Hackathon nella scuola, primi bilanci in attesa della consegna degli elaborati

Edizione 2021 con oltre 500 studenti collegati
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ROMA – “Siamo arrivati in fondo ad una maratona che è stata un gioia e una festa per tutti. È stato un percorso faticoso, come ogni maratona, ma quando si taglia il traguardo, c’è proprio un festeggiamento. Da docente ho riscontrato, nonostante la distanza, che l’entusiasmo non è mancati: la scuola ha voluto dire di essere presente e lo ha fatto grazie a due elementi fondamentali, l’unità tra i coordinatori, lo staff, i tanti esperti che abbiamo avuto e i ragazzi che hanno dovuto lavorare in squadra, assieme ai loro docenti. Eravamo in 500 ed è stato straordinario vedere i ragazzi collegati dalle loro stanze, ma tutti al lavoro su qualcosa di grande. Un evento più grande dei confini chiusi degli ambienti in cui oggi siamo costretti a vivere. La soddisfazione è stata tanta per un compito svolto e compiuto assieme”. Così Gabriele Lanfranchi direttore di Cosmopolites racconta la maratona digitale ‘Hackathon nella scuola 2021’.

“Generalmente un progetto come questo ha successo perché non ha valore soltanto per il target finale, ma perché assume valore per tutti – sottolinea Sara Roversi del Future Food Institute  – Un progetto come questo è stato veramente magico perché ha portato valore a tutti coloro i quali ne sono stati parte. Il livello di emozione che tutti noi abbiamo provato, è stato altissimo. Oggi, un’esperienza di questo genere acquisisce una potenza inaudita: alla fine dell’esperienza corale, vedere gli occhi di tutti che brillavano ha fatto pensare alla forza dell’iniziativa. Mi sono immaginata i ragazzi a tavola con i loro genitori, mentre raccontavano di quanto avevamo discusso, dei temi trattati, dei progetti del loro futuro. Mi sono immaginata il ‘butterfly effect’, perché la cosa più bella che accade in conseguenza ad eventi come questo è portarsi a casa alla fine qualcosa che può cambiare le loro vite, che li farà tornare in classe trasformati, con una luce diversa negli occhi”.

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