giovedì 12 Marzo 2026

VIDEO | Sanremo, Tommaso Paradiso scalda i motori: “Il romanticismo può salvare il mondo”

Il cantante si racconta a poche ore dalla prima serata. Tra le novità più forti della sua vita c’è la paternità, che descrive come un’esperienza totalizzante

SANREMO – Romanticismo come antidoto alla durezza del presente, musica come spazio di libertà, la paternità come rivoluzione personale. Tommaso Paradiso si racconta in conferenza stampa al Festival di Sanremo, toccando temi che vanno ben oltre la gara.

“C’è sempre bisogno di romanticismo, soprattutto in un momento in cui il modo di fare dei governi mondiali non è così diplomatico”. Paradiso ammette di essere preoccupato da un linguaggio pubblico sempre più duro: “Mi chiedo se le persone siano davvero più coinvolte quando si parla in toni cruenti. Questo fa male. Il romanticismo dovrebbe salvare il mondo, e potrebbe farlo se si partisse da un’educazione sentimentale”.

LA NUOVA VITA DA PADRE

Tra le novità più forti della sua vita c’è la paternità, che Paradiso descrive come un’esperienza totalizzante. “Sono in una veste nuova, quella da padre. È tutto nuovo, è una follia”. Parole che diventano quasi stupore: “Sono devastato in maniera positiva. È una bambina che sembra finta: dorme, sorride, è felice”.

IL PALCO E LA GARA

Sul fronte musicale, l’artista rivendica un approccio istintivo e libero. “Prima di salire sul palco mi suono dieci canzoni. Non studio i gesti, mi lascio trasportare dalla sensazione del momento”. Nessuna strategia legata al risultato: “Per vincere non farei alcuna rinuncia. Se arriverò ultimo, vorrà dire che era giusto così”.

LA POLITICA E…LA LAZIO

Inevitabile, per il cantautore, che il Festival incroci anche la politica. “È uno dei momenti culturali più importanti del Paese. In questa settimana succede tutto, e tutto viene strumentalizzato e pubblicizzato”.

Poi spazio al calcio e al tifo per la Lazio, una passione che lo ha spinto a prendere posizione anche fuori dal palco: “Ho scritto varie lettere, anche al Corriere, e al presidente Lotito. Siamo tutti completamente insoddisfatti di questa situazione”. Lettere non firmate, precisa, ma condivise nel merito: “Ho parlato con chi le ha promosse, spiegando che prima di Sanremo avevo degli obblighi”.

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