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Iscr in Iran: obiettivo la carta del rischio di Pasargade

ROMA - Il laser scanner ha osservato la Tomba di Ciro il Grande, ne ha scoperto "l'altissimo livello tecnico", ma
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ROMA – Il laser scanner ha osservato la Tomba di Ciro il Grande, ne ha scoperto “l’altissimo livello tecnico”, ma anche i danni causati dai terremoti del passato. I protocolli di azione hanno stabilito un piano di gestione dell’antico sito iraniano di Pasargade, immerso in un paradiso naturalistico tutta da preservare.

I cantieri didattici hanno formato un gruppo di lavoro in grado di mettere in atto le piu’ adeguate misure conservative. Dopo tre anni di lavoro sul campo, l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (Iscr) e’ pronto a tornare in Iran e rilanciare un progetto di collaborazione che aiuti i professionisti iraniani a “mantenere e conservare l’eccezionale valore universale” di Pasargade.

L’obiettivo e’ arrivare a una Carta del rischio del sito, attraverso la realizzazione di un sistema informativo territoriale che tenga conto dei fattori idrogeologici, dell’inquinamento e anche dell’aumento costante del turismo.

Nel corso della missione, partita nel 2014, gli esperti Iscr sono riusciti anche ad aprire due laboratori di diagnostica e restauro e a portare avanti una “intensa attivita’ di formazione” rivolta ai professionisti iraniani che si occupano della conservazione di Pasargade.

Del resto, nel campo dei beni culturali quello tra Italia e Iran e’ un “rapporto storico, iniziato negli anni Sessanta e costellato da molte occasioni di lavoro”, ha ricordato Gisella

Capponi, direttore del San Michele, in occasione di una giornata di studi dedicata proprio alla cooperazione tra i due Paesi.

Dall’inizio di gennaio, l’Istituto ospita una classe di conservatori iraniani arrivati a Roma grazie all’International training project, la Scuola internazionale del ministero dei Beni culturali dedicata a professionisti del settore provenienti da tutto il mondo.

A presentare i risultati della missione in Iran, con Capponi anche il coordinatore dei lavori a Pasargade, l’architetto Claudio Prosperi Porta, e diversi rappresentanti delle istituzioni culturali iraniane, tra cui Hamid Fadaei, site manager di Pasargade: “Un buon risultato della collaborazione e’ stato proprio l’insegnamento ai conservatori iraniani- ha detto- Pasargade e’ un sito molto grande, siamo riusciti a trattare il Mausoleo di Ciro, il Palazzo privato e la Stele del Genio alato. Speriamo che questa collaborazione continui non solo a Pasargade, ma anche in altri siti”.

Tra gli obiettivi della missione “definire misure conservative integrate al piano di gestione del sito- ha spiegato Prosperi Porta- Per farlo, abbiamo tenuto in considerazione le problematiche legate al paesaggio, quindi abbiamo pianificato attivita’ a basso impatto per preservare la biodiversita’”.

Lo scopo degli interventi, che “non hanno modificato l’aspetto del sito”, era “preservare i valori di autenticita’, integrita’ e unicita’”, ha aggiunto l’architetto.

“Per il futuro- ha detto- la nostra proposta e’ di realizzare un sistema informativo territoriale per la provincia di Fars teso a strutturare una Carta del rischio di Pasargade”.

Tra i fattori di vulnerabilita’ del sito iraniano, “l’aumento esponenziale dei turisti, cosi’ come il rischio idrogeologico e l’inquinamento petrolchimico”.

Ma non solo, perche’ l’idea dell’equipe italiana e’ anche di installare pannelli fotovoltaici sulle coperture protettive realizzate durante la missione.

“L’impianto- ha spiegato Prosperi Porta- sarebbe utile per la messa in valore del sito grazie all’illuminazione, e anche al suo rifornimento energetico”. Oltre allo studio della Tomba di Ciro il Grande e del Palazzo privato, il cantiere Iscr e’ stato esteso anche alla monumentale Stele del Genio alato, “uno dei simboli dell’impero di Ciro”.

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