“Noi virologi tutti d’accordo: il coronavirus è pericoloso. E chi parla di ‘semplice influenza’ è un ignorante”

Arnaldo Caruso, presidente della Societa' italiana di virologia, interviene per chiarire la reale pericolosità del coronavirus
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Arnaldo Caruso, presidente della Societa’ italiana di virologia, e’ intervenuto ai microfoni della trasmissione “Cosa succede in Citta’” condotta da Emanuela Valente su Radio Cusano Campus. Sull’emergenza Coronavirus.

Tra virologi abbiamo tutti le idee chiare- spiega Carusa- quelli che si spacciano per virologi sono un’altra categoria. Noi virologi siamo da sempre convinti che il virus sia molto serio e pericoloso, quindi dobbiamo prendere provvedimenti rapidi ed efficaci, anzi avremmo dovuto gia’ prenderli. Cerchiamo di passare sopra a quanto fatto, di bene e di male, fino ad oggi”.

LEGGI ANCHE: No, il coronavirus non è una semplice influenza: la fondazione Veronesi spiega perchè

Chi dice che e’ come una semplice influenza e’ un ignorante in materia, basta guardare i numeri che ci dicono che vi e’ una mortalita’ del 2,5% sui casi accertati, quindi una mortalita’ molto alta per un’infezione respiratoria. E’ piu’ facile che questi virus attaccando un organismo gia’ debilitato portino a conseguenze piu’ drastiche, pero’ non possiamo non notare che anche giovani, come il 38enne di Codogno, siano in rianimazione. Quindi non vuol dire nulla l’eta’, nessuno di noi puo’ sapere se il proprio organismo reagira’ bene al virus pur avendo un’eta’ non avanzata”.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, Burioni: “Una scemenza dire che è poco più di un’influenza”

Alla domanda se siano stati commessi degli errori delle istituzioni, Caruso risponde: “Sicuramente si poteva fare molto meglio. I tavoli di lavoro non hanno mai incluso la societa’ italiana di virologia, il che e’ abbastanza grave. Se c’era una societa’ che poteva dare un apporto importante era proprio la societa’ di virologia. Le misure che sono state decise in un primo momento erano dovute alla convinzione, da subito contrastata da noi virologi, che l’infezione non si potesse trasmettere da pazienti asintomatici. Oggi sappiamo che e’ possibile e quindi questo ha un po’ spiazzato tutti. Abbiamo messo in atto misure importanti, abbiamo fallito in qualcosa, quindi non siamo stati efficaci fino in fondo”.

LEGGI ANCHE: Tra truffe e fake news, ecco la ricetta dell’Oms per l’amuchina ‘fatta in casa’

“In ogni caso- prosegue- questo virus e’ inevitabilmente soggetto ad espandersi in tutto il mondo perche’ e’ un virus nuovo che nessuno ha mai visto prima, verso il quale non abbiamo alcuna immunita’ pregressa. Noi siamo uno dei primi Paesi in cui si e’ sviluppata questa pandemia, ma non credo l’ultimo, il virus si espandera’ anche nel resto d’Europa perche’ la trasmissione avviene in maniera piu’ veloce dell’influenza e ci sono tempi di incubazione lunghi. Adesso si tentera’ di bloccare tutti i focolai sul nascere, si sta facendo un ottimo lavoro, quindi fare polemica oggi non ha molto senso“.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

24 Febbraio 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»