Ue, Prodi: “Cambiata in peggio ma gravi conseguenze con stop moneta”

ROMA - "Quella che stiamo vivendo
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ROMA – “Quella che stiamo vivendo è un’Europa cotta soltanto a metà: per questo motivo non è buona… Il percorso di unificazione avrebbe dovuto prevedere altri passaggi che non sono stati compiuti”. Così Romano Prodi commenta ai microfoni di Radio Monte Carlo il clima di avversione e scettiscismo che si avverte nei confronti di Bruxelles.

L’Europa è cambiata indubbiamente in peggio– continua Prodi- perché, se pensiamo a quindici anni fa, stava diventando uno dei grandi protagonisti del mondo, con gli Usa e certamente ancora più avanti di una Cina che cresceva ma non si era ancora affermata. Oggi invece siamo rimasti assolutamente indietro: quando torna il nazionalismo, quando la commissione non ha più parola, quando ritornano gli stati  nazionali a comandare, come si fa a dimostrare di avere potere?”.

Se l’Italia uscisse dall’Euro “ci sarebbero conseguenze impressionanti e sarebbe la fine di una storia di avanguardia per il Paese”. Prodi respinge dunque la proposta del M5S e di altre forze politiche di un referendum contro la moneta unica e respinge le accuse di chi vede nell’euro la causa dei mali italiani. “Credo- dice- che fondamentalmente rifarei tutto quello che ho fatto, anche se sinceramente non avrei mai pensato che si sarebbe fatta la moneta senza organizzare le strutture economico-finanziarie per sostenerla e affermarla. Ma l’Italia non ha mica aderito per questioni di prestigio: non poteva più andare avanti a svalutare la lira senza migliorare le strutture produttive e senza quell’adesione oggi saremmo in situazione ancora peggiore”. Un ritorno al passato è possibile? “Le conseguenze sarebbero impressionanti per il debito pubblico- conclude Prodi- pensi all’aumento dei prezzi, pensi al senso di isolamento politico del paese. Sarebbe la fine di una possibile storia di avanguardia dall’Italia”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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