Demansionamento, prosegue la battaglia del movimento “Progetto Infermieri Uniti”

Promossa una petizione aperta a tutti i cittadini
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ROMA – Progetto Infermieri Uniti- Piu è un movimento che nasce per dare voce a quegli infermieri a cui e’ stata chiusa la bocca, che non hanno piu’ una voce, che vorrebbero gridare le proprie ragioni ma hanno timore di farlo. L’obiettivo di Piu è segnalare un grande problema della sanita’, confermato da autorevoli studi, ovvero l’impossibilita’ a garantire la sicurezza delle cure che la L. 24/2017 c.d. Legge Gelli ha riconosciuto come parte integrante del diritto alla salute.

“Lo studio internazionale RN4CAST (Registered Nurse forecasting, previsione del fabbisogno di infermieri) ha rivelato che se il rapporto tra infermieri e pazienti assistiti e’ maggiore di 1/6 aumentano gli esiti negativi (mortalita’ a 30 giorni, complicanze come cadute, errori di terapia, lesioni da pressione e riduzione della soddisfazione), nonche’ le cure mancate (educazione terapeutica, relazione con l’assistito, pianificazione dell’assistenza)- si legge in un comunicato di Piu- Tutto cio’ che dovremmo fare ma non facciamo per mancanza di tempo, perché siamo pochi e demansionati, ovvero utilizzati per altro a spese dell’assistenza ai nostri assistiti e a guadagno delle aziende sanitarie. In Italia oggi gli infermieri sono demansionati. Nonostante il passaggio da una professione ausiliaria ad una professione intellettuale autonoma (l’Infermiere in Italia e’ un professionista sanitario con laurea triennale), poco e’ cambiato nelle realta’ ospedaliere”.

Le molteplici mansioni degli infermieri

“Da Nord a Sud- prosegue il comunicato-, all’infermiere e’ richiesto di svolgere mansioni domestico/ alberghiere, eseguire l’igiene dei pazienti, posizionare padelle e pappagalli, dispensare, chiudere bidoni della spazzatura, riordinare le stanze di degenza. L’infermiere, così, non solo svolge il lavoro di infermiere ma anche quello di Oss, cameriere, operatore ecologico, domestico, segretario, centralinista e cosi’ via. Il demansionamento mette gli infermieri nella condizione di non poter assistere i propri pazienti al meglio delle proprie potenzialita’. Dovendo svolgere attivita’ diverse dal proprio profilo di competenza agli infermieri e’ sottratto tempo prezioso che potrebbero dedicare all’assistenza diretta ai malati, alla prevenzione e all’educazione sanitaria”.

“Inoltre- spiega il  Progetto Infermieri Uniti-, puo’ diventare causa di stress e di angoscia che si riflettono nella vita quotidiana, arrecando disturbi psico-fisici che nel tempo possono generare fenomeni piu’ gravi come il burnout. Il demansionamento si ripercuote inevitabilmente sull’assistito esponendolo ad una serie di rischi evitabili. Con l’aumento del carico di lavoro diminuisce la qualita’ dell’assistenza infermieristica e diminuisce la sicurezza dei pazienti, aumentando il rischio di errori con la conseguente possibilità che un evento avverso provochi un danno o aumenti la degenza dei pazienti”.

Una petizione contro il demansionamento

Progetto Infermieri Uniti- Piu ha deciso per queste ragioni di promuovere una petizione contro il demansionamento infermieristico aperta a tutti i cittadini che mira a raccogliere il maggior numero di firme in modo da coinvolgere l’intera popolazione contro questo fenomeno. La petizione verra’ depositata al Ministro della Salute, al Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e Ricerca, alla Federazione Nazionale dei Collegi Ipasvi e ai maggiori sindacati rappresentativi. Dopodiche’ il movimento ha annunciato di voler organizzare una manifestazione davanti al Ministero della Salute

Ecco il link al quale è possibile sottoscrivere la petizione: https://www.change.org/p/federazione-nazionale-collegi-ipasvi-demansionamento-infermieristico

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