martedì 11 Agosto 2026

Creavano tirapugni con la stampante in 3D e poi le vendevano: hanno 13 e 15 anni

Creavano e vendevano tirapugni in plastica rigida. E avevano minacciato un compagno di scuola che voleva rivelarlo ai prof

BOLOGNA – Avevano trovato un modo per produrre (e poi vendere) tirapugni. Come? Le creavano con una stampante in 3D e poi le vendevano. La realtà che emerge da questa indagine che arriva da Bressanone è inquietante, dicono i Carabinieri nella loro nota: i ragazzini denunciati, infatti, che hanno 13 e 15 anni, fabbricavano tirapugni in plastica rigida realizzati mediante con moderne stampanti 3D. ​Le perquisizioni, effettuate con estrema cautela per tutelare la sensibilità dei minori coinvolti, hanno permesso di rinvenire prove schiaccianti: a casa del 15enne è stata trovata la stampante 3D utilizzata per la manifattura delle armi.

AVEVANO CERCATO DI INTIMIDIRE UNO STUDENTE CHE VOLEVA PARLARE CON I PROFESSORI

A casa del 13enne un tirapugni già ultimato. Il 15enne è stato denunciato per fabbricazione abusiva di armi. Il 13nne, che non è imputabile, è stato segnalato è stato segnalato alla Procura per i Minorenni. ​La stampante e i manufatti sono stati sequestrati. L’attività investigativa ha inoltre accertato che il gruppo aveva tentato di intimidire uno studente che aveva provato a segnalare le attività illecite ai propri docenti.

L’APPELLO DEI CARABINIERI: “MONITORATE I VOSTRI FIGLI”

​In merito alla vicenda, il Comandante della Compagnia Carabinieri di Bressanone, ha dichiarato: ​”Il
brillante risultato operativo odierno è la diretta consegna della rapida sinergia comunicativa tra gli
istituti scolastici del territorio e l’Arma dei Carabinieri. Desidero sottolineare la proattività della
direzione scolastica, che ha attivato immediatamente i nostri militari non appena ha avuto sentore
di atti intimidatori nei confronti di uno studente coraggioso. ​Il rischio legato all’uso improprio delle stampanti 3D è oggi paragonabile a quello delle droghe sintetiche fatte in casa: così come si possono sintetizzare sostanze pericolose partendo da farmaci comuni, oggi è possibile realizzare artefatti letali, come i tirapugni, grazie a modelli digitali reperibili online a costi irrisori. In assenza di una regolamentazione europea più stringente, l’unica arma di difesa che abbiamo è la supervisione dei genitori nei confronti dei figli, anche se giovanissimi o semi-imputabili”.

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