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Niente liberalizzazione dei vitigni, oltre al Lambrusco anche Sangiovese e Barbera sono salvi

BOLOGNA -  Non solo il Lambrusco. Coldiretti

Pubblicato:24-02-2016 16:32
Ultimo aggiornamento:16-12-2020 22:02

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vino Lambrusco

BOLOGNA –  Non solo il Lambrusco. Coldiretti Emilia-Romagna festeggia lo scampato pericolo per “due vini simbolo dell’Emilia-Romagna, il Lambrusco in Emilia e il Sangiovese in Romagna, e insieme a loro anche l’altro vino prodotto in regione, la Barbera, con il nome del vitigno”. Lo ricorda appunto Coldiretti Emilia-Romagna nell’esprimere apprezzamento per l’annunciato dietrofront della Commissione europea sulla proposta di liberalizzazione dei nomi dei vitigni fuori dai luoghi di produzione. “In questo modo- commenta Coldiretti regionale- viene sventato il rischio di una pericolosa banalizzazione di alcune tra le più note denominazioni nazionali che si sono affermate sui mercati nazionale ed estero grazie al lavoro dei vitivinicoltori italiani.

Insieme ai tre vini emiliano-romagnoli, a rischio scippo del nome c’erano anche altri importanti vini nazionali come Aglianico, Brachetto, Cortese, Fiano, Greco, Nebbiolo, Picolit, Primitivo, Rossese, Teroldego, Verdicchio, Negroamaro, Falanghina, Vermentino o Vernaccia, solo per citarne alcuni, per un valore complessivo di 3 miliardi di euro“. Il futuro dell’agricoltura italiana ed Europea, afferma Coldiretti Emilia-Romagna “dipende dalla capacità di promuovere e tutelare le distintività territoriali che sono state la chiave del successo nel settore del vino dove hanno trovato la massima esaltazione”. Il Sangiovese è oggi il vitigno più diffuso in Italia e il Lambrusco è il vino rosso italiano più venduto all’estero.


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