hamburger menu

Ucraina, Anpi: “L’invio di armi alza la tensione, Ue apra trattativa seria”

Per l'Anpi, l'invio di armi è "una scelta pericolosa" che "può innescare lo spaventoso domino dell'estensione della guerra"

pagliarulo anpi
FacebookTwitterLinkedInWhatsAppEmail

ROMA – “La domanda da porsi, nell’ambito di un piano di aiuti da inviare agli ucraini, è quale sia la linea rossa da non superare”. E “l’invio di armamenti è sicuramente nei pressi della linea rossa, perché le sanzioni parlano il linguaggio dell’economia, ma le armi parlano solo il linguaggio della guerra”. Nella sua relazione per il 17esimo Congresso nazionale dell’Anpi in corso a Riccione in provincia di Rimini, il presidente Gianfranco Pagliarulo critica “l’invio di armi da parte di Paesi non belligeranti a un Paese belligerante” perchè “si può interpretare da parte dello Stato invasore come un atto di cobelligeranza e comunque alza ulteriormente il livello della tensione internazionale“.

Si tratta dunque, ribadisce, di “una scelta che abbiamo giudicato pericolosa, anche perché può innescare lo spaventoso domino dell’estensione della guerra e mettere in discussione la nostra sicurezza nazionale”. Certo, precisa, “non è in discussione la condanna irreversibile dell’invasione russa e la piena e concreta solidarietà col popolo ucraino e il suo diritto alla resistenza“. Bensì è “in discussione l’azione che deriva da queste convinzioni e persino come ne discutiamo”. Non si tratta solo delle “miserie della guerra”, anche della “guerra delle miserie” con “una sconcertante informazione” e “il pericolo di una militarizzazione del dibattito pubblico; basti considerare su alcuni dei più importanti quotidiani italiani il misto di fake news e aggressioni verbali a chiunque si permetta di contraddire il loro verbo”.

Come ribadisce Pagliarulo, la condanna dell’invasione è “irrevocabile. Ma dobbiamo cercare di capire le cause e il contesto che hanno prodotto la situazione attuale”. L’Unione europea, propone, deve aprire “un’altra strada” con due iniziative: “Una trattativa seria e una proposta nuova di prospettiva. L’alternativa è solo la guerra”.

La politica, precisa, deve essere “alta capacità di soluzione dei problemi. Tornare alla politica vuol dire cogliere ogni occasione per spegnere l’incendio che, nelle sue proporzioni maggiori, vedrebbe l’Ucraina come campo di battaglia di un conflitto di dimensioni internazionali”. Così, più nel dettaglio, l’Anpi propone che “l’Ue si faccia portatrice di una proposta che aggiorni e ribadisca i dieci principi fondamentali degli accordi di Helsinki del 1975; stabilisca un’ampia zona smilitarizzata e denuclearizzata lungo tutta la fascia di confine fra la Russia e gli altri Paesi; avvii un processo di diminuzione controllata di tutti gli armamenti nucleari in Europa e nel mondo”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

2022-03-24T13:42:35+02:00