Banca centrale, Rete: Buco da 3,3 milioni? Rivedere stipendi, sono esorbitanti

SAN MARINO - Rivisitare i costi di gestione e le tariffe sui servizi erogati allo Stato, provvedere a
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SAN MARINO – Rivisitare i costi di gestione e le tariffe sui servizi erogati allo Stato, provvedere a un piano di conversione del personale che non escluda un ridimensionamento degli stipendi: questi, per Rete, alcuni degli obiettivi che il futuro presidente di Bcsm dovrebbe perseguire, attraverso il mandato della politica. In una nota, Elena Tonnini e i suoi tornano su Banca centrale della Repubblica di San Marino e, in particolare, sul presunto buco di bilancio riportato, secondo quanto riferire il movimento, nella bozza presentata da qualche giorno agli azionisti.

Soldi“Pare che la gestione non possa ritenersi oculata- scrive Rete- un buco di 3,3 milioni di euro, stipendi oltre la media, un totale di 8 milioni complessivi, una media per dipendente di 80 mila euro l’anno, premi di produzione fuori controllo, servizi di tesoreria strapagati, aumento dei costi amministrativi”.
E dato che “azionista per il 67% di Bcsm è lo Stato- prosegue infine Rete- nonostante tale bilancio non sia ancora ufficiale, significa che l’istituto di vigilanza deve rispondere ai cittadini rispetto alla sua gestione e giustificare l’aumento dei costi”.

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