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Venezuela, in fiamme gli aiuti umanitari al confine con la Colombia

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CUCUTA (COLOMBIA) – Quello di ieri è stato il giorno più difficile dell’opposizione al presidente Nicolas Maduro. Dopo la giornata di festa di venerdì con il concerto organizzato per raccogliere fondi per il Venezuela sembrava che il passaggio sui ponti frontalieri degli aiuti umanitari giunti dagli Stati Uniti sarebbe stato garantite ma non è stato cosi.

I cortei dell’opposizione si sono fronteggiati con i cordoni della Guardia nazionale bolivariana fino ad arrivare al contatto degenerato in scontri con decine di feriti, lanci di lacrimogeni e giovani venezuelani impegnati in fitte sassaiole contro i militari del loro stesso Paese.

Nel frattempo, nelle località limitrofe alla frontiera dal lato venezuelano si sono verificati scontri tra elementi dell’opposizione e militari. Colpi di arma da fuoco sono avvertiti chiaramente dai partecipanti alle manifestazioni dal lato colombiano.

Quando i camion con gli aiuti umanitari sono riusciti a entrare in Venezuela, come accaduto nel caso del ponte Francisco de Paula Santander, sono stati dati alle fiamme. Il bollettino della giornata si è concluso con almeno cinque morti, 280 feriti e quasi nessun aiuto umanitario consegnato. Esulta Maduro, che in una contro-manifestazione a Caracas ha aperto una crisi diplomatica con la Colombia dando il foglio di via ai diplomatici presenti in Venezuela. Soddisfatto anche il numero due del Partito socialista al potere, Diosdado Cabello, che ha ricordato che sul suolo venezuelano non passerà un solo militare straniero.

Juan Guaido’, il dirigente di opposizione che il mese scorso si è proclamato presidente ad interim, è passato in Colombia e in serata ha detto che “bisogna mantenere ogni opzione aperta per arrivare alla liberazione del Paese”. Guaido’ ha anche annunciato che domani sarà alla riunione del gruppo di Lima con anche il vicepresidente statunitense Mike Pence. Da segnalare ieri però anche che più di 60 militari venezuelani hanno disertato.

Dura condanna per le violenze di ieri dal segretario generale dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa), Louis Almagro, che ha ricordato una frase del “libertador” Simon Bolivar: “Maledetto sia il soldato che spara contro il suo popolo”.

di Silvio Mellara

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