Report del Consiglio Grande e Generale, seduta del 23 febbraio – pomeriggio

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Nel pomeriggio termina il dibattito sugli “Indirizzi generali per la predisposizione del Piano Sanitario e Socio-Sanitario della Repubblica di San Marino 2021-2023”. Segue quindi l’approvazione, da parte dell’Aula, della convenzione fra il congresso di Stato e il Colorificio Sammarinese S.p.A. per autorizzare il credito agevolato su investimenti relativi al rinnovamento dell’impianto.
Si apre poi un dibattito sulla campagna vaccinale e, in particolare, sulle dosi di Sputnik V arrivate oggi sul Titano al comma di ratifica dei decreti, in particolare al decreto n.22, “
Aggiornamento e proroga delle disposizioni per il contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID- 19”. Infatti, come emerge dagli interventi, sul provvedimento il governo intende presentare un emendamento con cui di fatto autorizza la somministrazione del vaccino russo. Come spiega il Sds alla Finanze Marco Gatti, con l’emendamento al decreto si traduce in atto normativo quella che è una prassi per la farmacia internazionale legata all’acquisto di medicinali non approvati da Ema o Aifa, ma autorizzati da enti regolatori di altri Paesi. Attraverso la modifica proposta al decreto, “Noi mettiamo in chiaro, attraverso uno strumento legislativo, quelli che sono enti con cui abbiamo lavorato e da cui abbiamo aquistato prodotti utili alle cure”, chiarisce, respingendo “Tutta questa speculazione fatta sul discorso Sputnik- aggiunge- che è stato certificato dall’ente russo, così come dall’ente dell’Ungheria visto che è iniziata la somministratore anche in quel paese europeo, non è detto poi che in futuro non possa essere certificato da Aifa o Ema”. Nell’emendamento si inserisce infatti un elenco degli enti regolatori considerati ‘garanti’ per l’acquisto di medicinali o vaccini: oltre all’Agenzia Italiana del Farmaco (AlFA) e all’European Medicines Agency (EMA), tutte le agenzie regolatorie di paesi membri della Ue, la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati uniti, ovviamente la FederaI State Budgetary Institution (FSBI) della Federazione Russa, infine gli enti autorizzativi di India, Turchia Canada, Svizzera, Giappone e Inghilterra. Da parte dell’opposizione, ma anche del consigliere Pdcs Pasquale Valentini, la sollecitazione affinché con la controparte italiana ed europea si sia agiti con trasparenza. “Siccome le importazioni a San Marino transitano nel territorio italiano, significa che serve un’autorizzazione dell’Italia per entrare in territorio- chiarisce Gatti- E se sono arrivati i vaccini, vuole dire che hanno avuto l’autorizzazione da parte del Ministero della Salute italiano per essere sdoganati”. Il dibattito si interrompe prima dell’esame e della ratifica del decreto: i lavori proseguiranno domani mattina.

Di seguito un estratto degli interventi del pomeriggio.

Comma 11. Indirizzi generali per la predisposizione del Piano Sanitario e Socio-Sanitario della Repubblica di San Marino 2021-2023

Iro Belluzzi, Npr

Il piano sanitario non può essere un elemento di contrapposizione tra forze di maggioranza e minoranza. Sono anni che non veniva presentato un piano sanitario. C’è chi ha rimarcato l’assenza di grandi novità, mi viene da rimarcare che la strutturazione del settore sanitario non può essere stravolta di tre anni in tre anni, ci vuole un piano coerente. Bene se ne torni a parlare anche se è estremamente difficile, per non incorrere in errori, poter svincolarsi da quella che è la visione di quello che abbiamo conosciuto in funzione di quanto accaduto nell’ultimo anno, ovvero l’emergenza sanitaria legata alla pandemia, che ha messo a dura prova il sistema sanitario sammarinese. Saluto l’arrivo dello Sputnik a San Marino, si può iniziare così la campagna vaccinale per intraprendere un percorso che ci consentità di riprendere vita ‘normale’. Rispetto al piano sottolineo l’importanza di potenziare la prevenzione, l’assistenza nei territori e per le fasce più deboli.

Sul nuovo ospedale: difficilmente potremo accreditare una struttura senza i parametri minimi, ma prima di entrare nel discorso del nuovo ospedale bisogna delineare come evocare e utilizzare quell’ospedale: quanti e quali servizi potranno essere ancora erogati e sostenuti dall’ospedale di San Marino?

Vladimiro Selva, Libera

A volte serve investrire non sulla cura ma proprio sull’evitare che la malattia possa arrivare. L’attività di salvaguardia della salute è competenza di ogni politica che viene messa in atto, non è quindi solo legata alla sanità e all’ospedale, alla cura del male ma a tante altre politiche: sport, territorio, ambiente e lavoro..ma che riguardano l’intero annovero delle deleghe del governo. Il piano sanitario non è solo quindi Segreteria della Sanità. Altro elemento cruciale è quello delle infrastrutture in cui sono erogate le prestazioni sanitarie. Colgo a riguardo con favore chi abbia chiesto di chiarire che prestazioni l’Iss intende erogare da qui a 10 anni. Attenzione ad avere chiaro in mente l’offerta sanitaria che si intende dare e sulla base di questa pensare poi al nuovo ospedale.

Marica Montemaggi, Libera

La gratuità non può essere un punto messo in discussione. L’idea del ticket educativo non la condividiamo. Dobbiamo invece lavorare sull’appropriatezza di cure ed esami diagnostici. Non possiamo far pagare il prezzo al cittadino che chiede di fare esami. Dobbiamo piuttosto diminure le cure sulla base di politiche di prevenzione mirate.

Giuseppe Maria Morganti, Libera

Rispetto alla gratuità delle prestazioni o ticket, oggi servirebbe piuttosto un’azione di filtro della medicna di base che è saltata, l’ascolto rispetto alla gravità o meno di sensazioni della malattia è limitato e burocratizzato non è più efficace. Pensate come sarebbe importante per superare le fase successive delle visite specialistiche.

Nicola Renzi, Rf

Al Segretario chiedo, questo piano sanitario è sostenibile? Ancor più che questo parlamento ha deciso di assegnare 16 mln di euro in meno di risorse all’Iss quest’anno. Questo ha una valore.

A me sembra che la medicina di base stia manifestando un momento di difficoltà. Non è dovuto agli operatori, anche se ovviamente spostarli in servizi covid riduce comunque il loro numero. Non vuole essere una critica politica ma uno sprone: dovete fare in modo che la medicina di base torni ad operare.

Roberto Ciavatta, Sds Sanità, replica

Noi abbiamo una sanità di cui essere fieri, l’obietitvo è sempre migliorarla, ma bisogna riconoscere che eroghiamo servizi di qualità in totale gratuità e questo si riflette sulla qualità vita dei sammarinesi, confermata anche dal dato sull’aspettativa di vita che è mediamente più alta rispetto anche quella italiana. Certo che ci sono criticità, le segnalazioni che arrivano all’opposizione arrivano anche alla Segreteria e all’Iss. Abbiamo già intensificato la parte preventiva, qualcuno parlava di mappatura genetica o di presa in carico di percorsi diagnostici-terapeutici, noi possiamo fare molto sulla prevenzione con una ricaduta diretta sui costi. Investire in prevenzione è sicuramente uno degli elementi che dovrà fare parte in un piano sanitario su cui dovremo lavorare. Abbiamo le potenzialità di prevedere che check up e presa in carico del paziente possano essere codificati. Noi garantiamo la gratuità delle prestazioni ma deve essere pianificato – e non dato per scontato- per esempio, nel fare analisi del sangue una volta al mese, per evitare eventuali abusi.

Sulla medicina di base: teniamo conto che siamo ancora in emergenza sanitaria e molti medici sono ora parte dei team covid, con 350 di pazienti in assistenza domiciliare di media. Diversamente non capiamo in che momento storico ci troviamo. C’è poi il rischio della variante inglese e nei prossimi giorni ci aspettiamo di essere di fronte a una situazione più difficile. Sulla maggiore integrazione pubblico- privato: è già quello che stiamo facendo, diversi servizi sono erogati dal privato in funzione del pubblico. Sul contributo educativo: no al ticket, ma il contributo educativo è un elemento che dobbiamo decidere come politica, così come l’ipotesi di aprire alla medicina non convenzioanle.

Comma 13. Ratifica Decreti Delegati e Decreto-Legge

Decreto Legge 12/02/2021 n.22. Aggiornamento e proroga delle disposizioni per il contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID- 19

Roberto Ciavatta, Sds Sanità
E’ un decreto valido fino al 28 febbraio, siamo pronti a modificarlo a breve alla luce delle imminenti novità, visto anche gli sviluppi nei territori limitrofi, diventati regione arancione.

Pasquale Valentini, Pdcs

Non poter iniziare la campagna vaccinale non fa piacere a nessuno, nello stesso tempo credo che la vicenda stia diventando, sia per quanto riguarda l’Italia, sia per l’Europa, una questione molto grossa, forse dal punto di vista politico ma anche economico. tanti sono gli interessi in ballo in questo momento, ma anche dal punto di vista umano. Tutti i paesi stanno pensando all’ipotesi vaccinazione come unica strada che abbiamo per poter creare un’immunità che freni una diffusione ancora troppo alta del virus e senza questo, tutto quello che è il tentativo che stiamo facendo per riprendere la nostra economia, per tenere aperte le scuole e fare di tutto perchè la vita possa continuare, tutti i paesi si rendono conto che senza avere dato una definizione il più possibile chiara alla vaccinazione, sono tutti tentativi compromessi. Una campagna di vaccinazione è importantissima, deve essere fatta con tutte le sicurezze che possiamo mettere a disposizione, mi domando fino a che punto lo può essere, non avendo un ente regolatore come Paese. Abbiamo un’autority che non so fin dove possa arrivare, abbiamo un comitato di bioetica che ha espresso dei pareri sulla capacità di questi vaccini. La mia preoccupazione non è legata al fatto che lo sputnik possa non essere efficace, non ho competenze per dirlo, ma ho visto che anche il comitato di bioetica sostiene la necessità di un ente regolatore. Sappiamo che l’Ema sta verificando l’autorizzazione anche dello Sputnik, non posso dire se la verifica porterà all’autorizzazione, anche se si dice che questa sia imminente, ma sono solo indiscrezioni. In secondo luogo, la mia preoccupazione è quella che tutto questo avvenga nell’estrema chiarezza e trasparenza con l’Italia e con l’Europa. Il livello mediatico nato è molto ambiguo, rischia di collocare questa legittima aspirazione a poter iniziare la vaccinazione come un’azione di sfida o forza nei confronti di chi dovrebbe darci vaccini che non arrivano, di modo che possa pure tradursi in isolamento o ritorsioni nei confornti del nostro paese. E’charo che non le vaccinazioni non può autorizzarle il Congresso o il Consiglio grande e generale, il paese ha bisogno di non entrare in una lotta.

Nicola Renzi, Rf

Credo sia questo il punto fondamnetale, il governo ai gruppi di opposizione ha chiesto di poter autorizzare la presentazione di un emendamento fuori dal tempo massimo di discussione, e noi abbiamo dato la nostra disponibilità. Non ci esime però dal fare una riflessione. Mi hanno insegnato che quando si parla di San Marino per tutela diritti umani, mantenimento della pace, per la promozione del dialogo tra Stati…questo è un enorme bene. Quando invece si inizia a parlare di San Marino ogni ora perché ‘da noi si può fare quello che in altri posti non si può’, di solito percorrendo questa strada, si finisce molto male. Quando il governo presenta quindi un emendament ‘furgoncino’ perché non ci spiega le ragioni perché per via italiana o europea o covax i vaccini non sono arrivati? Uno Stato sovrano può decidere di adottare i farmaci che vuole, ma poi ci sono le considerazioni che ha fatto prima di me un consigleire di maggioranza. Vorrei sapere: l’autority sanitaria è favorevole all’applicazione questo vaccino? Quando arriveremo all’analisi degli emendamenti torneremo a parlarne.

Luca Boschi, Libera

Siao arrivati al punto, il decreto covid n.22, il comma più sentito dai cittadini e da questo Consiglio. Il decreto 22, due settimane fa, quando è uscito, è stata una delusione assoluta, ci si aspettava i ristori, l’estensione degli orari di apertura dei locali, qualcuno del governo lo aveva persino fatto trapelare. Oggi il decreto è stato presentato dal governo per poter somministrare il vaccino sputnik in Repubblica, finalmente arrivato. Credo che l’attività di approvvigionamento vaccini sia drammaticamente il più grave fallimento della politica negli ultimi 30 anni. Per una cosa così delicata non bastava il piano A, ma anche B, C… e andiamo avanti fino alla Zeta, è cosa troppo importante. Sull’approvvigionamento Sputnik non abbiamo nessuna contrarietà, anzi abbiamo sollecitato da tempo di provare altre vie per i vaccini. Stiamo parlando della vita delle persone con riflessi diretti su economia, lavoro e sviluppo paese, per me è arrivare in ritarod è un errore senza precedenti.

Marco Nicolini, Rete

L’opposizione cerca di fare bagarre. Ma abbiamo imboccato una strada senza timore e vergogna.

Matteo Ciacci, Libera

Oggi arrivano i vaccini finalmente, ma arrivano in ritardo di ben 58 giorni. Lei Segretario ha cercato di colmare un gap evidente. Poco tempo fa qui diceva che non era possibile percorrere altre strade o che per percorrerle era necessario un mandato del Consiglio. Il primo interrogativo cui dobbiamo rispondere è che lei è stato accantonato da altre politiche diplomatiche che arrivano invece dalla segreteria agli Esteri che ha costruito relazioni utili russe, per arrivare allo Sputnik. Io qualche dubbio sulla sua figura e capacità inizierei ad averne e penso anche in maggioranza ci sino. Oggi venite qui con la modifica del decreto 22 a dirci di sostenere dal punto di vista amministrativo la somministrazione dello Sputnik V. Avete concordato con l’Italia questo passaggio che nel merito e nella sostanza condividiamo, ma che deve essere assolutamente concordato? Dovete rispondere chiaramente per evitare conflitti di tipo diplomatico che già ci sono perché l’Italia non ha adempiuto all’impegno con Ciavatta e ci ha spinto a cercare altre vie. Se somministriamo un vaccino non certifi cato Ema, quali possono essere le problematiche? Lo avete concordato con coloro con cui avete fatto l’accordo che sembrava l’unica strada possibile? Non può essere la politica a decidere. Bene l’arrivo delle dosi vacinali. Diamoci una mossa e iniziamo a fare una campagna vaccinale a partire dagli operatori sanitari, una campagna efficace, costante, veloce e fatta bene.

Marco Gatti, Sds Finanze

Noi oggi a San Marino abbiamo la farmacia internazionale e con essa abbiamo la possibilità di curarci con medicinali non approvati Ema o Aifa, ma approvati da altre autorità di altri Paesi. La carenza vera è che, non avendo una legge sul farmaco, oggi la farmacia internazionale opera sulla base di una consuetudine: vengono importati medicinali e somministrati in territorio, alcuni somministrati solo in ospedale, altri venduti solo nelle nostre farmacie che sono pubbliche. A chi ci chiede se abbiamo parlato con la Repubblica italiana: siccome le importazioni a San Marino transitano nel territorio italiano, significa che serve un’autorizzazione dell’Italia per entrare in territorio. E se sono arrivati i vaccini, che sono medicinali, vuole dire che hanno avuto l’autorizzazione da parte del Ministero della Salute italiano per essere sdoganati a San Marino. Il ministero della Salute lo sa che sono arrivati i vaccini a San Marino, diversamente non sarebbero arrivati. E’ vero, l’impegno è di fare una vera e propria legge sulla farmacia internazionale, ma in un momento come questo è importante non lasciare alla consuetudine quello che andrebbe regolato. Se esternamente viene chiesto che tipo di medicinali somministriamo a San Marino, noi oggi possiamo fare un elenco, ma solo sulla base di una consuetudine e di un protocollo interno all’ospedale. Oggi dobbiamo cogliere perciò l’occasione per tradurre quella prassi in un documento di legge. Sarebbe un atto di trasparenza. L’ente regolatore che rilascia un’autorizzazione deve avere determinate caratteristiche. Anche il Vaticano non ha un ente regolatore perché significa avere sul proprio territorio attività significative che fanno ricerca e produzione di farmaci e hanno la necessità di essere certificate. Da noi questa realtà non c’è e abbiamo scelto di avvalerci di autorità come Aifa. E allo stesso modo è giusto riconoscere enti certificatori di altri Stati, come quello della Turchia o dell’India. Noi mettiamo in chiaro, attraverso uno strumento legislativo, quelli che sono enti con cui abbiamo lavorato e da cui abbiamo aquistato prodotti utili alle cure. Tutta questa speculazione fatta sul discorso Sputnik: è stato certificato dall’ente russo, così come dall’ente dell’Ungheria visto che è iniziata la somministratore anche in quel paese europeo, non è detto poi che in futuro non possa essere certificato da Aifa o Ema.

Giovanni Maria Zonzini, Rete

Prima si dice ‘vergogna, i vaccini sono arrivati troppo tardi’, poi ‘non possiamo essere noi a certificarlo, ma gli scienziati’. Chi sono gli scienziati? Quale ente a San Marino ha mai certificato i farmaci? O decidiamo che finché non abbiamo questo ente smettiamo di somministrare qualsiasi tipo di farmaco e nel frattempo mettiamo su l’agenzia con gli scienziati che ci suggerisce Ciacci e lasciamo che la gente soffra senza medicinali. Diversamente dobbiamo fare come sempre fatto di prassi, affidandoci ad altri enti regolatori e non penso che quello russo sia meno affidabile di quello americano. Sono numerosi i paesi che somministrano questo vaccino. Non vedo perché noi non lo si possa fare, quando lo facciamo già da tempo, la nostra farmacia internazionale per consuetudine utilizza farmaci approvati da altri enti, è solo una polemica sterile e grottesca. Respingo i tentativi di mettere zizzania tra la maggioranza. E’ il risultato di lavoro su più fronti da parte del Sds Ciavatta e del Sds Beccari, evitate perché apparite solo ridicoli.

Michele Muratori, Libera

In un odg di gennaio, Libera proponeva di vagliare anche altre strade per acquisire vaccini, oltre al Memorandum con l’Italia. Di fatto noi abbiamo, proposto di sondare strade aggiuntive a questo protocollo, queste strade alternative sono state vagliante, nonostante il nostro odg sia stato respinto. Successivamente io, Ciacci e Bevitori ci siamo recati dalla Reggenza per presentare documenti in cui chiedevamo di reperire vaccini non ancora approvati dall’Ema, in attesa di approvazione, e si proponeva l’approviggionamento di questi vaccini. Noi oggi siamo qui a prendere atto dell’arrivo di questi vaccini e non possiamo non essere contenti. Sottolineo la responsabilità del mio gruppo consiliare che di fatto aveva suggerito questa strada, poi intrapresa con ritardo, però in qualche modo ci si è arrivati. L’invito è di coinvogere anche l’opposizione in queste soluzioni.

Giuseppe Maria Morganti, Libera

Sono a ribadire concetto che la neutralità di San Marino va manifestata in ogni occasione anche con le superpotenze e con il resto del mondo, ma sempre nell’interesse della nostra cittadinanza.

La pandemia sta dilagando, i dati non sono per niente tranquilli, il dato di ieri dell’Iss è il più alto rispetto all’intera emergenza, una percentuale elevatissima di positivi rispetto i tamponi ed è un dato per nulla rassicurante e che ci può portare a provvedimenti più stringenti. Non c’è da stare trenquilli. Il vaccino è un presidio importante e sono contento siano arrivati oggi i primi vaccini a San Marino e con il mio capogruppo, quando oggi il governo ci ha chiesto di inserire un provvedimento in questo decreto, promuovendo una differenziazione rispetto le regole che ci siamo dati, ci siamo espressi favorevoli subito per la necessità oggettiva di rendere fruibile il prima possibile queste dosi. Ma alcune dissertazioni sul principio scientifico rispetto quello politico mi sembrano condivisibili, se vogliamo modificiare la prassi consolidata per cui il nostro centro farmaceutico acquista medicinali autorizzati da altri Stati, conteporanemente che non sia una decisione amministrativa o automatica, ma che ci possa essere un minimo di vaglio. Abbiamo degli organi come l’autority sanitaria o il comitato di bioetica. Abbiamo quindi proposto un emendamento all’emendamento che il governo ha proposto, facendo in modo non ci sia tanto una disponibilità ad allargare l’area dei farmaci disponibili al di là di quelli autorizzati dagli enti in elenco del decreto. L’emendamento del governo dà infatti indicazioni sulle agenzie ritenute valide e in grado di dare garanzie sui farmaci. Sono una decina, noi chiediamo però di non aprire un’ulteriore valvola e che sia l’autority in caso a vagliare queste ipotesi.

Elena Tonnini, Sds Affari Interni

Nel decreto c’è la proroga alle misure dei decreti precedenti, si sta già lavorando al successivo decreto. Con questo si apre l’opportunità anche di dibattere in Aula e di inserire un passaggio legato al tema della farmacia internazionale, in particolare sulla somministrazione dei vaccini, quindi dello Sputnik. I caccni arrivati oggi non sono arrivati per via dell’accordo con l’Italia, ma mi preme sottolineare una contraddizione: per l’opposizione ieri l’accusa era di non aver esplorato altre vie, oggi l’accusa è di non aver rispettato l’accordo con l’Italia. Non è nessuna delle due cose, un canale non esclude l’altro, ma si somma all’altro. Il canale italiano non è escluso, né messo in dubbio, resta un canale che si continua a coltivare. Lo sputnik è un canale ulteriore, aperto per superare la difficoltà nel reperimento di vaccini per integrare scorte e superare ritardi. In particolare con il personale sanitario. In merito alla somministrazione sputnik, non si sta prendendo nulla alla leggera. Non è un percorso che stabiliamo oggi quello della farmacia internazionale. C’è chi dice che non può essere la politica a decidere, ma la farmacia internazionale è una scelta politica che si vuole continuare a perseguire. Il farmaco cui San Marino si approvvigiona ha comunque un suo percorso autorizzativo. E’ una scelta ponderata.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»