Terremoto, ultimatum di Pirozzi: “O cambiano le norme o protesta a Roma”

"Qui la gente sta soffrendo e rischiamo se ne vada", spiega il primo cittadino di Amatrice, distrutta dal terremoto del 24 agosto. "Servono procedure più snelle"
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ROMA  – “Se entro sette giorni non si indicano procedure che siano confacenti allo stato di guerra che stiamo vivendo, allora il sindaco di Amatrice scenderà in campo con una manifestazione con tutta la sua gente, e il mondo sarà in piazza con noi”. Lo dice il sindaco di Amatrice (Ri), Sergio Pirozzi, ai microfoni di Radio Montecarlo che ha spiegato: “Io penso che la classe politica debba dare delle soluzioni, io ho indicato una linea, che è quella di abbandonare le procedure di pace per procedure più snelle, perché lo scenario è quello di guerra, può anche essere sbagliata ma allora trovino altre soluzioni per accelerare processi, qui la gente sta soffrendo e rischiamo se ne vada. Voglio ribadire ancora una volta che nessuno deve speculare sul dolore e sul disagio della mia gente, nessuno provi ad utilizzare il fermento che c’è nella popolazione ormai spaventata e provata. Questa è una battaglia di civiltà, è una battaglia di tutti, non è di destra e non è di sinistra, è un imperativo a cui tutta la classe politica è chiamata. A fine dicembre sono venuti ad Amatrice 14 deputati che rappresentavano tutto l’arco parlamentare, e pretendo che si facciano portavoce in Parlamento di quello cui hanno assistito nella mia terra, visto che hanno toccato con mano tutti i problemi relativi allo smaltimento delle macerie, alla messa in sicurezza di edifici, alle gare e ai ritardi. Voglio ribadire ancora una volta che nessuno deve speculare sul dolore e sul disagio della mia gente, e se non dovessero arrivare risposte in tempi brevi sarebbe la sconfitta della ragione, allora io e la mia gente scenderemo in piazza”, conclude Pirozzi.

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