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Gli Usa verso l’esportazione del greggio, ma per gli Emirati Arabi non sarà un problema per il mercato mondiale

La storica decisione di Washington di rimuovere il blocco
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petrolioLa storica decisione di Washington di rimuovere il blocco alle esportazioni di greggio– in vigore da almeno 40 anni, cioe’ dallo ‘shock petrolifero’ del 1970- “non condizionera’ affatto il mercato mondiale“, secondo il ministro dell’Energia degli Emirati Arabi Suhail Al-Mazrouei. Cosi’ quanto riportato da fonti di stampa araba.

Secondo Mazrouei, che ha tenuto a chiarire che “ogni paese ha il diritto di prendere le decisioni che vuole”, l’introduzione del greggio americano sui mercati globali “non cambiera’ affatto l’equilibrio nella domanda e nell’offerta”.

Il Congresso americano venerdi’ scorso ha votato l’abrogazione di una legge che impediva alle compagnie petrolifere americane di vendere il greggio al di fuori dei confini statunitensi. L’esportazione era consentita solo al petrolio raffinato. Gli Emirati Arabi fondano il 29% del proprio Prodotto interno lordo sui proventi del settore petrolifero, di cui sono tra i maggiori produttori al mondo. Per far fronte alla crisi che derivera’ dall’esaurimento dei propri giacimenti, gli Emirati hanno messo in atto una serie di politiche volte da un lato alla razionalizzazione del consumo interno, e dall’altro alla promozione di energie alternative al motto di ‘istidama’, ovvero ‘sostenibilita” in arabo.

Un duro colpo all’economia emiratina arriva anche dal crollo dei prezzi: se nel 2014 il petrolio costava 110 dollari al barile, attualmente e’ sceso a 40, e gli Emirati- come altri paesi arabi produttori- usano redistribuire le rendite ai cittadini, politica che sembra ormai destinata al tramonto.

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