Strage del rapido 904, Mattarella: “Fu attacco eversivo contro la democrazia”

"Dovere di rispettare valori di civiltà e solidarietà a base della Costituzione"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “Il trentacinquesimo anniversario della strage avvenuta sul treno rapido 904, all’interno della grande galleria dell’appennino tra le stazioni di Vernio e San Benedetto Val di Sambro, e’ un giorno di memoria e di raccoglimento per la nostra comunita’ nazionale. Le vite spezzate di passeggeri inermi, alcuni dei quali bambini, le sofferenze dei tanti feriti, l’atroce dolore patito dai familiari hanno impresso un segno indelebile nella storia della Repubblica”.

Cosi’ il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che continua: “In questa ricorrenza, desidero esprimere la mia vicinanza e solidarieta’ a quanti sono stati cosi’ profondamente colpiti negli affetti piu’ cari e a coloro che continuano a impegnarsi per trasmettere il ricordo ai piu’ giovani, in modo che non si dimentichi mai la crudelta’ dell’attacco eversivo, sferrato contro le istituzioni democratiche e la convivenza civile e, al tempo stesso, si faccia tesoro della risposta ferma e unitaria del popolo italiano che ha sconfitto la strategia del terrore.

Il Natale del 1984 venne sconvolto da quella bomba, collocata su un treno affollato di cittadini che si preparavano alle festivita‘. Le indagini e i processi accertarono una matrice mafiosa, un tentativo di ricatto allo Stato contro l’azione di contrasto alla criminalita’ organizzata. La memoria di tante vittime innocenti- conclude Mattarella- rafforza il dovere per le istituzioni, per gli organi dello Stato, per tutta la societa’ civile di rispettare continuamente i valori di civilta’, di liberta’, di solidarieta’ che sono la base della nostra Costituzione”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

23 Dicembre 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»