Benedetta Bertini dialoga con le emozioni in un viaggio nella propria Anima

libro benedetta bertini
Libro pubblicato su Amazon. L'autrice: "Aiuto le persone a riconoscere i nostri meccanismi interiori"
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ROMA – La pandemia ha rivoluzionato la vita di tutti, ma l’impatto che ha avuto sulle persone che si trovavano in condizioni di difficoltà già prima del Covid sta causando l’insorgere, in larghe fasce della popolazione, di ansia, stress, depressione, rabbia, solitudine, noia. Per aiutare a comprendere meglio ciò che sta accadendo, la giornalista Benedetta Bertini, figlia dell’ex calciatore Giovanni Bertini, morto nel 2019 a causa della Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), ha scritto il libro ‘Ciao, sono la tua Anima…ti va di parlare?’ pubblicato in formato cartaceo ed ebook su Amazon e che sta riscuotendo un grande successo.

Il testo è suddiviso in 15 capitoli, ognuno corrispondente a un’emozione: Fiducia, Gioia, Ossessione, Paura, Rabbia, Invidia, Ansia, Tristezza, Insoddisfazione, Solitudine, Felicità, Compassione, Perdono, Amore e Gratitudine. Il tutto con dialoghi dal ritmo dinamico e incalzante, con racconti, qualche favola e momenti di profonda riflessione. Una lettura fluida, scorrevole, con un linguaggio facile che si rivolge a tutti.
   
“In questo viaggio dentro di me ho immaginato di dare una forma, una voce e un’anima alle emozioni- spiega Benedetta Bertini- Per accettare qualcuno bisogna prima conoscerlo. Se questo principio è valido per le persone, ho pensato di poterlo applicare anche alle emozioni. Lo scopo del libro è quello di aiutare i lettori a fare amicizia e a familiarizzare con tutto quello che accade nel proprio animo, senza scappare. Ogni emozione, anche quelle che più rifiutiamo, condanniamo o che meno ci piace sperimentare, l’ho proposta e rivisitata in una chiave positiva”.
   
Il libro aiuta a riconoscere i nostri meccanismi interiori. Cambiano infatti le situazioni o le circostanze che viviamo nel mondo esterno, ma nel nostro mondo interiore le emozioni che sperimentiamo, seppur con intensità differenti, sono uguali per tutti.
   
“Tutti proviamo paura o ansia per il futuro, tutti rimuginiamo sul passato, tutti abbiamo bisogno di sentirci riconosciuti, apprezzati, valorizzati, amati” continua Bertini, sottolineando che il libro “è nato in un momento molto difficile, quando in seguito a problemi fisici sono stata costretta a modificare per diversi anni gran parte della mia vita e a rinunciare a quasi tutte le cose che mi piaceva fare.

Nonostante le cure, non riuscivo a guarire. Lo schema era sempre lo stesso: il dolore fisico mi causava paura, la paura veniva amplificata dall’ansia, l’ansia mi generava una profonda rabbia che sfociava in invidia per le persone in salute. Altri giorni invece, al posto della rabbia, sentivo una sconfinata tristezza, ma il risultato finale era comunque distruttivo: mi commiseravo e crogiolavo nell’insoddisfazione. Finché un giorno ho spostato l’attenzione su me stessa. La mia sofferenza nasceva dalla mia ossessione per il cambiamento. Non riuscivo ad accettare quella situazione che ritenevo e vivevo come una profonda ingiustizia. E così ad un certo punto ho spostato l’attenzione dal mio corpo alla mia anima, ho smesso di ribellarmi e ho iniziato a confrontarmi con tutto quello che accadeva dentro di me. Ho preso carta e penna e ho iniziato a scrivere una lettera alla mia paura, come se fosse un essere vivente. Immaginavo che potesse parlarmi e rispondere. Ed è così che è nato questo libro, è cosi che è iniziato il viaggio più difficile quanto affascinante: quello dentro la mia anima”.
   
Secondo Bertini “essere felici è una nostra scelta e tutto dipende dai pensieri che scegliamo di avere, dalle emozioni che alimentiamo e dalle azioni che intraprendiamo. Ma dobbiamo anche ricordarci che il cervello umano è strutturato in modo tale che le emozioni negative lascino una traccia più forte e profonda a livello neuronale, rispetto a quelle positive. È così fin dalla preistoria. Ecco perché è più facile per noi ricordare le esperienze negative e cadere facilmente nella sofferenza”.

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