Sordi, Verdone: “Potessi, reciterei con lui ne ‘I Vitelloni'”

ROMA - "Sono tanti i ricordi che mi legano ad Alberto Sordi,
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ROMA – “Sono tanti i ricordi che mi legano ad Alberto Sordi, alcuni sul lavoro altri nel privato”. Carlo Verdone e Alberto Sordi, un legame storico che ancora oggi resta lì, indistruttibile. Considerato il suo erede artistico, fa un salto indietro nel tempo e, per l’agenzia Dire, racconta particolari inediti che fanno parte di questo straordinario legame, non solo artistico tra l’allievo, Verdone, e il maestro, Sordi, scomparso il 24 febbraio di 14 anni fa.

Tra i ricordi che riporta alla mente, Verdone ne ricorda “uno in particolare che mi fa sorridere ogni volta che lo ricordo. Perché quella sera del 1983 Sordi fu assolutamente travolgente. Eravamo andati a cena da Sylva Koscina, nella sua villa fuori Roma, dove erano state invitate moltissime persone dell’industria e del cinema. Il povero Alberto era strattonato da tutti, da una parte e dall’altra. Ognuno voleva parlarci e un diluvio di parole lo stava seppellendo. Lui sorrideva a tutti per circostanza ma non ce la faceva più. C’era un signore, un industriale ligure, che non lo mollava. Parlava solo lui e Sordi non riusciva a trovare il modo di liberarsene. Io capii e andai da lui in soccorso. Stavo per portarlo via con un abbraccio, fingendo di dirgli qualcosa di urgente”.

Ma, continua il regista di film come ‘Bianco, Rosso e Verdone’ e ‘Borotalco’, “Sordi mi disse a bassa voce, mentre quello sciorinava tutta la sua logorrea, ‘…aspetta, fatte du’ risate’. Mentre quello continuava a parlare incessantemente e a ridere delle sue battute (che non facevano affatto ridere), Sordi gli montava sopra, con un tono di voce più basso, con una serie di frasi terribili del tipo: ‘… E certo! Mo’ m’hai rotto li cojoni… anche perché non capisco na’ mazza de quello che me stai a dì… E daje che insisti… Perché non vai a rompe le palle a n’altro? … Sei proprio un rompicojoni…'”.

Per Verdone “la bravura di Sordi era di dire queste frasi nel momento esatto in cui lui riprendeva il concetto e ricominciava a parlare come un treno. Si sovrapponeva perfettamente a lui, ignaro di quello che Sordi gli stava dicendo con voce bassa. Dopo un po’ esplosi in una risata. Era irresistibile. E il logorroico, credendo che io avessi riso per una sua battuta, ne fu felice riesplodendo anche lui in un’altra risata. Quell’episodio, più di tanti film di Alberto, mi fece capire la sua grandezza nei tempi recitativi”.

Verdone ha recitato con Sordi in film come ‘In viaggio con papà’ e ‘Troppo forte’. Ma ce ne uno in cui se, avesse potuto, Verdone avrebbe lavorato volentieri con Sordi: “Se avessi una bacchetta magica mi piacerebbe essere catapultato nel 1953 e poter recitare la parte di Franco Interlenghi ne ‘I Vitelloni’ di Fellini. Avrei avuto come partner Sordi ed altri grandi attori. E soprattutto il più grande regista italiano di tutti i tempi, Federico Fellini. Quel film mi ha formato in tanti aspetti artistici, e mi ha fatto capire la grandezza di Alberto Sordi”.

 

di Adriano Gasperetti

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