#ArgentinaTeBusca, la campagna per trovare bimbi scomparsi durante l’ultima dittatura civico-militare

Sono già 130 quelli ritrovati dopo 45 anni dall'ultimo colpo di Stato che portò alla scomparsa di 500 tra bambini e bambine, separati dalle loro famiglie e cresciuti sotto altra identità
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NAPOLI – “Hai diritto alla tua identità. Hai diritto alla verità. Non restare nel dubbio. Aiutaci a trovarti”. Per dare impulso alla campagna internazionale per il diritto all’identità la Repubblica argentina ha fatto propria la campagna #ArgentinaTeBusca per ritrovare bambini e bambine scomparsi durante il sequestro dei loro genitori o nati durante la prigionia delle loro madri. Sono già 130 quelli ritrovati dopo 45 anni dall’ultimo colpo di Stato che portò all’ultima dittatura civico-militare in Argentina (1976-1983) che ha commesso sistematiche violazioni ai diritti umani della popolazione civile e alla scomparsa di 500 bambini e bambine, separati dalle loro famiglie e cresciuti sotto altra identità.

Le famiglie delle vittime hanno subito iniziato la ricerca e si sono riunite in diversi enti di difesa dei diritti umani che sono diventati un vero e proprio emblema in Argentina e in tutto il mondo. Nel mese di aprile 1977, le Madres de Plaza de Mayo incominciarono a riunirsi per chiedere al governo informazioni sulla sorte dei loro figli e delle loro figlie. Nel mese di ottobre dello stesso anno molte di queste donne che cercavano inoltre i propri nipoti scomparsi, o che avevano figlie o nuore che erano incinte al momento della loro scomparsa, si sono radunate nelle Abuelas de Plaza de Mayo.

Dal 10 dicembre 1983, con il ritorno della democrazia, l’Argentina intraprese un lungo processo di memoria, verità e giustizia attraverso i diversi poteri dello Stato. La richiesta di restituzione dei nipoti alle loro famiglie biologiche fatta dalle Abuelas lentamente trovò la risposta di alcune strutture dello Stato. La genetica scoprì la possibilità di provare la filiazione di un bambino o una bambina con la nonna (il cosiddetto ‘indice de abuelidad’) anche in mancanza della generazione dei genitori. Nel 1987, sotto la spinta delle Abuelas, è stata creata la Banca nazionale dei dati genetici (Bndg) che raccoglie i profili genetici delle famiglie che cercano i loro nipoti. La creazione della Commissione nazionale per il diritto all’identità (CoNaDI) nel 1992, che opera nell’ambito del ministero della Giustizia e dei Diritti dell’uomo, diede impulso alla ricerca dei figli e delle figlie degli scomparsi e dei nati durante la prigionia della madre finalizzata a rintracciare i bambini e restituire loro l’identità.

I casi previsti dalla Bndg si riferiscono alle famiglie che cercano bambini e bambine nati tra giugno 1974 e giugno 1980. Tuttavia, in considerazione del fatto che il piano sistematico di appropriazione faceva parte di una struttura già esistente di traffico di bambini, che includeva la falsificazione di documenti pubblici, la CoNaDI riceve anche richieste su persone nate durante tutto il periodo di terrorismo di Stato in Argentina. I nipoti delle Abuelas, dunque, oggi hanno tra i 40 e i 45 anni, sono adulti che possono essere andati all’estero per diversi motivi e quindi vivere in qualsiasi parte del mondo.

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