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Razzismo, lo spot sul dna ancestrale: ‘Siamo una grande famiglia’

Il filmato di tre minuti è stato realizzato dall'Associazione Nibi - Neri italiani, Black italians con il contributo dell’Ufficio Antidiscriminazioni Razziali-Presidenza del Consiglio dei ministri (Unar)
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ROMA – L’aiuto cuoco Lorenze, dello Sri Lanka, vuole mettere il coriandolo sulla pasta al tonno mentre la collega Alla, dalla Russia, vorrebbe aggiungere del parmigiano, suscitando le ire dello chef Mirko, romano doc, che reagisce dando a entrambi dei “trogloditi” e grida: “Lo volete capire che stiamo in Italia?!”. In questa cucina di una delle tante osterie della capitale, il personale, così distante dal punto di vista della cultura culinaria, ha in realtà una cosa che lo accomuna: la genetica. Tutti e tre sono originari dell’Europa settentrionale.

Inizia così lo spot ‘Diversi ma tutti uguali, filmato di tre minuti realizzato dall’Associazione Nibi – Neri italiani, Black italians in collaborazione con l’Associazione Centro Internazionale CinemAvvenire, con il contributo dell’Ufficio Antidiscriminazioni Razziali-Presidenza del Consiglio dei ministri (Unar) che ha indetto la XVII Settimana d’azione contro il razzismoKeep Racism Out‘. Hanno prestato il loro volto, tra gli altri, anche gli attori Andrea Roncato, Jonis Bascir e Mirko Frezza.

Lo spot, con ironia e leggerezza, veicola i risultati di uno studio condotto su tutti gli attori del cast composto da italiani, stranieri, e persone nate in Italia da famiglie non italiane. Grazie alla collaborazione dei ricercatori dell’ateneo romano di Tor Vergata, che hanno prelevato e analizzato il Dna mitocondriale degli attori, è stato possibile ricostruire le origini ancestrali di ognuno di loro, che “fotografano” gli antenati fino a circa 25mila anni prima. E così si scopre che il maliano Soumalia Diawara ha nel suo patrimonio genetico anche legami con l’Europa centrale, che Adel Abdel Braders, marocchino, proviene anche dall’Europa meridionale, che Giuseppe Spezia discende dall’Africa Orientale e che l’etiope Fayo Abdi Houssein dall’Europa settentrionale.

Il Dna ci rende umani, non ci divide” dice Emiliano Giardina, il direttore del Laboratorio di Genetica forense dell’Università di Roma Tor Vergata, partner del progetto. Giardina spiega ancora: “Tendiamo a pensare che esistano caratteristiche genetiche specifiche per i gruppi di popolazioni che distinguiamo ad occhio nudo. Ma non è così: non esistono confini, siamo parte di un grande popolo, quello umano“.

“Quando l’arte, l’ironia e la scienza si uniscono nasce qualcosa di magico- sottolinea in un’intervista con l’agenzia Dire Diana Pesci, che con Amin Nour di Nibi ha diretto lo spot. “Con questo filmato vogliamo sottolineare il valore positivo dell’unicità e il fatto di essere al tempo stesso parte di una grande famiglia, superando stereotipi e razzismo”. Ancora alla Dire Amin Nour, attivista di origine somala, aggiunge: “Abbiamo sempre creduto che il principio dell’evoluzione sia la mano, in realtà è il piede. Il destino dell’umanità è collegato a tutti i suoi spontamenti. Tutti abbiamo dei geni africani nel Dna”. L’attore e regista, che con Nibi si batte per il diritto alla cittadinanza per i ragazzi apolidi in Italia, dedica il breve video al sociologo Mauro Valeri e al regista Alessandro Valori, “che oggi non ci sono più, ma che hanno contribuito a plasmare l’idea alla base di questo spot, nato anni fa dalla voglia di abbattere le barriere”.

Thami Sanqa, nato in Sudafrica e da anni residente in Italia, con Diana Pesci ha invece diretto lo Special Teaser che accompagna ‘Diversi ma tutti uguali’, un “dietro le quinte di otto minuti per raccontare come nasce il progetto: “Abbiamo trasmesso una ‘noiosa’ lezione universitaria con toni scherzosi”. Ad accompagnare i video, uno stornello romanesco scritto e interpretato da Jonis Bscir: “la scelta di una musica popolare romana insieme all’osteria tipica è un modo per creare empatia e raggiungere più persone possibili, anche i bambini”.

Lo spot è disponibile sui canali social di Unar, Nibi e delle associazioni partner per poi essere portato nelle scuole. Le riprese, durate in tutto cinque giorni, hanno rispettato le normative anti-Covid, e dagli attori alla troupe, sono risultati negativi al tampone prima dell’inizio del lavoro.

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