 aprile.




Aggiungi Dire.it alle tue fonti preferite su Google

