India, arriva Trump e ‘l’amico leale’ Modi nasconde la baraccopoli

Al via la 2 giorni del presidente Usa, tra guerra dazi e nuovi muri
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ROMA – “Non ci sorprende che l’amministrazione locale tenti di nascondere la nostra esistenza. Lo facevano gia’ prima di costruire il muro”: cosi’ Karsen Bhai, 30 anni, uno dei 5mila abitanti della baraccopoli di Ahmedabad ha detto ai giornalisti della stampa internazionale.

Qui, meno di due settimane fa, le autorita’ hanno ordinato la creazione di un muro di mattoni lungo 600 metri per nascondere alla vista del presidente Donald Trump le oltre 700 baracche che sorgono nella periferia della citta’. Il capo della Casa Bianca e’ infatti atterrato stamani nella citta’ natale del premier Narendra Modi, nello Stato occidentale di Gujarat, e le autorita’ si sono organizzate per riservargli la migliore delle accoglienze.

Ma alcune testate hanno preferito raccontare la contraddizione tra le spese che New Delhi ha sostenuto per “abbellire” il panorama e la mancanza di accesso ai servizi di base per gli abitanti dello slum, costretti a lunghe camminate per andare a prendere acqua pulita.
Muro a parte, sono state ripulite strade, bonificati fiumi, piantati nuovi alberi, assoldato uno staff di 12mila poliziotti e 3mila artisti per celebrare l’arrivo della coppia presidenziale.

Il tutto e’ costato circa 1,5 per cento del Pil annuo dell Stato di Gujarat.

La visita – la prima da quando Trump e’ presidente – vede in agenda temi complessi: la guerra dei dazi che negli ultimi mesi ha segnato i rapporti tra i due Paesi ha portato Washington a estromettere l’India dai Paesi che godono di agevolazioni fiscali. In risposta, New Delhi ha imposto dazi su oltre 20 prodotti provenienti dagli Stati Uniti. La visita potrebbe servire non tanto a siglare quanto a gettare le basi per un accordo che mitighi le tensioni.

Molto piu’ floride invece sono le relazioni sul piano della cooperazione militare. Trump stamani ha anche annunciato la sigla di un accordo da tre miliardi di dollari, che permettera’ a New Delhi di ottenere “gli equipaggiamenti migliori del pianeta”.

Il presidente americano e il premier indiano si sono quindi impegnati per dare al mondo l’immagine di un incontro festoso e amichevole: ai 110mila spettatori che si sono radunati allo stadio del cricket di Ahmedabad – inaugurato per l’occasione -, Trump si e’ rivolto esclamando “namaste”, il saluto tipico indiano.

“L’America adora l’India, la rispetta e sara’ sempre amico fedele e leale per il suo popolo” ha detto il presidente americano.

Gli Stati Uniti “sono la piu’ grande democrazie del mondo” ha chiosato quindi Modi, aggiungendo: “L’entusiasmo che si respira qui, a Gujarat, e’ quello che condividono tutti gli indiani da ogni angolo del Paese”.

Il soggiorno per Trump e la first lady Melania proseguira’ fino a domani. In un tweet in lingua hindi, intanto, il presidente americano ha ribadito: “L’America e l’India rafforzeranno i propri Paesi, arricchiranno la propria popolazione e renderanno il futuro piu’ luminoso che mai… e questo e’ solo l’inizio”.

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