Nell’imolese e in alcuni comuni di Ravenna scatta zona arancione scuro

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A partire da giovedì 25 febbraio. Prevista l'intensificazione delle attività di tracciamento e screening sulla popolazione
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BOLOGNA – L’imolese è a un passo dalla zona rossa. La Regione Emilia-Romagna, in accordo coi sindaci del territorio, ha deciso di prevedere misure ancora più stringenti per tutti i Comuni che ricadono nella competenza dell’Ausl di Imola e per quelli confinanti in provincia di Ravenna. In zona arancione scuro, quindi, finiscono in tutto 14 Comuni: Imola, Castel San Pietro, Medicina, Mordano, Castel Guelfo, Dozza, Casalfiumanese, Fontanelice, Borgo Tossignano, Castel del Rio, Bagnara di Romagna, Conselice, Massa Lombarda e Riolo Terme. Le restrizioni entrano in vigore dopodomani, giovedì 25 febbraio, e saranno in vigore fino all’11 marzo. Il provvedimento è dettato dalle “indicazioni medico-scientifiche contenute nelle relazioni delle Ausl di Imola e della Romagna- spiega la Regione- che certificano un andamento del contagio in forte crescita nelle aree interessate, con l’obiettivo di arginare la diffusione del virus, a tutela della salute dei cittadini”. Rispetto alla ‘normale’ zona arancione in vigore nel resto dell’Emilia-Romagna, dunque, vengono vietati gli spostamenti sia nello stesso comune che verso i comuni limitrofi, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Consentito, invece, il rientro al proprio domicilio o residenza.

A IMOLA-RAVENNA POTENZIATI ANCHE SCREENING E TRACCIAMENTO

Insieme alla chiusura, per la zona dell’imolese arriva anche una intensificazione delle attività di tracciamento e screening sulla popolazione. Alla luce dell’aumento dei contagi, infatti, l’ordinanza che oggi verrà firmata dal governatore Stefano Bonaccini applicherà “tutte le misure per rafforzare le attività di ricerca e gestione dei contatti dei casi indicate nella circolare ministeriale del 31 gennaio scorso- spiega la Regione- tra cui l’impiego del test molecolare nella sorveglianza dei contatti stretti e a basso rischio e la chiusura della quarantena a 14 giorni con test molecolare”. Inoltre, “non potrà essere interrotto l’isolamento del caso confermato dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi, ma dovrà proseguire fino all’effettuazione di un test molecolare con risultato negativo”. Le Ausl di Imola e della Romagna potranno assumere, in accordo con i Comuni interessati dall’ordinanza, “ogni opportuna ulteriore azione ritenuta necessaria in caso di modifica della situazione epidemiologica”. Nelle ultime tre settimane, l’andamento dei contagi per i Comuni dell’Ausl di Imola, che conta in tutto una popolazione di 133.777 abitanti, ha fatto registrare un progressivo aumento dei casi osservati, passati da 454 nella prima settimana di febbraio a 531 nella seconda, fino a 597 casi nella terza settimana del mese, per un totale di 1.582 nuovi positivi negli ultimi 21 giorni, con una media di 523 casi a settimana e un tasso di incidenza settimanale di 1.182,6 per 100.000 abitanti in totale.

BONACCINI: “CHIUSURA IMOLA-RAVENNA DECISIONE SOFFERTA”

“Un provvedimento sofferto, ma necessario e non rimandabile”. Così il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, giustificano la decisione di passare in zona arancione scuro i 14 Comuni dell’imolese e quelli confinanti della provincia di Ravenna. “Abbiamo condiviso con i sindaci del territorio la necessità di intervenire con misure mirate per il contenimento della curva dei contagi del circondario imolese e di alcuni comuni limitrofi del ravennate, sulla base dei dati forniti dalle strutture sanitarie- spiegano Bonaccini e Donini- un provvedimento sofferto ma necessario e non rimandabile, deciso con l’accordo di tutte le parti coinvolte. Sono le indicazioni medico-scientifiche, l’evoluzione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia, attraverso nuove varianti del virus, e l’incremento dei casi a dirci che non potevamo fare diversamente, a tutela dei residenti e della collettività”. Presidente e assessore dicono di capire “gli ulteriori disagi per le persone, dopo mesi e mesi già durissimi, ma dobbiamo limitare a tutti i costi la diffusione del contagio, perché non siamo ancora usciti dalla pandemia e non possiamo vanificare gli sforzi fatti sinora. Nello stesso tempo, insieme ai sindaci, che ringrazio per la collaborazione, e le aziende sanitarie, la Regione è pronta a fare tutto ciò che sia necessario per rimanere al fianco della popolazione”, assicurano Bonaccini e Donini.

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